Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2022 Qui - Dopo il divertente La babysitter, McG
richiama la quasi totalità del
cast e riprende le disavventure del povero Cole. Peccato che il plot sia
poco più che una rimasticatura del precedente capitolo, spostato dai
sobborghi all'aperta campagna. La svolta sovrannaturale (retta da una
CGI assai pacchiana) si affianca a un'apertura eccessiva alla comicità,
con sovrabbondanza di battute spesso gratuite e alla lunga sfiancanti.
Si segnala un piccolo colpo di scena nel finale, inatteso ma non per
questo riuscito. Discreta la fotografia (blu e rossi saturissimi) e
scene
splatterstick decenti. Rispetto al precedente, l'effetto sorpresa è
ormai svanito e quindi si degenera, tuttavia piacevole e divertente a
vedersi (per i pregi di cui sopra, per il buon ritmo e per
l'intraprendenza delle giovani donzelle protagoniste), anche se
decisamente meno riuscito del suo predecessore. Voto: 6
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giovedì 31 marzo 2022
La babysitter - Killer Queen (2020)
Labels:
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Horror,
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Leslie Bibb,
McG,
Netflix,
Robbie Amell,
Samara Weaving
mercoledì 5 gennaio 2022
Qualcuno salvi il Natale 2 (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/01/2022 Qui - Secondo capitolo del Babbo Natale (di casa Netflix) impersonato
dall'inossidabile Kurt Russell, degnamente assistito dalla consorte
Goldie Hawn, in un film di Natale dall'impianto più classico, rispetto
al precedente (Qualcuno salvi il Natale), con il cattivo di turno che intende mettere i
bastoni tra le ruote al mitico vegliardo barbuto. Nulla di
particolarmente divertente, anche se abbastanza movimentato, non
colpisce più di tanto soprattutto se si hanno meno di 10 anni. La regia
di una vecchia volpe come Chris Columbus fa infatti il possibile
per
rendere le cose veloci e ritmate, ma la storia, alquanto semplicistica,
non fa breccia, come anche il siparietto musicale (stavolta leggermente
patetico). L'avventura di per sé non è comunque malaccio, ma di certo
non aiuta alla riuscita della stessa la lunghezza (eccessiva) e la CGI
(brutta e troppo
utilizzata) della pellicola, di una fiaba dai buoni (moralistici)
sentimenti natalizi che strappa il sorriso in allegria ma che si
dimentica velocemente. Voto: 5,5
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Avventura fantasy,
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venerdì 16 luglio 2021
La babysitter (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/07/2021 Qui - Lei è la miglior babysitter che si possa desiderare, che Cole alias Judah Lewis (I See You) può desiderare, o forse no? Assomiglia al superiore (anche se di poco) Better watch out, ma è ugualmente un divertente b-movie, ben edificato sugli stereotipi dello slasher e della black comedy anni '80, omaggio a "Mamma ho perso l'aereo" (che tra l'altro viene esplicitamente citato) versione horror/violenta ed in perfetto equilibrio tra momenti leggeri (con gag per lo più convincenti) e morti atroci ben studiate con relativa abbondanza emoglobinica (splatter dosato ed efficace). Film da non prendersi sul serio come richiesto tra le righe dal regista McG (vivace quanto la sua regia, lui che all'attivo ha già parecchi film), il quale si affida ad uno script in cui prendere la decisione idiota non è da addebitarsi alla sceneggiatura sconclusionata, bensì da leggersi come vero e proprio omaggio ad un filone che sui comportamenti imbarazzanti ha costruito le proprie fortune. A volte le assurdità diventano un attimo eccessive e di conseguenza non sempre si riesce a far buon viso a cattivo gioco, anche se ritmo indiavolato e comicità spesso al limite del demenziale rendono la visione sempre piacevole. Di sicuro non un lavoro da tramandare ai posteri, anche se il bacio saffico tra Samara Weaving (spettacolare come in Guns Akimbo) e Bella Thorne (gnocca sempre e comunque) non può (giustamente) passare inosservato. Voto: 6,5
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mercoledì 14 aprile 2021
