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martedì 30 giugno 2020

La ragazza dei tulipani (2017)

Titolo Originale: Tulip Fever
Anno e Nazione: Regno Unito, USA 2017
Genere: Sentimentale, Drammatico
Produttore: Alison Owen
Regia: Justin Chadwick
Sceneggiatura: Tom Stoppard
Cast: Alicia Vikander, Dane DeHaan, Jack O'Connell, Holliday Grainger
Judi Dench, Christoph Waltz, Douglas Hodge, Zach Galifianakis
Matthew Morrison, Cara Delevingne, Joanna Scanlan, Tom Hollander
Cressida Bonas, Kevin McKidd, David Harewood, Michael Nardone
Alexandra Gilbreath, Michael Smiley, Miltos Yerolemou, Daisy Lowe
Durata: 100 minuti

Alicia Vikander, Christoph Waltz e Dane DeHaan in un tormentato triangolo amoroso.
Amsterdam, XVII secolo: la moglie di un mercante si innamora di un pittore e fugge con lui.

martedì 30 luglio 2019

Rachel (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2019 Qui
Tema e genere: Dramma romantico in costume adattamento di un famoso romanzo.
Trama: Un giovane è deciso ad avere giustizia per la morte del suo amato cugino, che si sentiva perseguitato dall'affascinante donna che aveva appena sposato. Ma quando conoscerà la vedova, ogni cosa cambierà.
Recensione: Nella sua ultima fatica Roger Michell, già regista del famoso Notting Hill, si concede al suo grande amore per i film in costume adattando il noto romanzo Mia cugina Rachele di Daphne du Maurier. L'opera era già stata trasposta nel 1952, quando Henry Koster ne aveva fatto un film con protagonisti Olivia de Havilland e Richard Burton, in questa nuova versione troviamo invece l'altrettanto brava (e bella) Rachel Weisz nei panni della femme fatale e un Sam Claflin come sempre poco convincente, che interpreta il giovane e ingenuo Philip. Il film è romanzescamente diviso in tre parti, tramite le quali si snoda una storia, che si annuncia però come prevedibilissima sin dalle prime scene. Ma non solo, anche piuttosto fredda. Il risultato è così un film romantico in costume piuttosto convenzionale e patinato, calibrato in ogni sua singola componente ma complessivamente piuttosto rigido e monocorde. Sfumato e tetro, incentrato sui tema della fascinazione, dell'idealizzazione e del desiderio a distanza, fino ad approdare a un finale ancor più cupo e mesto delle premesse, il film di Michell non si segnala per particolari guizzi, è estremamente succube tanto di una confezione imbalsamata quanto di una sorgente letteraria probabilmente di buon livello, che al cinema finisce però per risultare illustrativa tanto nelle sottolineature visive quanto nella restituzione del sentimento e delle dinamiche attrattive. Si salva unicamente appunto per la bella fotografia e la buona performance della protagonista. Sprecati gli altri attori e paradossalmente più il film calca la mano sul sentimentalismo e più lascia indifferenti. Nell'economia del film sono sbagliati e ripetitivi persino i ritmi e le situazioni del finale, sospeso e sbrigativo in una domanda che ha l'ambizione di elevarsi a metafora sulla natura umana, ma che rimane saldamente ancorata a terra, inadeguata al contesto e al livello del resto della pellicola. Un livello comunque mediocre, come la pellicola alla fine dei conti.
Regia: Dall'inizio era chiaro che si sarebbero qui mischiati elementi quali thriller, amour fou e desiderio in un intreccio possibilmente torbido e avvincente. Elementi che purtroppo Roger Michell non riesce a restituire in questa versione cinematografica, più preoccupato della forma a discapito delle emozioni, come spesso accade nel cinema inglese.

