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venerdì 22 dicembre 2023

Elemental (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/12/2023 Qui - E' vero che non siamo ai livelli dei capolavori Pixar, però il tema dell'inclusione sociale e il finale eroico di questo Elemental sono genuinamente commoventi (tutti i concetti base trattati con garbo e semplicità). Un paio di siparietti comici funzionano bene, e la grafica è impeccabile (magica la città di Elemental City e i suoi colori). Forse a momenti ricorda Inside Out (ma forse di più Zootropolis), e in generale si ha la sensazione di una trama riciclata. E in questo senso si poteva fare di più, dato che la storia degli opposti che si attraggono viene trattata come mille altre commedie romantiche già viste. Il film tuttavia, lascia nel complesso soddisfatti, anche se manca un po' di cuore e c'è poca brillantezza, però visione vale. Voto: 6,5

venerdì 31 marzo 2023

Unicorn Store (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2023 Qui - La favola triste di una ragazza con la sindrome di Peter Pan, ghettizzata da bambina, assillata dai genitori, in crisi esistenziale e lavorativa e poco propensa alla vita sociale. Kit sta sprofondando nella depressione, quando riceve l'invito a visitare un negozio gestito dallo sfavillante Samuel L. Jackson che le promette un unicorno, ma per averlo dovrà dimostrare di meritarlo. Film imperfetto quanto interessante, con una regia (della stessa Brie Larson protagonista) coraggiosa che alterna il reale all'onirico senza dare troppe spiegazioni. Tanti colori, tanto ottimismo, certo anche qualche banalità, ma nel complesso meritevole di visione (memorabile la presentazione degli aspirapolvere). Crescere non significa necessariamente invecchiare. Voto: 6

martedì 31 gennaio 2023

Jurassic World - Il dominio (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2023 Qui - Chiusura (si spera) della nuova trilogia che lascia molto amaro in bocca. Basato su una trama piuttosto scialba Jurassic World Dominion è una delle dimostrazioni di come un franchise, quando viene troppo sfruttato, alla fine stroppia. Dopo gli eventi di Isla Nubar e della tenuta Lockwood i dinosauri hanno infestato tutto il mondo in una convivenza con umani ed altri animali abbastanza improbabile. Nascono centri di riproduzioni illegali e mercati neri di dinosauri. La Byosin, azienda genetica mondiale, trama nell'ombra per la rovina ecologica e carestia mondiale ed ha il suo quartier generale nelle Dolomiti italiane dove si svolge gran parte del film. Punto di forza come sempre i sofisticati effetti speciali anche se qualche dinosauro assomiglia più ad un pupazzetto che altro e le sequenze ambientate a Malta. Il ritorno di Sam NeillLaura Dern e Jeff Goldblum solo un mero tentativo di dare un po' di linfa ad un film che fa acqua da tutte le parti. La new entry DeWanda Wise nella parte della bella e simpatica pilota di cargo alza un pochino la media ma il suo doppiaggio italiano da dimenticare. Meno terribile di quanto si dica in giro ma neanche un film indimenticabile, divertimento comunque assicurato. Voto: 5,5

lunedì 3 maggio 2021

Black Box (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 03/05/2021 Qui - Un film che fornisce un po' di tutto. Una base fantascientifica che è l'asse portante del film, qualche tocco thriller e l'elemento horror all'interno di questa black box, luogo/non luogo di veri e falsi ricordi. Una contaminazione di genere con la realtà virtuale che apre uno squarcio sui rischi della tecnologia in campo sanitario, che può ricordare Scappa - Get out (ma senza la componente humor/horror). La struttura non ha nulla di particolarmente originale, sia per la storia, sia per i suoi sviluppi, ma risulta scorrevole e intriga fino in fondo. Le interpretazioni tutto sommato soddisfacenti (Mamoudou Athie, già in Underwater ed in altri, se la cava), solo qualche rimpianto per la dottoressa interpretata da Phylicia Rashād che poteva offrire, a mio parere, qualche sfumatura in più. Senza infamia e senza lode. Una bella (interessante ed intrigante) idea realizzata in maniera non ottimale, però merita comunque una visione. Voto: 6+

