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mercoledì 30 novembre 2022

Scream (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/11/2022 Qui - Alla quinta avventura si ragiona opportunamente sui cosiddetti "requel" imbastendo un film che vuole essere quindi sia continuo con i personaggi amati e sia un capitolo nuovo con nuovi eroi. La cosa funziona perché come insegnava Wes Craven (a cui giustamente il film è dedicato) l'importante è non prendersi mai sul serio fino in fondo, lasciando che l'identità del killer aleggi nell'aria instillando sospetti una volta su uno e una volta sull'altro. Dei tre "vecchi" chi se la cava meglio è David Arquette, mentre tra le nuove leve si segnala un dignitoso Quaid Jr. Tanto sangue, pochi veri spaventi ma la saga resta in piedi. Merito anche dei registi Matt Bettinelli-OlpinTyler Gillett, già in coppia in altre occasioni e con buoni risultati (si ricordi di Finché morte non ci separi), che qui oltre ad omaggiare e citare (forse addirittura eccessivamente), portano a termine il loro compito (nonostante alcuni problemini) egregiamente. Voto: 6

venerdì 15 marzo 2019

Prisoners (2013)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/06/2017 Qui - Di Denis Villeneuve, uno dei registi che in questo periodo è molto apprezzato da critici e cinefili, ho visto solamente l'eccezionale Sicario e probabilmente a conti fatti il suo più importante lavoro insieme ad Arrival, ovvero La donna che canta, con cui è stato candidato all'Oscar al miglior film straniero, ma dopo aver visto anche Prisoners, film del 2013 diretto dal regista canadese e interpretato da Hugh Jackman e Jake Gyllenhaal, posso affermare che nel futuro potremo tranquillamente fare affidamento su di lui, perché anche questo affascinante thriller ha tutti gli ingredienti necessari per essere uno dei film thriller tra i più riusciti degli ultimi anni, anche se attinge a qualche stereotipo del genere e sebbene il tema del rapimento di bambini sia anche troppo sfruttato nei thriller made in USA. Ma la pellicola, permeata da una sensazione di tensione ed inquietudine dal primo all'ultimo fotogramma, si rivela a conti fatti (meglio che in The Captive: Scomparsa) un ottimo prodotto di intrattenimento che mantiene quel che promette (tensione e colpi di scena dall'inizio alla fine), sapendo farsi perdonare altresì la durata abbondante (146 minuti, che non devono comunque spaventare, dato che non ci si annoia affatto e si resta col fiato sospeso per riuscire a capire come andrà a finire) con l'assenza di scene o personaggi ridondanti, poiché la sceneggiatura non ha quasi niente fuori posto. D'altronde uno dei punti di forza del film è senz'altro lo sviluppo della trama, che ci porta sempre sul punto di prendere una decisione, salvo sconfessarci dieci minuti dopo, è colpevole, o no? E cosa significa quell'indizio? Ebbene, notevole è come il regista costruisca un vero e proprio "labirinto" di ipotesi ed immagini, non casualmente, visto quanto sarà ricorrente nel film quella stessa immagine.

domenica 10 marzo 2019

Man in the Dark (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 25/05/2017 Qui - Era da tanto che non vedevo un film horror di livello e che un po' mi sorprendesse, Man in the dark (film del 2016 scritto e diretto da Fede Alvarez) infatti mi ha sorpreso in positivo e, vedendo anche diverse pellicole simili, credo sia di un livello nettamente superiore. La tensione e la suspense sono garantite per tutta la durata della pellicola, a più riprese poi determinate situazioni fanno rimanere lo spettatore proprio con il fiato sospeso (più che adatto, a questo proposito, il titolo originale come da poster, Don't Breathe). Poiché questo è un film intenso, vivace, violento che intrattiene benissimo trasmettendo la necessaria tensione nello spettatore. Un thriller dal soggetto originale, che gestisce con perizia, fin quasi alla fine, tensione e colpi di scena a ripetizione, non c'è un attimo di tregua e fino alla fine non si sa chi la spunterà, il ritmo è altissimo tanto che quando tutto sembra fermo, in realtà, è l'opposto, poiché da un secondo all'altro tutto potrebbe accadere, mentre se c'è azione lo spettatore viene letteralmente travolto. Nonostante lo ammetto, l'inizio del film e/o guardando il trailer e/o leggendo la trama, non prometteva nulla di buono, tanto che sembrava alquanto banale. La premessa difatti non è nulla di eccezionale, un gruppo di ragazzi che per vivere (e poter finalmente abbandonare la loro situazione familiare insopportabile) deruba le abitazioni e che credendo sarà tutto facile deruba un cieco che, rimasto così in seguito a una ferita, ha incassato un risarcimento a molti zeri dopo il tragico incidente in cui ha perso l'unica figlia. Poi però, man mano che la vicenda si addentra nel cupo del suo dramma, e del thriller che si annida lungo un intreccio piuttosto galvanizzante (che riserverà forti emozioni, sorprese, momenti di tensione ed un ottimo finale), il pregiudizio sul film e sui luoghi comuni inizialmente sfruttati senza troppa inventiva, svanisce velocemente. Dato che i tre abbandonati i soliti (comunque giustificati) dubbi etici su un furto ai danni di una persona così vulnerabile, scopriranno che il solitario abitante della casa è tutt'altro che indifeso di fronte a un'intrusione, infatti la natura brutale dell'uomo (con un atroce segreto sulle spalle) ed un pericoloso rottweiler complicheranno di non poco la cosa.