sabato 9 marzo 2019

L'ultima tempesta (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 03/05/2017 Qui - L'ultima tempesta (The Finest Hours), film del 2016 diretto da Craig Gillespie, che si immerge (è proprio il caso di dirlo) nella storia realmente accaduta dell'impresa strepitosa compiuta da una motovedetta della guardia costiera che nel 1952 trasse in salvo l'equipaggio della petroliera Pendetlon spezzatasi a metà durante un'abnorme tempesta, racconta infatti di un adrenalinico quanto eroico salvataggio in mare, un salvataggio ben congegnato e visivamente validamente rappresentato, che però viene svilito e affossato dalla parallela fuorviante edulcorata rappresentazione di una società americana tutta sospiri e buoni sentimenti (la colpa sarà mica della Disney che produce il film?), banalità e semplificazioni puerili inaccettabili che compromettono un risultato altrimenti decoroso. In ogni caso, protagonista del film è Chris Pine, che per l'occasione sfoggia un taglio di capelli alla playmobil, il quale interpreta con un po' troppe smorfiette Bernie Webber, comandante della navetta responsabile dell'eroica impresa, al fianco del quale si trova il suo aiutante Livesey, interpretato da uno stranamente pacato Ben Foster. Dall'altro lato del mare invece le sorti di quel che resta della petroliera sono affidate all'esperto ufficiale Sybert (Casey Affleck, fresco vincitore di un Oscar, qui un po' svogliato) che tenterà in tutti i modi di limitare i danni in attesa di soccorso. Il film infatti gioca sul doppio registro narrativo, alternando in fase di montaggio le sorti dei due capitani/ufficiali, entrambi in balia di un mare famelico e digitalmente ricostruito discretamente. Le sequenze in mare (in realtà quasi tutte) sono difatti rese egregiamente, grazie anche alla bravura del regista.

venerdì 21 dicembre 2018

Cenerentola (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2016 Qui - Cenerentola (Cinderella) è un film del 2015 diretto da Kenneth Branagh, con protagonista Lily James. Il film è l'adattamento cinematografico della celebre fiaba Cenerentola e remake in live action del film d'animazione del 1950, quindi non credo che c'è bisogno di sapere la trama, quella originale, in quanto praticamente quasi tutti la conoscono. In questo film infatti non è la trama che cambia, tutto rimane al suo posto, senza nessun stravolgimento importante (e meno male sta diventando una consuetudine da quando hanno prodotto la serie tv 'C'era una volta'), ma le ambientazioni e scenografie ancora più fiabesche, colori vivaci dei vestiti e piccoli effetti speciali di livello. Certamente cambia la psicologia dei protagonisti in quanto il regista inglese la fornisce sfumata ed evoluta, mai passiva e pienamente consapevole. I protagonisti arrivano al lieto fine dopo essersi riconosciuti, scelti e voluti. Insomma, un film che racconta una favola oramai vecchia di millenni (alcuni studiosi sostengono infatti che provenga dalla Cina, altri addirittura dall'antico Egitto), ma che in questa versione di Kenneth Branagh viene rappresentata con modernità e attualità, con eleganza e brillantezza assoluta.

martedì 16 ottobre 2018

Posh (2014)

Mini recensione pubblicata su Pietro Saba World il 15/11/2015 Qui - Posh: Un gruppo di studenti (interpretati da Max Irons, Sam Claflin e Douglas Booth più Holliday Grainger e Natalie Dormer) ammessi a Oxford entrano nel club accademico più esclusivo, il Riot (che accoglie solo dieci membri destinati a "diventare delle fottute leggende"). Il film (del 2014) descrive l'ambiente sociale di una upper class spocchiosa e arrogante, convinta che il proprio posto nel sistema di caste che ancora oggi caratterizza la società inglese sia frutto di un disegno divino. La storia culmina in una lunghissima cena in cui i fraternity boys si divertono a mangiare, bere, tirare di coca, umiliare le ragazze presenti e diventare elementi di sempre maggiore disturbo per gli altri avventori e per il proprietario del locale, incarnazione perfetta (sempre secondo loro) della mediocrità borghese che verrà preso a bastonate, ma grazie al loro ceto riusciranno ad evitare dei guai, senza però pentirsi. Mi aspettavo molto di più, nessuna scena 'importante', i figli di papà non cambieranno mai. Spocchioso. Voto: 5,5