Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2024 Qui - Dopo una missione in Siria, il marine John Kelly si lancia in una missione personale per vendicare la morte della moglie, avvenuta al suo ritorno. Seguendo le orme di Jack Ryan, un altro noto personaggio di Tom Clancy fa il suo ingresso sullo schermo in un film d'azione diretto da Stefano Sollima. Il regista italiano offre un intrattenimento puro con sequenze d'azione ben orchestrate e una solida direzione di un cast che ha come protagonista il convincente Michael B. Jordan. Il film è piacevole, nonostante una trama abbastanza prevedibile (sceneggiatura poco ispirata, come del resto i dialoghi all'interno di essa) e personaggi non particolarmente approfonditi. Voto: 6 [Prime Video]
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martedì 30 aprile 2024
Senza rimorso (2021)
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venerdì 22 dicembre 2023
Una notte violenta e silenziosa (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/12/2023 Qui - Tommy Wirkola non mi dispiace affatto dato che ho apprezzato (soprattutto) sia Dead Snow 1 e 2, ma anche il più recente Seven Sisters. In questo caso sembra combinare la figura di Babbo Natale con Trappola di cristallo dove Babbo Natale (interpretato da un simpatico e convincente David Harbour) è il John McLane della situazione, disilluso per la perdita dello spirito natalizio in questi tempi moderni (ma ricorda anche altri). Fatica un po' a carburare ma quando ci riesce gore e splatter non mancano. La gente muore male, solo che il pippone moralista ci viene infilato quasi a forza, stonando e di parecchio con quanto visto. Se si vuole essere cattivi, bisogna esserlo fino in fondo. Tommy Wirkola ha fatto di meglio, ma tutto sommato non è disprezzabile e come intrattenimento (natalizio alternativo) può andare bene. Un film per certi versi assurdo ma che si guarda piacevolmente. Voto: 6+
giovedì 4 luglio 2019
La fuga dell'assassino (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/02/2019 Qui - La fuga dell'assassino (Azione, Usa 2017): Già il titolo italiano (anche se neanche eccezionale è quello internazionale, The Shadow Effect) è da una lato fuorviante e dall'altro anticipa troppo di un thriller che vorrebbe fare la differenza con le svolte narrative. Una storia che mescola reale e mistero, senso di colpa e rimozione, esplosioni e analisi dell'animo umano. La parte di azione prende il sopravvento, ma lo fa con scene al limite del risibile e dell'insensato, come già quella iniziale. Il film infatti, diretto da Obin Olson e Amariah Olson, che racconta del trentenne Gabriel che si sveglia sconvolto dopo aver sognato di aver aggredito il governatore dello Stato di Washington e fatto esplodere il palazzo, che per questo finirà per sprofondare in un tunnel dal quale sembra impossibile uscire, giacché per lui realtà e sogno si confonderanno sempre più, mescola moltissimi elementi, ma invece di creare una felice alchimia, fa solo tanta confusione. Le ispirazioni hanno difatti provenienze diverse, però sono anche troppe, in un film dove (tra cloni e manipolazioni genetiche) quasi ogni singolo elemento è già visto altrove e messo a posto a caso, come in un puzzle impazzito. Il risultato è frammentario e confuso e mai giustificato dall'alternarsi di sogno e realtà. Gli sviluppi sono prevedibili e quasi mai credibili, la messa in scena è debole anche nelle parti spettacolari, per non dire dei dialoghi (estremamente insulsi) e la recitazione (non si salva manco uno tra Jonathan Rhys Meyers, Cam Gigandet, Michael Biehn, Brit Shaw e Sean Freeland). Il film cerca (inutilmente) di chiarire tutta la cospirazione, tutta la questione della manipolazione negli ultimi venti minuti, cercando di colmare evidenti buchi nella trama. Una trama senza una direzione precisa (anzi, sconclusionata) e priva di coesione narrativa. Un lavoro che insomma manca di troppe cose, iniziando dal passaggio dall'idea a un'opera realizzata. Un'opera che parte da un'idea tutto sommato apprezzabile ma confezionata male, a cominciare dalla regia e dagli effetti speciali, davvero bassi e poco ispirati, un fanta-thriller inadeguato ed eseguito malissimo. Una pellicola che nonostante cerchi di parlare di temi "importanti" si lasci dimenticare facilmente, quest'ultimi infatti sono solo piccole pezze precarie sul tessuto sbrindellato di un film trascurabile. Voto: 2
giovedì 14 marzo 2019
I magnifici 7 (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/06/2017 Qui - Finalmente in questo continuo fiorire di remake ci troviamo davanti a uno ben fatto o che quantomeno non vuole per forza competere o superare l'originale ma vuole essere appunto una rivisitazione. Perché I magnifici 7 (The Magnificent Seven), film del 2016 diretto da Antoine Fuqua, remake del film omonimo del 1960 diretto da John Sturges, a sua volta adattamento in chiave western de I sette samurai di Akira Kurosawa, è un più che discreto remake, che non solo non viene schiacciato (troppo) dal peso del film originale del 1960, anche se era difficile e preventivabile che non poteva di certo fare meglio di un capolavoro cult del cinema interpretato da attori mostri quali Yul Brynner, Eli Wallach, Steve McQueen, Charles Bronson e James Coburn, ma che si lascia tranquillamente e facilmente vedere, dato che, questo classico western, lontano (nei temi e nel risultato) dall'ultimo me visto, quel comunque fantastico e atipico The Hateful Eight, ed in ogni caso avvicinabile in quanto "epicità" al bellissimo revenge western Sweetwater, si rivela un onesto prodotto di intrattenimento, che probabilmente, preso come un blockbuster come tanti non regge bene come il piuttosto recente remake di Quel treno per Yuma, ma che riesce nel suo intento, poiché il film è bello, e riesce, con estrema ed efficiente maestria, a tenere incollati alla poltrona gli spettatori per i suoi apparentemente lunghi 126 minuti di proiezione e di scene che si susseguono ad un ritmo intelligente ed estremamente empatico. Certo, la storia di base (anche se qui leggermente riadattata) è un caposaldo del cinema e quindi, fallire era impossibile, ma nonostante ciò, l'obiettivo viene raggiunto con estrema efficacia, lo spettatore ne rimane soddisfatto, coinvolto e sedotto.