sabato 21 novembre 2020

Underwater (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 21/11/2020 Qui - "Quando Alien incontra The Abyss" riassume sin troppo sinteticamente e a bruciapelo il fulcro e la sorpresa di un thriller subacqueo che il bravo regista William Eubank (che si era già fatto notare con The Signal, che qui gioca con il genere fanta horror in salsa marina e vince la scommessa) dimostra di saper condurre nel rispetto di una tensione che diventa spesso palpabile (inizia subito con dell'azione adrenalinica e non si ferma mai per un respiro fino ai titoli di coda), nonostante i luoghi comuni ed i molti predecessori, citati sopra e non solo, che hanno già affrontato le medesime tematiche. In tal senso l'originalità non risiede certo in questo film, nonostante ciò si lascia guardare amabilmente, con un notevole senso claustrofobico e quel pizzico di ironia utile a stemperare le situazioni maggiormente scabrose. Zeppo di cliché sì, ma con un comparto d'effetti speciali di tutto rispetto e un buon cast. Kristen Stewart è la Ellen Ripley degli abissi, si trova subito ad affrontare il disastro, a piedi scalzi, canotta sexy e capello platinato, e non dispiace (come sempre). E' lei la protagonista, sempre, poi arriva anche Vincent Cassel, il Capitano, che sa più di quanto voglia far credere, ci sono anche T. J. MillerMamoudou Athie e John Gallagher Jr. Lasciando perdere le deboli interazioni tra i personaggi e lo scontato messaggio ecologista, a mio avviso Underwater (un buon film di genere, che non ha avuto il successo sperato) si rivela come intrattenimento più che dignitoso. Voto: 6+

martedì 14 gennaio 2020

The Front Runner - Il vizio del potere (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/01/2020 Qui
Tema e genere: Adattamento cinematografico del romanzo del 2014 All the Truth Is Out scritto da Matt Bai, questo film drammatico biografico ci fa partecipe dell'ascesa e della caduta di Gary Hart, candidato alla corsa per la presidenza USA nel 1988 e affossato da uno scandalo sessuale.
Trama: Nel 1988 Gary Hart, politico democratico, è considerato il favorito per la corsa alle elezioni presidenziali. La sua campagna subisce però una battuta d'arresto a causa dell'accusa di avere una relazione extraconiugale con l'attrice Donna Rice. In breve ciò porterà il senatore Hart ad abbandonare i suoi propositi elettorali.
Recensione: Nel corso degli anni, i film d'inchiesta sui personaggi pubblici sono stati numerosi: da Il caso Spotlight a Truth - Il prezzo della verità, sono stati in tanti a cimentarsi nel genere. Per non parlare dei political drama che ci hanno narrato dei presidenti americani, presidenti americani mancati, questo è il terzo che vedo negli ultimi 6 mesi, l'ultimo è stato Lo scandalo Kennedy. Insomma non è una novità, ma comunque The Front Runner, di Jason "Juno" Reitman (che torna dietro la macchina da presa dopo Tully, bella commedia sulla maternità), riesce nella missione non facile di raccontare (bene) una storia di trent'anni fa in grado di fare riflettere ancora oggi. Il film infatti, che offre una sfumatura su entrambi gli aspetti (l'uomo privato e quello "pubblico") di questo personaggio politico forse ingenuo, forse arrogante, costantemente in balia degli eventi, ha il grande pregio di spingere lo spettatore a ragionare sul ruolo dei media e del loro rapporto con i personaggi pubblici: fin dove è lecito spingersi? È davvero fondamentale per un personaggio di spicco rinunciare alla privacy ed essere irreprensibile da ogni punto di vista? E un personaggio irreprensibile è automaticamente il più adatto a governare un paese? Insomma tante domande ma sfortunatamente nessuna risposta, ma non che questo sia per forza un difetto, anzi, proprio per la capacità del regista di sospendere il giudizio, evitando risposte facili o sbrigative, evitando il conflitto e rifiutando di istruire il pubblico su come dovrebbe sentirsi riguardo ad Hart, lasciando così allo spettatore piena libertà di trarre le sue conclusioni analizzando i diversi punti di vista delle parti, che il racconto diventi più armonico e coinvolgente col passare dei minuti.