Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/06/2021 Qui - Remake live action di uno dei successi planetari Disney, amato e conosciuto più o meno da tutti, in cabina di regia c'è Jon Favreau, che sembra aver preso gusto a questo genere di operazioni, suo infatti è anche l'altro remake in live action con gli animali, ovvero Il libro della giungla. E come quest'ultimo, anche questo film è graficamente sbalorditivo, anche questo è stato candidato all'Oscar (nel 2020) per gli effetti speciali, che però al contrario dell'altro non ha vinto. Poco male, due bei film sono, forse questo un pelino sotto, ma comunque un lavoro ben fatto. Un rifacimento del celebre cartone animato (che qui viene ripreso pari pari, ci sono tante piccole differenze in realtà, ma il grosso della storia è identico, quasi scena per scena) con animali che sembrano veri al punto da rimanere stupefatti. La CGI fa infatti impressione, gli animali sembrano davvero reali (riuscito perfettamente il lavoro di shot-for-shot fotorealistico), e poi i colori dell'Africa sono stupendi, la colonna sonora richiama quella clamorosa dell'originale (qualche canzone identica) e in generale quella sensazione di magia è intatta, così come l'inevitabile lacrimuccia. Si colgono difatti molti momenti gradevoli in cui emozionarsi è piuttosto comprensibile. Il doppiaggio di Marco Mengoni e Elisa non è proprio dei migliori, mentre quello di Edoardo Leo e di Stefano Fresi (nei panni dei miei personaggi preferiti di questo bel classico, ossia Timon e Pumba) è godibilissimo. Il re leone è insomma uno dei migliori live action (dei suoi tanti classici) prodotti dalla Disney, un film non perfetto (come l'originale, non tra i miei preferiti della collezione comunque) che evita di strafare e riadattare, riuscendo in tal modo a farsi più che discretamente apprezzare. Voto: 7
- Home page
- Classifiche
- CINEMA
- Film Anno per Anno dal 2015 ad Oggi
- Tutti i Film
- Film e visioni speciali
- Giornata della Memoria
- Academy Awards
- Filmografie registiche
- Approfondimenti cinematografici
- Day cinematografici
- Saghe cinematografiche
- Cortometraggi
- Promesse cinematografiche [Dal 2018 al 2021]
- NOTTE HORROR
- HALLOWEEN
- CHRISTMAS
- MCU
- DC
- STAR WARS
- Agatha Christie
- ALIEN
- John Wick
- Fast & Furious
- IL GIRO DEL MONDO CINEMATOGRAFICO
- Sharknado
- La notte del Giudizio
- I Spit On Your Grave
- GEEK LEAGUE
- LISTE & CLASSIFICHE ANIME
- ANIME-TION MOVIES & SERIES
- AGGIORNAMENTI LIVE VISIONI & GAMES
Visualizzazione post con etichetta Donald Glover. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Donald Glover. Mostra tutti i post
mercoledì 23 giugno 2021
Il re leone (2019)
Labels:
Avventura,
Beyoncé,
Chiwetel Ejiofor,
Disney,
Donald Glover,
Edoardo Leo,
Film drammatico,
Jon Favreau,
Marco Mengoni,
Massimo Popolizio,
Remake,
Seth Rogen,
Stefano Fresi
martedì 2 luglio 2019
Solo: A Star Wars Story (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/02/2019 Qui - Circa due anni e mezzo fa ne Il Risveglio della Forza, abbiamo visto morire Han Solo, interpretato da Harrison Ford, trapassato dalla spada laser cruciforme del figlio Ben (Kylo Ren). Se nel film diretto da J.J. Abrams il sipario della vita si chiudeva su questo personaggio, con Ron Howard torniamo invece alla scoperta delle sue origini. Solo: A Star Wars Story, film di fantascienza del 2018 diretto appunto da Ron Howard, è infatti una origin story, una di quelle storie che raccontano al pubblico come un personaggio noto è diventato quello che conosciamo (in pratica, il Ritratto dell'Eroe da Giovane), ma è soprattutto parte di un piano commerciale di espansione, iniziato un anno e mezzo fa con il più riuscito Rogue One (che aveva il coraggio di un finale tragico ed eroico), difatti da quando la Disney, dopo il vasto universo Marvel, ha inglobato anche il franchise di Guerre Stellari alias Star Wars, nel dichiarato intento di monetizzare