I See You (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/04/2021 Qui - La cara vecchia provincia americana con i suoi piccoli orrori indicibili, come quelli qui presentati, storia di una famiglia già sull'orlo di una crisi di nervi e ora alle prese con qualcosa di soprannaturale, o forse no. Script intelligente questo, capace di incuriosire e riuscire a distruggere in un amen con convinzione tutto ciò che è stato mostrato solo qualche decina di minuti prima. Thriller psicologico e horror si fondono alla sotto-trama dell'indagine poliziesca per una lettura a più strati che interessa e alza notevolmente l'asticella delle aspettative grazie a un buon numero di specchietti per le allodole piazzati ad hoc. Parte in modo prevedibile ma cresce piano e con costanza ed esce alla distanza, fino ad ingranare poi la quinta nella seconda parte che diventa tesissima (in questo senso le musiche incalzanti aiutano non poco a incrementare l'intensità dei momenti di tensione). Il grande pregio del film di Adam Randall è infatti quello di mischiare con oculatezza le proprie carte, facendo virare il canovaccio narrativo in direzioni opposte e complementari quando meno ce lo si aspetterebbe (abbastanza inquietante è il fenomeno del froggy). E dalla crisalide di un thrillerino senza nerbo sboccia così progressivamente un noir crudo e polifonico, uno dei thriller più avvincenti degli ultimi anni. Dove il film (ambientato in un contesto lussuoso e sinistro nel contempo) mostra qualche debolezza è nella scelta degli interpreti, tutti piuttosto incolori, a partire da una quasi irriconoscibile (letteralmente) Helen Hunt. Ci sono inoltre alcuni punti non chiari, ed anche se non si riesce a "legare" del tutto coi protagonisti, resta tuttavia solida la struttura e la riuscita della pellicola, una pellicola intelligente e sorprendente. Voto: 7
martedì 3 marzo 2020
Summer of 84 (2018)
Titolo Originale: Summer of 84
Anno e Nazione: USA, Canada 2018
Genere: Thriller
Produttore: Matt Leslie, Jameson Parker, Van Toffler
Shawn Williamson, Cody Zwieg
Regia: François Simard, Anouk Whissell
Yoann-Karl Whissell
Sceneggiatura: Matt Leslie, Stephen J. Smith
Cast: Graham Verchere, Judah Lewis, Caleb Emery, Cory Grüter-Andrew
Tiera Skovbye, Rich Sommer, Jason Gray-Stanford, Shauna Johannesen
William MacDonald, Harrison Houde, Aren Buchholz, Susie Castillo
Reilly Jacob, Jaiven Natt, J. Alex Brinson, Patrick Keating
Patrick Lubczyk, Jordan Buhat, Mark Brandon, Shahrokh Ferdowsi
Durata: 105 minuti
Un gruppo di ragazzini indaga su un serial killer, il sospettato è un poliziotto che abita nel loro quartiere.
Si respirano le atmosfere immortali di Stand by me in questa storia in cui la tensione la fa da padrona.
giovedì 2 gennaio 2020
Qualcuno salvi il Natale (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 02/01/2020 Qui
Tema e genere: Avventuristico christmas movie di genere prettamente fantasy di produzione Netflix diretto da Clay Kaytis, con protagonista Kurt Russell nei panni di Babbo Natale.
Trama: Kate e Teddy, un fratello e una sorella, decidono di filmare di nascosto Babbo Natale, mettendosi in una situazione che la maggior parte dei bambini possono solo sognarsi. Dopo essersi appostati per sorprendere l'arrivo di Babbo Natale, si intrufolano nella sua slitta e provocano un incidente, rischiando di far saltare il Natale. Durante questa incredibile notte, Kate e Teddy, insieme a Babbo Natale (in una versione davvero inedita) e ai suoi elfi, devono salvare il Natale prima che sia troppo tardi.
Recensione: La classica commedia natalizia, né più né meno. Eppure Qualcuno salvi il Natale, diretto dal co-regista di Angry Birds - Il film e prodotto da Chris Columbus (regista dei due Mamma ho perso l'aereo e sceneggiatore di Gremlins) ha un asso nella manica oltre a quest'ultimo pezzo da novanta, è Kurt Russell che con la sua incredibile presenza scenica e la versatilità e capacità di calarsi in qualsiasi tipo di ruolo, si manifesta indubbiamente come il plus dell'intera opera. E' infatti proprio grazie a lui e al senso di leggerezza che sa trasmettere il tutto che a questa pellicola un po' macchiettistica e che sa di già visto gli si perdonano tante cose. Innanzitutto non importa che la storia sia (come si evince dalla trama) quanto di più semplice (e tipico) si possa immaginare, se poi questa storia è capace di intrattenere praticamente tutti. Perché per quanto la pellicola sia sicuramente destinata ad un pubblico di giovanissimi, per quanto scorra su binari classicissimi (il titolo originale The Christmas Chronicles dice già tanto di questa rocambolesca avventura), e non abbia alcun colpo di scena, vi sono una serie di idee che lo rendono un film molto apprezzabile anche da un pubblico più adulto come me. Non solo perché mi ha ricordato alcuni classici del passato, non solo perché è ricco di spassose citazioni (con annesso un fantastico cameo nel finale), ma perché alcuni elementi di contorno risultano particolarmente efficaci. Peccato che lo stesso non si possa dire per la CGI degli elfi (molto bella tuttavia la trovata di farli parlare una lingua tutta loro), ma considerando il target, ci si può anche accontentare.
