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venerdì 30 agosto 2024

Godzilla e Kong - Il nuovo impero (2024)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/08/2024 Qui - Migliorato rispetto al suo predecessore, principalmente perché il tempo dedicato agli umani è meno rispetto a quello concesso ai combattimenti tra mostri e all'esplorazione della Terra Cava da Kong, il vero protagonista, mentre Godzilla appare marginalizzato (il villain è comunque assai dimenticabile). Le interazioni fatte di urla e grugniti dei colossali primati sono, in effetti, più coinvolgenti dei dialoghi insulsi e tediosi tra personaggi pallidi e poco sviluppati, rendendo così le scene di distruzione di monumenti e città, selezionati come da catalogo di un tour operator, le uniche veramente apprezzabili. Voto: 5,5 [Infinity Plus]

giovedì 30 settembre 2021

Godzilla vs. Kong (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/09/2021 Qui - Avevo molto apprezzato Kong - Skull Island, di meno i due Godzilla (soprattutto il secondo, decisamente mediocre, che il primo, firmato Gareth Edwards, non mi era affatto dispiaciuto), questo seguito congiunto non mi ha impressionato più di tanto. Lo spettacolo di certo non manca quando escono fuori i due colossi, ma era doveroso visti i soldi spesi (200 milioni di budget a disposizione dell'Adam Wingard anche di The ABCs of Death), il problema è quando non ci sono loro due. Gli episodi precedenti (soprattutto l'ultimo) sembrano non aver insegnato molto per quanto riguarda la parte umana. Ancora una volta infatti è questo il punto debole. La computer grafica può sopperire ad alcune carenze dal punto di vista delle idee (gli scontri tra mostri sono piacevoli, anche se ormai sanno un po' di déjà-vu, cambiando solo i combattenti), ma non può fare nulla con i protagonisti in carne e ossa, spesso poco sopportabili. Il risultato quindi, seppur vedibile nel complesso, non può soddisfare come avrebbe potuto con un minimo di cura in più. Lo scontro tra Godzilla e Kong meritava difatti di meglio. Perché va bene che da questo prodotto non ci aspetterebbe nulla più di un film pieno di combattimenti ignoranti, scene esagerate e spettacolari, ed una trama basica ma funzionale, esattamente quello che il film offre, però di più si poteva sicuramente fare. Voto: 5,5

giovedì 4 marzo 2021

The ABCs of Death (2012)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 04/03/2021 Qui - Un lungo, sporco e irriverente collage dell'orrore e della follia, umana ma non solo, questo è The ABCs of Death, che nasce con i crismi della raccolta antologica, apparendo pretenzioso e al tempo stesso affascinante nell'assunto, ma catturando l'interesse già in partenza per via della qualità di alcuni dei nomi coinvolti, tutti per lo più giovani gravitanti nell'orbita indipendente e talvolta con alle spalle almeno un'opera di buon livello o di successo. The ABCs of Death presenta tutto ed il suo contrario. Un'opera altalenante e discontinua per concetto (nata dallo sforzo comune di Magnet Releasing, Drafthouse Films e Timpson Films Productions), nella quale non si può non sottolineare l'abisso che separa la pochezza e la grossolanità del maggior numero degli episodi, alcuni dei quali meriterebbero lo skip preventivo (G is for Gravity di Andrew Traucki, K is for Klutz di Anders Morgenthaler, S is for Speed di Jake West, ma anche W is for WTF! di Jon Schnepp), dall'elevato livello di una netta minoranza di altri che si ergono per distacco (D is for Dogfight di Marcel Sarmiento, era in V/H/S: Viral, L is for Libido di Timo Tjahjanto, P is for Pressure di Simon Rumley, regista di The Living and the Dead, T is for Toilet di Lee Hardcastle, questo con D i due migliori in assoluto, Y is for Youngbuck di Jason Eisener, insieme a Tjahjanto era in V/H/S 2). Come detto la qualità non è elevata, ma cose buone, altre cose buone ci sono, in tal senso non deludono alcuni nomi di spicco (oltre ad alcuni nominati già precedentemente), mentre altri lo fanno. Tra i primi B is for Bigfoot di Adrian Garcia Bogliano (Here Comes the Devil), Q is for Quack di Adam Wingard e Simon Barrett (note le loro collaborazioni in film come The Guest), U is for Unearthed di Ben Wheatley (Free Fire) e X is for XXL di Xavier Gens (Crucifixion), tra i secondi A is for Apocalypse di Nacho Vigalondo (Colossal), C is for Cycle di Ernesto Diaz Espinoza (Bring Me the Head of the Machine Gun Woman) e M is for Miscarriage di Ti West (V/H/S ma non solo). Tra i nomi meno famosi (almeno personalmente), i migliori o quelli almeno sufficienti, E is for Exterminate di Angela Bettis, H is for Hydro-Electric Diffusion di Thomas Malling, N is for Nuptials di Banjong Pisanthanakun, R is for Removed di Srdjan Spasojevic e V is for Vagitus di Kaare Andrews, i peggiori o quelli decisamente mediocri, I is for Ingrown di Jorge Michel Grau e O is for Orgasm di Bruno Forzani ed Hélène Cattet. Discorso diverso per i registi giapponesi presenti, uno più folle dell'altro, con corti pazzi ed assurdi, e solo uno raggiunge la sufficienza, il più stravagante (trash), F is for Fart di Noboru Iguchi (regista, sceneggiatore e attore di film folli), perché sia J is for Jidai-geki di Yûdai Yamaguchi che Z is for Zetsumetsu di Yoshihiro Nishimura convincono poco. Tirando le somme, il voto complessivo è 6. Non ho fatto una media precisa precisa (sì l'ho fatta), la mia sufficienza è comunque motivata dal fatto che ci sono 4 o 5 corti che restano impressi, ma il resto viaggia in alto mare. Perché abbiamo corti divertenti, corti ottimamente diretti, corti metacinematografici ma anche corti inutili, corti diretti male e corti davvero brutti. Qualche lampo di genio, altrettante cadute rovinose, per il resto un mix di idee eterogenee sviluppate più o meno bene. Nel complesso non c'è troppo da lamentarsi. Voto: 6