il costosissimo acquisto, ha inaugurato, accanto alla terza trilogia legata alla saga degli Skywalker e ai Jedi, una serie di progetti "collaterali". Progetti in cui se allora i personaggi, a parte qualche cameo, erano sconosciuti, solo tangenzialmente coinvolti nelle vicende principali della saga, qui l'eroe titolare è Han Solo, uno dei tre personaggi principali della trilogia originale, indissolubilmente legato per la prima generazione di spettatori alla faccia da schiaffi di Harrison Ford. In tal senso era un po' giocoforza che del terzetto si andasse ad esplorare il contrabbandiere stellare, quello che nonostante la giovane età poteva dare l'idea di avere un "passato". Peccato che il difficile compito di non far rimpiangere il precedente interprete si posi sulle spalle di Alden Ehernreich (in Ave, Cesare! dei fratelli Coen era l'amabile/irritante cowboy che storpiava ripetutamente le battute di una commedia sofisticata), che non riesce proprio a convincere sia per mimica facciale che per movenze. Peccato soprattutto che, la storia scritta dagli sceneggiatori, ma anche gli altri personaggi di contorno (compresa la prima "fidanzatina" di Han, Qi'ra), si accontentino di sfruttare onesti stereotipi di un genere avventuroso su cui, superata la meraviglia per le belle sequenze di azione e qualche invenzione visiva, pesa un po' la tendenza al didascalico e la vocazione commerciale dell'operazione.
Labels:
Alden Ehrenreich,
Avventura fantasy,
Donald Glover,
Emilia Clarke,
Fantascienza,
Paul Bettany,
Phoebe Waller-Bridge,
Ron Howard,
Star Wars,
Thandie Newton,
Woody Harrelson
domenica 19 maggio 2019
Spider-Man: Homecoming (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/04/2018 Qui - È la rivisitazione del tema classico di Spider-Man ad opera di Michael Giacchino ad accompagnare il ritorno a casa dell'Uomo Ragno (un ritorno schietto, sincero, che vuole ridare lustro ad un eroe che forse sin troppo ne aveva perso a causa dei ben noti e gravosi problemi di licenza), e queste splendide note messe in fila con cosi tanto gusto e maestria dichiarano apertamente le intenzioni dei Marvel Studios, Spider-Man: Homecoming vuole essere un film unico, una storia mai raccontata prima, capace di divertire, appassionare, emozionare. C'è tutto in queste note, l'epicità, la freschezza giovanile, la coerenza storica di un personaggio che finalmente torna a casa per stupire, per prender davvero parte a quell'enorme progetto che è il MCU. E per farlo, in questa terza release del super eroe, la Marvel decide di spostare indietro le lancette dell'orologio, dopo la sua apparizione in Captain America: Civil War. Tuttavia Homecoming non compie i voli pindarici di molti altri film Marvel, non si perde in spiegoni che ricostruiscano una certa continuity a uso e consumo dei più sprovveduti. Non fa nulla di questo, anche perché non pretende neanche di essere un tipico film sulle origini. Si prende infatti la briga di scorrere, anche grazie ad un cambio generazionale molto interessante, dall'inizio alla fine con invidiabile eleganza, complice un ritmo sostenuto e talvolta incalzante, in cui praticamente non si assiste ad alcun scivolone e in cui tutto ruota attorno a Spider-Man, alla sua adolescenza, lasciando che i comprimari facciano il loro lavoro, quando serve, ma senza ingombranti interferenze. Homecoming comincia così, con la sua filosofia da (classico) teen movie che presenta, fin dall'azzeccatissimo titolo, che sottintende sia al ritorno a casa Marvel dell'Uomo Ragno, sia alla settimana dell'Homecoming (ovvero il ritorno sui banchi scolastici dei giovani studenti americani), però alcuni risvolti etici e morali che lo rendono assimilabile a un vero e proprio racconto di formazione a sfondo supereroistico, ma senza tuttavia troppo giocare sui drammi adolescenziali, senza puntare troppo i riflettori sulle situazioni paradossali che proprio i teen movie sembrano tanto amare.
