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giovedì 31 agosto 2023

Rumore bianco (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2023 Qui - Forse leggere il romanzo originale può aiutare a capire qualcosa in più della trama, visionato come un'opera a sé stante, il film è un pasticcio surreale che unisce diversi generi, con un occhio verso il fantastico e il cinema dell'assurdo, ma che soccombe alle ambizioni esagerate di uno script che accumula dialoghi fittissimi e confusionari, una durata ingiustificata di oltre due ore e una trama che salta di palo in frasca senza troppi complimenti. Buone le caratterizzazioni del cast, di livello la confezione, ma è davvero dura evitare il colpo di sonno in più frangenti. Noah Baumbach furbo perché vorrebbe far diventare questo film un cult invece a mio parere è una brutta brutta esperienza visiva, evidente soprattutto sui (pessimi) titoli di coda. Voto: 4,5

giovedì 31 marzo 2022

Space Jam: New Legends (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2022 Qui - Un sequel bruttino, che ripete la storia del prototipo senza averne il cuore e l'anima. Sembra tutto costruito da un algoritmo (nemico nel film) e non da menti pensanti, con LeBron James che cerca di mostrarsi simpatico e affabile ma risulta troppo finto per competere con la spontaneità e l'umanità di Michael Jordan. Qualche gag dei Looney Tunes funziona ancora, ma solo nella prima parte, perché la partita è talmente caotica da risultare indigeribile. Lo stesso LeBron e il suo rapporto col figlio, è cosa già vista in altri film, e viene messa su in maniera stupida e seguendo i trend di oggi, tra tecnologia, metaverso e social di massa. Per quanto sia effettivamente un mega carosello Warner, la parte animata 2D è a mio avviso la più gradevole e utile. E tuttavia, nonostante molti limiti SJ2 funziona per quanto riguarda il passare due ore senza annoiare anche perché è un film per staccare il cervello, ma rimane una produzione che doveva fare molto di più, o come direi io era meglio evitare un sequel quanto meno inutile. Voto: 4,5

martedì 14 dicembre 2021

No Sudden Move (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/12/2021 Qui - Un thriller dalle evidenti tinte noir, ma anche un gangster movie e film di denuncia. Un qualcosa di semplice che diventa sempre più complesso ed articolato dove delinquenti di piccola/media caratura si imbattono in gioco più complessi, avendo la presunzione anche di dominarli e manipolarli. Steven Soderbergh è perfettamente a suo agio (come lo era stato in parte ne La truffa dei Logan) con una storia che prende binari precisi, rispettando i cliché del genere, ma mettendo a nudo tematiche attuali anche se il film è ambientato negli anni '50, i suoi riflessi come il potere delle corporation, l'intreccio della legalità con l'illegalità e le tensioni razziali sono attuali ancora oggi (insomma, un buon esercizio di stile). Cast di prim'ordine (c'è anche Matt Damon in una parte importante, ma non accreditata) con Don Cheadle e Benicio Del Toro sugli scudi. Voto: 6,5

venerdì 8 marzo 2019

Miles ahead (2015)

Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/04/2017 Qui - MILES AHEAD (Biografico, Usa 2015): Tra il 1975 e il 1980 il grandissimo trombettista Miles Davis (che sinceramente non conoscevo) si eclissò dalle scene, niente dischi, niente concerti, dopo quasi tre decenni di attività intensissima. Le biografie e i documenti relativi a quegli anni non hanno aiutato a fare luce su ciò che davvero accadde a una delle stelle più luminose del firmamento jazz. Così, con molta fantasia, prova a raccontarcelo un suo grande estimatore, Don Cheadle (già protagonista di film come Crash, la saga di Ocean'sIron Man e seguiti..), in veste tanto di regista quanto di interprete, peraltro assai somigliante all'originale. Il film (comunque poco convincente) ruota sull'esistenza di un nastro che avrebbe avviato la svolta funky di Davis. Da una parte gli squali della CBS, dall'altra uno scapestrato giornalista di Rolling Stone (un Ewan McGregor parecchio sottotono) provarono a portare via il nastro al suo legittimo proprietario, tra session in studio, flashback dei tempi d'oro, una gamba sciancata, uno sfondo razzista quasi impercettibile e tirate di cocaina senza freni (non male insomma..). Ma il film seppur musicalmente discreto e pochino interessante, si perde in un montaggio abbastanza poco dinamico e soprattutto su inutili rivoli narrativi, il regista infatti (seppur nella sua prima esperienza), mette troppa carne al fuoco e alla fine quel che resta è il fumo. Voto: 5