Trama: Kate e Teddy, un fratello e una sorella, decidono di filmare di nascosto Babbo Natale, mettendosi in una situazione che la maggior parte dei bambini possono solo sognarsi. Dopo essersi appostati per sorprendere l'arrivo di Babbo Natale, si intrufolano nella sua slitta e provocano un incidente, rischiando di far saltare il Natale. Durante questa incredibile notte, Kate e Teddy, insieme a Babbo Natale (in una versione davvero inedita) e ai suoi elfi, devono salvare il Natale prima che sia troppo tardi.
Recensione: La classica commedia natalizia, né più né meno. Eppure Qualcuno salvi il Natale, diretto dal co-regista di Angry Birds - Il film e prodotto da Chris Columbus (regista dei due Mamma ho perso l'aereo e sceneggiatore di Gremlins) ha un asso nella manica oltre a quest'ultimo pezzo da novanta, è Kurt Russell che con la sua incredibile presenza scenica e la versatilità e capacità di calarsi in qualsiasi tipo di ruolo, si manifesta indubbiamente come il plus dell'intera opera. E' infatti proprio grazie a lui e al senso di leggerezza che sa trasmettere il tutto che a questa pellicola un po' macchiettistica e che sa di già visto gli si perdonano tante cose. Innanzitutto non importa che la storia sia (come si evince dalla trama) quanto di più semplice (e tipico) si possa immaginare, se poi questa storia è capace di intrattenere praticamente tutti. Perché per quanto la pellicola sia sicuramente destinata ad un pubblico di giovanissimi, per quanto scorra su binari classicissimi (il titolo originale The Christmas Chronicles dice già tanto di questa rocambolesca avventura), e non abbia alcun colpo di scena, vi sono una serie di idee che lo rendono un film molto apprezzabile anche da un pubblico più adulto come me. Non solo perché mi ha ricordato alcuni classici del passato, non solo perché è ricco di spassose citazioni (con annesso un fantastico cameo nel finale), ma perché alcuni elementi di contorno risultano particolarmente efficaci. Peccato che lo stesso non si possa dire per la CGI degli elfi (molto bella tuttavia la trovata di farli parlare una lingua tutta loro), ma considerando il target, ci si può anche accontentare.
Labels:
Avventura fantasy,
Christmas,
Commedia,
Goldie Hawn,
Judah Lewis,
Kimberly Williams-Paisley,
Kurt Russell,
Lamorne Morris,
Netflix,
Oliver Hudson,
Vella Lovell
venerdì 29 marzo 2019
Demolition: Amare e vivere (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/09/2017 Qui - Fare tabula rasa, demolire tutto ciò che sta intorno, smontare pezzo per pezzo al fine di raggiungere il cuore malato delle cose, di scoprirne l'ingranaggio difettoso. Si parte da un frigorifero per finire con un'abitazione, nella speranza di trovare l'automatismo inceppato. E' ciò che fa Davis (l'intenso Jake Gyllenhaal) nel film Demolition: Amare e vivere (Demolition), film del 2015 diretto da Jean-Marc Vallée, impassibile dinnanzi alla morte della moglie, anestetizzato da una vita fatta esclusivamente di astratti bilanci finanziari ed ingabbiato in un rapporto matrimoniale nel quale, forse, non ha mai creduto. Insensibile al dolore affronta la dipartita a suo modo mentre monta lo stupore del suocero, incapace di comprendere tale apatia. L'apatia di un giovane uomo che non sapendo come ripartire, decide di "distruggere" (anche se in modo insolito e particolare, ma interessante ed efficace grazie al regista) qualunque cosa. Dopotutto la metafora della distruzione (molto diretta, anche troppo diretta, con toni volutamente esagerati e grotteschi) è sicuramente centrata da Jean-Marc Vallèe, regista di grande talento capace di catturare l'interesse dello spettatore passando per vie anticonvenzionali. Giacché Demolition è un'originale e mai mesta elaborazione del lutto (tramite un'insolita lettera, e poi tante altre, al servizio clienti di una macchinetta inceppata), ma anche una ricerca del proprio io soffocato dal mondo circostante, quello reso sterile dall'assenza di sentimenti e dall'individualismo sempre più esasperato.
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