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martedì 14 gennaio 2020

The Front Runner - Il vizio del potere (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/01/2020 Qui
Tema e genere: Adattamento cinematografico del romanzo del 2014 All the Truth Is Out scritto da Matt Bai, questo film drammatico biografico ci fa partecipe dell'ascesa e della caduta di Gary Hart, candidato alla corsa per la presidenza USA nel 1988 e affossato da uno scandalo sessuale.
Trama: Nel 1988 Gary Hart, politico democratico, è considerato il favorito per la corsa alle elezioni presidenziali. La sua campagna subisce però una battuta d'arresto a causa dell'accusa di avere una relazione extraconiugale con l'attrice Donna Rice. In breve ciò porterà il senatore Hart ad abbandonare i suoi propositi elettorali.
Recensione: Nel corso degli anni, i film d'inchiesta sui personaggi pubblici sono stati numerosi: da Il caso Spotlight a Truth - Il prezzo della verità, sono stati in tanti a cimentarsi nel genere. Per non parlare dei political drama che ci hanno narrato dei presidenti americani, presidenti americani mancati, questo è il terzo che vedo negli ultimi 6 mesi, l'ultimo è stato Lo scandalo Kennedy. Insomma non è una novità, ma comunque The Front Runner, di Jason "Juno" Reitman (che torna dietro la macchina da presa dopo Tully, bella commedia sulla maternità), riesce nella missione non facile di raccontare (bene) una storia di trent'anni fa in grado di fare riflettere ancora oggi. Il film infatti, che offre una sfumatura su entrambi gli aspetti (l'uomo privato e quello "pubblico") di questo personaggio politico forse ingenuo, forse arrogante, costantemente in balia degli eventi, ha il grande pregio di spingere lo spettatore a ragionare sul ruolo dei media e del loro rapporto con i personaggi pubblici: fin dove è lecito spingersi? È davvero fondamentale per un personaggio di spicco rinunciare alla privacy ed essere irreprensibile da ogni punto di vista? E un personaggio irreprensibile è automaticamente il più adatto a governare un paese? Insomma tante domande ma sfortunatamente nessuna risposta, ma non che questo sia per forza un difetto, anzi, proprio per la capacità del regista di sospendere il giudizio, evitando risposte facili o sbrigative, evitando il conflitto e rifiutando di istruire il pubblico su come dovrebbe sentirsi riguardo ad Hart, lasciando così allo spettatore piena libertà di trarre le sue conclusioni analizzando i diversi punti di vista delle parti, che il racconto diventi più armonico e coinvolgente col passare dei minuti.

venerdì 21 dicembre 2018

Kept Woman: Rapita (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2016 Qui - Kept Woman: Rapita è un inedito thriller, avvincente e agghiacciante film (del 2015) dove segreti pericolosi la fanno da padrone. Dopo aver subito una rapina, Jessica ed Evan decidono di trasferirsi in una nuova casa: la casa dei loro sogni, in una tranquilla strada di periferia. Poco dopo Jessica incontra Simon, il loro vicino di casa. Un uomo apparentemente tranquillo, con il quale fa amicizia. Ma Simon è tanto affabile e amichevole quanto misterioso e Jessica è convinta che nasconda un segreto. Una volta entrata nell'abitazione di Simon, scoprirà che quel segreto è molto, molto pericoloso, infatti la imprigiona nel suo bunker segreto meticolosamente decorato in stile anni Cinquanta. Qui, incontra Robin, una donna tenuta prigioniera da diversi anni e sottoposta al lavaggio del cervello. Nel vano tentativo di fuggire scoprirà e farà cose che mai avrebbe pensato di riuscire a fare, anche riuscire a scappare in modo ingegnoso dopo mesi di prigione nello scontato e prevedibile finale, però siccome il film è tratto e basato, come la storia, su fatti realmente accaduti, è quindi un finale giusto e veritiero. Certo con un soggetto del genere mi aspettavo qualcosa di meglio ma nonostante ciò intrattiene abbastanza bene. Attori di basso livello, bravi ma di sostanza. Se avessero improntato il tema diversamente ma soprattutto avessero fatto vedere qualche scena più forte sarebbe stato un'ottimo film horror. Invece, senza spingersi troppo in là, tutto rimane nella sufficienza, che fa del film un ottimo thriller ma di scarso impatto emotivo ed empatico anche se la storia è veramente angosciante, agghiacciante e interessante. E' incredibile la facilità di certi soggetti a farsi credere e a certi di intromettersi nei fatti degli altri anche se si hanno dei sospetti. Meglio astenersi dalla verità certe volte e forse dalla visione di questa pellicola televisiva quasi sicuramente. S.V.

giovedì 6 dicembre 2018

Vi presento Valentine (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2016 Qui - Vi presento Valentine (Meet my Valentine) è un film inedito (del 2015), mandato in onda da Sky per il giorno di San Valentino. Una struggente e commovente storia romantica che celebra la magia dell'amore. Tom Bishop (Scott Wolf, Donnie Ryan nel telefilm "Perception") dopo aver scoperto che gli restano solo otto mesi di vita, decide di dedicarsi completamente alle due donne della sua vita: sua figlia Phoebe di otto anni e di sua moglie Valentine (Courtney Ford, "Revenge" e "True Blood"). Tom vorrebbe trovare infatti, un sostituto che si occupi della moglie e della figlia, qualcuno che possa prendersi cura di loro, quando lui non ci sarà più. Il percorso di ricerca del candidato perfetto porta ben presto Tom a scoprire di conoscere la compagna meno di quanto credesse. Ma passando più tempo con lei, scoprirà di più della sua compagna, e rivivrà sentimenti ed emozioni che aveva dimenticato, che lo porterà ad innamorarsi perdutamente di lei come se fosse la prima volta. Il film nel complesso non delude le aspettative, una romantica e toccante storia di vita, malattia, ma soprattutto tanto amore, con un pizzico di humour. La storia è abbastanza originale, il finale è straziante ma bello, si può piangere, quindi ai sensibili delle emozioni state attenti a non allagare casa. Una storia bella ed emozionante, un film che coinvolge ma che ci lascia tristi ma felici allo stesso tempo. Per gli amanti di queste storie, è da non perdere. S.V.