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martedì 5 marzo 2019
Seduzione Fatale (2016)
Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2017 Qui - SEDUZIONE FATALE (Thriller Usa 2016): Come potete dedurre non ho mica visto questo film per la trama, d'altronde basta leggere il titolo per capire tutto, e vedendo la storia di una donna che durante la sua festa d'addio al nubilato che cede alle avance di un barista Patrick che ovviamente comincerà a perseguitarla per averla tutta per sé, la conferma c'è stata, prevedibile, scontato, per niente originale e per niente intrigante. Questo perché nonostante la presenza della bella Jaimie Alexander per lui e di Wes Bentley (AHS) per lei (più il fidanzato palestrato Cam Gigandet), i dialoghi (assurdi), le situazioni (grottesche) e il doppiaggio (forzato e scialbo) hanno affossato un film così brutto che mi veniva voglia di cestinarlo immediatamente. Invece ho continuato e ho perso solo tempo, perché davvero non c'è niente per cui valga la pena vederlo, musica zero, tensione ed empatia zero, risultato pessimo anche grazie ad un finale che fa solo ridere. Voto: 3
venerdì 21 dicembre 2018
Red Sky (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2016 Qui - Red Sky è uno spettacolare ed avvincente thriller action del 2014. I piloti dell'aeronautica Tom Craig (Shane West) e Butch Masters (Cam Gigandet) ricevono l'ordine (che non proviene dal comando generale) di far saltare in aria un vecchio impianto chimico, all'apparenza abbandonato. I due obbediscono agli ordini ma non sanno che l'edificio è in realtà pieno di civili e di scienziati in cerca di armi di distruzione di massa risalenti all'operazione Iraqi Freedom. Degli americani rimangono uccisi nell'attacco, e un pericoloso ritrovato chimico chiamato "Rainmaker" viene rubato. I due piloti vengono espulsi dall'esercito con disonore. Sette anni dopo, Craig è ricco e famoso, gestisce un gruppo privato di piloti e lavora anche per il cinema. Butch invece fa il meccanico in un piccolo aeroporto, e cercherà di fare chiarezza sul caso, smascherando tutto e tutti. Red Sky è un film su inganni, tradimenti e duelli aerei ai tempi della guerra in Iraq, quasi tutto già visto. Il plot non è proprio banale, la tecnica è buona e la regia è tutto sommato dignitosa, c'è anche qualche spettacolare ed efficace ripresa di duelli aerei c’è, ma meno di quanto ci si potrebbe aspettare da un film del genere. Il film infatti sembra arrivare fuori tempo massimo, la guerra del Golfo e alcuni modi di fare la guerra sono difficilmente attualizzabili, la storia che sta dietro a tutto è troppo contorta e confusa, a tratti si perde davvero il filo, e inoltre non manca il solito triangolo sentimentale. Non manca la solita sensazione di certi prodotti, tesi a dimostrare che solo gli Usa sono i buoni e i protettori del mondo. Insomma un film che sa intrattenere ma che lascia il tempo che trova, praticamente un mezza schifezza, però certamente meglio di certi altri film come questi ancora più insulsi. Per gli amanti del genere. Voto: 6-
venerdì 21 settembre 2018
In the blood (2014)
Mini recensione pubblicata su Pietro Saba World il 04/09/2015 Qui - In the blood (USA, 2014), andato in onda poco tempo fa in prima serata su Rete4, è un thriller d'azione. Una coppia di amanti è in vacanza ai Caraibi, ma la serenità del viaggio viene presto interrotta dalla misteriosa scomparsa dell'uomo. La compagna, determinata a trovarlo, parte per uno sfrenato inseguimento agli uomini (tra cui Danny Trejo) che ritiene siano i fautori della sparizione. La campionessa di arti marziali Gina Carano non si lascia intimorire e arricchisce la sua carriera da attrice con un altro film d'azione. In the Blood è un thriller movimentato che potrebbe ricordare la story-line di Io vi troverò. La rivincita delle donne che sanno essere anche spietate. Adrenalinico. Voto: 6
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