Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/10/2020 Qui - Ennesimo film di Ken Loach (dopo Io, Daniel Blake e tanti altri prima) sulla mid class inglese. Anche questa volta il regista (che come Woody Allen sembra non cambiare mai) ci racconta uno spaccato di vita vissuta, tra precariato, soprusi lavorativi e problemi famigliari (questa volta mette sotto l'occhio della macchina da presa i lavoratori finti autonomi, in realtà dipendenti sfruttati che vengono fatti passare per tali per privarli dei diritti sociali ed addossargli ogni responsabilità aziendale), messi in evidenza con una certa forza emozionale che di certo suscita riflessioni e critiche. Egli infatti, ricalcando per l'ennesima volta una formula collaudata, riesce a far parteggiare per le difficoltà della famiglia Turner, in una pellicola ben fatta che però non rappresenta nulla di particolarmente innovativo od appassionante. A questo film difatti gli preferisco il precedente, ma migliore o meno, questo è un bel film, un film pure ben interpretato da un cast prevalentemente sconosciuto. Voto: 6,5
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