Labels:
Action fumettistico,
Avventura fantasy,
Donald Glover,
Jon Favreau,
Jon Watts,
Marisa Tomei,
Marvel,
MCU,
Michael Keaton,
Reboot,
Robert Downey Jr,
Stan Lee,
Tom Holland,
Zendaya
sabato 5 gennaio 2019
The Lazarus Effect (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/06/2016 Qui - The Lazarus Effect è un avvincente film horror del 2015 diretto da David Gelb. Il film ha un cast di talento (Mark Duplass, Olivia Wilde, Sarah Bolger, Evan Peters e Donald Glover) e accenna uno spunto interessante, ma lo spreca quasi totalmente con personaggi insulsi e sbiaditi e riciclando elementi già visti. Ovvero il tema (pur sempre affascinante) della vita, la morte e il ritorno dalla morte. Un tema con il quale l'horror ha sempre giocato sin dai tempi di Frankenstein, e in fondo, questo film è una sorta di rivisitazione scientifica dell'argomento. Il film racconta infatti delle gesta di un team di scienziati intenti a creare un siero che prolunga le funzioni vitali affinché un paziente ferito gravemente riesca ad essere operato in tempo senza morire. Solo che, per colpa di un incidente, una del team (Olivia Wilde) rimane fulminata e decidono di iniettarle il siero dentro di lei e riescono a riportarla in vita. Ma da lì in poi strani eventi cominciano ad avvenire. La storia quindi non spicca certo per originalità, ma è presentato in un modo diverso dal solito, e questo giova molto al film (specialmente per il suo genere). Con un inizio coinvolgente e altrettanto curioso, la resurrezione dei morti mediante brillanti metodi biotecnologici, è sicuramente un fattore decisamente motivante nel film che ne caratterizza le scene iniziali. Anche se alcune domande sorgono spontanee, avendone la possibilità, è giusto riportare in vita una persona cara? E con quali conseguenze? Non saprei, comunque, se il tema non è nuovo, l'approccio modernista e scientifico è abbastanza fresco e, nella prima parte del film, la storia è raccontata con il giusto ritmo presentando la problematica con vivacità e realismo.
martedì 18 settembre 2018
Una fantastica e incredibile giornata da dimenticare (2014)
Mini recensione pubblicata su Pietro Saba World il 01/09/2015 Qui - Una fantastica e incredibile giornata da dimenticare (USA, 2014): Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Judith Viorst. Le disavventure dell'undicenne Alexander che passa la giornata peggiore della sua giovane vita. Una giornata che inizia male fin dal risveglio con una caduta dopo aver messo un piede sopra lo skateboard ma prosegue con la tazza del latte rovesciata, un chewing gum tra i capelli e la rovinosa caduta nel giardino di casa davanti alla ragazzina di cui è innamorato. Poi a scuola ne succedono ancora: una foto buffa e ritoccata del piccolo Alex diventa virale, in aggiunta per errore il ragazzo da fuoco all'aula di chimica. Per finire, Alex, che il giorno dopo compirà dodici anni, viene a sapere che tantissimi amici andranno ad un'altra festa di compleanno. Ritornato a casa, Alexander racconta della disastrosa mattinata ma tutti gli altri componenti non riescono a dargli retta, presi da continue discussioni.
Iscriviti a:
Post (Atom)




