Visualizzazione post con etichetta Joan Cusack. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Joan Cusack. Mostra tutti i post

venerdì 31 marzo 2023

Unicorn Store (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2023 Qui - La favola triste di una ragazza con la sindrome di Peter Pan, ghettizzata da bambina, assillata dai genitori, in crisi esistenziale e lavorativa e poco propensa alla vita sociale. Kit sta sprofondando nella depressione, quando riceve l'invito a visitare un negozio gestito dallo sfavillante Samuel L. Jackson che le promette un unicorno, ma per averlo dovrà dimostrare di meritarlo. Film imperfetto quanto interessante, con una regia (della stessa Brie Larson protagonista) coraggiosa che alterna il reale all'onirico senza dare troppe spiegazioni. Tanti colori, tanto ottimismo, certo anche qualche banalità, ma nel complesso meritevole di visione (memorabile la presentazione degli aspirapolvere). Crescere non significa necessariamente invecchiare. Voto: 6

venerdì 13 agosto 2021

Instant Family (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/08/2021 Qui - Il mestiere del genitore è difficile, quello del genitore affidatario lo è molto di più e se veramente il film in questione prende spunto da una storia vera, allora questo compito meriterebbe anche la beatificazione. Una dramedy discreta che propone tematiche nobili e di grande sensibilità, mettendo in evidenza il difficile rapporto generazionale e genitoriale mostrando un certo garbo, ma anche una evidente enfasi narrativa, capace di rendersi apprezzabile e godibile. Emozionante e spiritosa al tempo stesso grazie alla buona prova di tutto il cast. Mark Wahlberg è una garanzia e la Rose Byrne col suo fare "radical chic" è ben centrata nella parte. Le giovani leve (tra cui Isabela Moner, già ammirata in Soldado) se la cavano discretamente. Il regista Sean Anders, cavalcando il precedente successo ottenuto con la "saga" Daddy's home, dirige così un'altra commedia con al centro le dinamiche familiari puntando sulla brillantezza di talune situazioni e non calcando troppo la mano sul versante drammatico della vicenda, riuscendo a farsi sufficientemente apprezzare. Perché sì, il tessuto narrativo percorre lidi già battuti senza proporre niente di particolarmente originale, ma almeno è sincero nella sua attuazione. Voto: 6

lunedì 4 gennaio 2021

Klaus - I segreti del Natale (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 04/01/2021 Qui - Un film d'animazione (dallo spirito squisitamente natalizio) commovente, affascinante e meraviglioso che ripropone la storia delle origini di Babbo Natale in un modo nuovo e interessante, ovvero in maniera intelligente e spesso geniale. Ti attendi un filmino e scopri invece un gioiello (e pensare che questo è il primo lungometraggio a cartoni animati di Netflix). Perché questa rilettura della leggenda di Santa Klaus è proprio sbalorditiva per come essa viene raccontata, immaginandone la genesi senza ricorrere a miracoli e magie, ma con questa storia tenera e commovente (di cui sarebbe meglio non dire niente, basta avere pazienza per i primi 10' iniziali e poi via, decolla e ciao), ambientata in mezzo alla neve però capace di riscaldare il cuore (tutto molto lineare, per una storia che in definitiva è classica ma che funziona a meraviglia). Grafica accattivante e animazione molto curata (personaggi, ambienti, movimenti e illuminazione sono magistralmente realizzati), Klaus è portatore di un messaggio universale sulla solidarietà e lo spirito di comunità. Il Natale è il perfetto simbolo della riunificazione che parte dai bambini per estendersi agli adulti. Un film animato (diretto dallo spagnolo Sergio Pablos) piacevole e ben fatto (adeguata la colonna sonora), che si rivolge ad un pubblico trasversale. Se piace il genere, direi quindi imperdibile. Interpretato da un cast di voci che comprende Jason SchwartzmanJ. K. SimmonsRashida Jones e Joan Cusack, il film è non a caso destinato a divenire un futuro piccolo classico. Voto: 7,5

venerdì 31 maggio 2019

Fottute! (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2018 Qui - Fottute! (Commedia, Usa 2017): Mollata dal fidanzato, la giovane Emily non sa più con chi partire per una vacanza in Sud America, opterà per sua madre Linda, inizialmente poco convinta dell'idea ma che finirà per accompagnarla, e che finirà per vivere un'avventura pericolosa. Sciocca commedia con al centro un rapporto madre-figlia ben poco credibile, Fottute! (complimenti alla Fox per il gran bel titolo italiano) è un prodotto volgarotto e grossolano, che punta sulla vena comica della scatenata (ma ben poco espressiva) Amy Schumer (che già non mi aveva convinto in Un disastro di ragazza) e su una serie di disavventure esotiche che capitano alle due donne durante il viaggio (il "solito" rapimento). Peccato che la base narrativa sia solo un pretesto per dare vita a gag stantie, tanto per le dinamiche su cui si creano quanto per i superficiali dialoghi, scritti senza alcuna attenzione e con pessimi tempi comici. Snatched infatti, diretto da Jonathan Levine, tra doppi sensi e smorfie esagerate, che ricalca troppo sfacciatamente altre pellicole e quindi di originale non ha assolutamente nulla, e che tuttavia non è particolarmente brutto né tantomeno noioso (alcune gag divertenti ci sono), è una commedia (che di cinematografico non ha praticamente nulla, se non una messa in scena comunque curata sia nelle scelte scenografiche, sia nell'abbondanza di risorse tecniche a disposizione) talmente esile che, nonostante il minutaggio contenuto entro i novanta minuti, ha bisogno di due storie praticamente separate per poter arrivare a definirsi un lungometraggio. E nessuna delle due convince, anche perché la sceneggiatura, che penalizza molto il personaggio di Goldie Hawn (che risulta spaesata e completamente fuori parte) a vantaggio di quello della Amy Schumer (inutilmente esuberante e sopra le righe) ha alcuni passaggi fin troppo stupidi. Così tanto che quest'operazione (possibilmente da dimenticare e certamente da non consigliare) conferma l'involuzione del regista, che dopo il bel 50 e 50, dimostra di essere solo un onesto mestierante e nulla più. Voto: 4,5