giovedì 5 marzo 2020

V/H/S 2 (2013)

Titolo Originale: V/H/S 2
Anno e Nazione: USA, Indonesia, Canada 2013
Genere: Horror
Regia: Simon Barrett, Jason Eisener, Gareth Evans, Gregg Hale
Eduardo Sánchez, Timo Tjahjanto, Adam Wingard
Sceneggiatura: Simon Barrett, Jason Eisener, Gareth Evans, Gregg Hale
Eduardo Sánchez, Timo Tjahjanto, Adam Wingard
Cast: Lawrence Michael Levine, Kelsy Abbott, L.C. Holt, Simon Barrett
Mindy Robinson, Adam Wingard, Hannah Hughes, John T. Woods
Casey Adams, Jay Saunders, Fachry Albar, Hannah Al Rashid
Oka Antara, Andrew Suleiman, Epy Kusnandar, R R Pinurti
Riley Eisener, Rylan Logan, Samantha Gracie, Cohen King
Zach Ford, Josh Ingraham, Jeremie Saunders, Hannah Prozenko
Durata: 91 minuti

Secondo capitolo della trilogia horror iniziata con V/H/S.
Due investigatori entrano in una casa, e lì uno di loro trova e vede delle strane videocassette, e ne rimane sconvolto..

V/H/S (2012)

Titolo Originale: V/H/S
Anno e Nazione: USA 2012
Genere: Thriller, Horror, Dramma
Regia: Matt Bettinelli-Olpin, David Bruckner, Tyler Gillett
Justin Martinez, Glenn McQuaid, Radio Silence, Joe Swanberg
Chad Villella, Ti West, Adam Wingard
Sceneggiatura: Matt Bettinelli-Olpin, David Bruckner, Tyler Gillett
Justin Martinez, Glenn McQuaid, Radio Silence, Joe Swanberg
Chad Villella, Ti West, Adam Wingard
Cast: Calvin Reeder, Lane Hughes, Kentucker Audley, Adam Wingard, Frank Stack
Sarah Byrne, Simon Barrett, Hannah Fierman, Mike Donlan, Joe Sykes
Drew Sawyer, Jas Sams, Joe Swanberg, Sophia Takal, Kate Lyn Sheil
Norma C. Quinones, Drew Moerlein, Jeannine Yoder, Jason Yachanin
Helen Rogers, Daniel Kaufman, Chad Villella, Matt Bettinelli-Olpin
Tyler Gillett, Paul Natonek, Nicole Erb, John Walcutt
Durata: 111 minuti

Primo capitolo di una trilogia horror ad episodi, con una serie di cortometraggi a tema.
Un gruppo di ragazzi entra in una casa, e lì uno di loro trova e vede delle strane videocassette, e ne rimane sconvolto..