domenica 3 febbraio 2019

Piccoli brividi (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 25/10/2016 Qui - Finalmente, grazie a Sky Cinema e al suo speciale di Halloween, sono riuscito a vedere Piccoli brividi (Goosebumps), lo aspettavo da molto tempo anche perché come speravo e come è successo il film, che sulla carta avrebbe dovuto trattarsi di un ordinario "filmetto" per adolescenti, certo, il film in questione rientra in questa categoria, offre molto molto di più. E infatti, anche se è inutile ormai dire che i libri non li ho letti e che praticamente non conosco quasi niente di loro a parte qualcosina, Piccoli Brividi, film del 2015 diretto da Rob Letterman, che avvalendosi di un cast ben amalgamato, con protagonista un perfetto Jack Black (che dopo tanti anni di assenza ritorna in grande forma con la sua grande recitazione e comicità espressiva che sempre lo ha contraddistinto nel mondo dello spettacolo), si dimostra ottimo adattamento (anche se non diretto, dopo saprete il perché) di una delle serie di libri per ragazzi più vendute al mondo. Perché prima di tutto abbiamo a che fare con un gioiello di spettacolo pop e un raro esempio di intrattenimento che è in grado di soddisfare spettatori di ogni età. Pellicola inoltre dotata di una chiave intelligentemente vintage che può catturare l'attenzione anche del cinefilo esigente. Insomma un film che conquista. Il tutto come detto prende le mosse da un brillante successo editoriale, quello (conclamato) della serie omonima ("Piccoli Brividi") dello  geniale R.L. Stineche vanta milioni di affezionati giovani lettori in tutto il mondo. Ma il punto forte della pellicola, il grimaldello dell'operazione cinematografica è però la geniale idea dello sceneggiatore Darren Lemke di rendere protagonista lo stesso Stine dell'avventura qui narrata, il quale in prima persona vi appare come il mattatore alle prese coi personaggi mostruosi da lui stesso creati e che ora lo inseguono con cattive intenzioni, guidati dal pupazzo malefico Slappy. La pellicola perciò non è l'adattamento cinematografico diretto di uno dei libri dei Piccoli brividi, la serie di romanzi brevi scritta da Stine (che tra l'altro compare nel film in un piccolo cameo), ma racconta di un universo in cui protagonista è lo stesso Stine che racchiude negli stessi Piccoli brividi i mostri creati. Comunque la Mondadori ha pubblicato all'inizio dell'anno, il romanzo tratto dal film, col titolo Piccoli brividi: La storia. Una storia per ragazzini direte voi, certo, sì, ma se avete già visto o vedrete il film capirete presto che il fascino che lo spettacolo emana va ben oltre la bambinata. Diciamo che il regista (un cineasta di lungo corso come Rob Letterman) ha saputo davvero ricorrere ad estro e genio, disseminando ovunque tracce di un'intelligenza che unisce sapori differenti e crea un corto circuito efficacissimo tra gusto pop e gusto vintage generando uno spettacolo di grande presa emotiva. Situazioni esilaranti, certo indirizzate ad un pubblico adolescente ma di indubbia efficacia per chiunque (io per esempio mi sono divertito da matti).

martedì 18 settembre 2018

Una fantastica e incredibile giornata da dimenticare (2014)

Mini recensione pubblicata su Pietro Saba World il 01/09/2015 Qui - Una fantastica e incredibile giornata da dimenticare (USA, 2014): Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Judith Viorst. Le disavventure dell'undicenne Alexander che passa la giornata peggiore della sua giovane vita. Una giornata che inizia male fin dal risveglio con una caduta dopo aver messo un piede sopra lo skateboard ma prosegue con la tazza del latte rovesciata, un chewing gum tra i capelli e la rovinosa caduta nel giardino di casa davanti alla ragazzina di cui è innamorato. Poi a scuola ne succedono ancora: una foto buffa e ritoccata del piccolo Alex diventa virale, in aggiunta per errore il ragazzo da fuoco all'aula di chimica. Per finire, Alex, che il giorno dopo compirà dodici anni, viene a sapere che tantissimi amici andranno ad un'altra festa di compleanno. Ritornato a casa, Alexander racconta della disastrosa mattinata ma tutti gli altri componenti non riescono a dargli retta, presi da continue discussioni.