venerdì 5 aprile 2019

Blair Witch (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 01/11/2017 Qui - Blair Witch (Horror, USA, 2016): Doveva chiudere la mia settimana horror, ma questa pellicola mi ha lasciato davvero senza parole per quanto è brutta, e quindi sollevata dall'incarico. The Woods infatti (giacché il film fu annunciato con questo titolo, e sarebbe forse stato meglio), sequel (più remake) di The Blair Witch Project: Il mistero della strega di Blair (1999), è davvero un film imbarazzante per pochezza e per noia. Se l'originale difatti era decoroso, genuino e ha avuto il pregio di rilanciare un genere, ossia il mockumentary, pur non essendo granché pauroso o dinamico, almeno riusciva a trasmettere una certa inquietudine, quasi venti anni dopo però la stessa formula risulta inutile e noiosa, anzi, in questo caso peggiorata. Giacché in questo remake (sequel non si sa) non c'è tensione, non ci sono scene inquietanti, praticamente non succede nulla, la fotografia scurissima non fa vedere niente e la narrazione segue per filo e per segno quella dell'originale (e tutto quindi risulta già visto e rivisto). Il film stesso e il finale poi, che doveva essere invece la parte migliore del film, è qualcosa di osceno, dato che se doveva fornire maggiori informazioni sulla foresta e sulla strega, essa non lo fa per niente. Come al solito inoltre il cast è abbastanza scarso e i personaggi sono affetti dalla sindrome dei film horror, scarsa o nulla capacità di autoconservazione e zero furbizia. Ma la colpa è forse della sceneggiatura, piena di errori o comunque trovate poco sensate, con ero spaventi, zero ansia o suspense, nonostante i realizzatori hanno avuto 16 anni per mettere su una storia coinvolgente, e il risultato è stato invece il nulla più totale. A tal proposito fa davvero rabbia la pessima regia (più di una volta non si capisce nemmeno quale dei protagonisti è in scena, o chi sta facendo cosa), da Adam Wingard infatti (regista del bellissimo The Guest), non me lo sarei mai aspettato un film così vuoto e inconcludente. Anche perché è ormai ora di dire basta a questi mockumentary riciclati. Perché se The blair witch project poteva essere una novità nel panorama cinematografico di 18 anni fa, ora è tutto prevedibile e noioso. Anche se la colpa maggiore di quest'ultimo film, quest'altro flop, è la mancanza di idee, di attori dinamici e atmosfere inquietanti. Per questo meglio vedere altro. Voto: 4

giovedì 3 gennaio 2019

The Guest (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/06/2016 Qui - The Guest è un sorprendente e fighissimo thriller action del 2014 diretto da Adam Wingard, lo stesso di You're next, altro eccezionale prodotto di questo 'pazzo' regista. Un regista che ha dimostrato ancora una volta di saperci fare, soprattutto di intrattenere alla grandissima. Perché anche se la trama è abbastanza facile, molto semplice, riesce con particolari mezzi a renderla entusiasmante, avvincente, incalzante ma soprattutto bella e interessante. The Guest infatti prende l’eterna storia dello straniero misterioso, lo sconosciuto accolto in casa i cui misteri lentamente si fanno sempre più inquietanti, il bel ragazzo (Dan Stevens), "l'amico di tutti" che piace ai genitori (era amico del figlio morto in guerra), conquista il secondogenito (menando i bulli che lo perseguitano e tirandolo fuori dai guai con la scuola) e seduce la primogenita. È però quest'ultima (Maika Monroe) la prima a farsi venire dei dubbi, perché negli script di Simon Barrett (lo sceneggiatore di fiducia con cui lavora sempre Wingard) sono le donne a combattere la minaccia, le più sveglie, attente, furbe e letali, le più determinate. Naturalmente ed ovviamente il nostro misterioso amico non è quello che sembra e non andrà tutto per il meglio, ma questo non è importante, che lo si intuisca già prima questo è ovvio e non lo nasconde nemmeno il regista grazie ad alcuni primi piani o espressioni del ragazzo. Il regista riesce perciò a farci entrare completamente dentro questa storia, ed è per questo che la tensione e l'interesse rimane alto sia nella prima fase che nella seconda anche più carica d'azione e di colpi di scena. E' una di quelle pellicole in cui ci muoviamo dentro il film insieme ai protagonisti, sapendo quello che sanno loro, con uno stile estremamente realistico e con personaggi credibili e caratterizzati benissimo. Ed è per questo che nonostante alcuni difetti (che adesso esporrò), alcune anche divertenti e iconiche scene, e per tanto altro che questo film è veramente figo.