Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2024 Qui - Nei tanti film (o serie) di Dracula il Demeter era a malapena citato, al limite pochi momenti riassuntivi della sua tragica traversata. Il film di André Øvredal racconta la sua storia con un piglio molto classico. Il regista norvegese ha una particolare predisposizione per gli spazi limitati (vedi Autopsy, per esempio). L'ambientazione unica della nave favorisce quindi la costruzione di un'atmosfera claustrofobica e particolarmente sinistra dove Dracula viene ben centellinato, favorendo una tensione costante. Dracula stesso è ben lontano dalla creatura affascinante legato all'iconografia classica, qui è un essere mostruoso assetato di sangue con l'unico scopo di nutrirsi dell'equipaggio. I personaggi, perlomeno quelli principali, sono discretamente caratterizzati, ma anche quelli secondari sono ben lontani dal canone della carne da macello. Non originale, ma un film solido quanto basta. Voto: 6+ [Prime Video]
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mercoledì 31 gennaio 2024
martedì 15 febbraio 2022
Troll Hunter (2010)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 15/02/2022 Qui - Dalla penna del regista André Øvredal, colui che dirigerà il
sorprendente thriller horror The Autopsy of Jane Doe e successivamente il godibile
horror fantasy Scary Stories to Tell in the Dark, ecco un Mockumentary
tanto bizzarro quanto divertente. Bella infatti l'idea, sembra una
ridicolaggine e invece si segue che è un piacere. Un discreto film
d'intrattenimento di genere azione-fantasy vestita da mockumentary
vagamente horror (se può esistere), ambientato nei meravigliosi boschi
norvegesi e farcito di belle atmosfere e colpi di scena. La caccia ai
troll è affascinante e tipica della cultura scandinava, certo le
limitazioni sono tante, essendo un film a basso budget e girato con la
telecamera a spalla in stile documentaristico, però riesce a creare una
certa atmosfera, oscura e glaciale, inoltre i troll non sono fatti
nemmeno troppo male (soldi pochi ma spesi difatti benissimo). Rispetto ad altri film del genere, mantiene una
certa tensione dall'inizio alla fine, anche se non ho gradito molto il
finale. In Norvegia fu pompato al limite estremo, lo spacciarono per
capolavoro (che non era e assolutamente non è), la verità è che si
tratta di un filmetto piacevole e interessante. Sicuramente merita la
visione. Voto: 6+
Registi alla prova
Post pubblicato su Pietro Saba World il 15/02/2022 Qui - Mi ero ripromesso di recuperare alcuni film di un certo personale
interesse, ma non c'è stato mai il tempo, che finalmente tuttavia è
adesso arrivato. Nel frattempo gli stessi registi (o alcuni di essi),
protagonisti oggi, giacché questo speciale cinematografico è nato dalla
volontà di recuperare i film precedenti di questi film-maker, hanno
diretto tanti altri dopo, anche dopo che io ho visto un loro film di
pochi anni fa, ma ai fini di quello che avevo intenzione di fare
importanza non ha avuto. Infatti ecco che ho recuperato il primo film o
uno della loro filmografia di alcuni registi (per lo più internazionali,
ma non tutti famosi ed alcuni poco conosciuti) che negli ultimi anni
(tramite una particolare, riuscita o semplice pellicola) mi hanno
sorpreso, deluso o semplicemente intrattenuto. Da Tomm Moore a Colin Trevorrow, da Dave Green a Brady Corbet, da André Øvredal a Ryan Coogler, da Nacho Vigalondo e Jeremy Saulnier fino a Ferzan Özpetek.
Saranno riusciti a confermarsi, a confermare (nonostante per alcuni fu
questa la loro prima prova dietro la macchina da presa) il loro talento?
Saranno riusciti a non deludere nuovamente? Oppure saranno riusciti
semplicemente a fare il loro lavoro in modo degno senza grandi
risultati? Scopriamolo!
martedì 30 giugno 2020
Scary Stories to Tell in the Dark (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/06/2020 Qui - Scritto e prodotto da Guillermo del Toro, dall'omonima serie di racconti di Alvin Schwartz, e diretto dal norvegese André Øvredal (che dopo il sorprendente Autopsy dirige un altro buon horror), Scary Stories To Tell in the Dark è tutto quello che già evoca il titolo e molto di più. Horror d'atmosfera e con protagonisti degli adolescenti alle prese con le loro peggiori paure e creature spaventose, il film risente dell'influenza di Del Toro per come abbina vicende storico-politiche a quelle più fantasy, fiabesche, di mistero, per far risaltare il senso del macabro più nella realtà di un paese piuttosto che nei racconti di terrore. Non a caso l'ambientazione è quella del 1968 con la guerra in Vietnam e lo scandalo del presidente Nixon. La sceneggiatura affronta temi interessanti e ben approfonditi (come le psicologie o le caratterizzazioni dei personaggi): dinamiche familiari problematiche, intolleranza verso il diverso, isolamento come difesa dalle brutalità del mondo, sensi di colpa, rabbia, vendette. La regia, con stile asciutto ed elegante, sa valorizzare con efficacia questi aspetti, ben coadiuvato anche da un apparato tecnico-formale immaginifico e di alta qualità (nota di merito per le atmosfere, le location, e gli ottimi effetti speciali artigianali, poteva mica mancare Doug Jones? Certo che no). Una pellicola godibile e coinvolgente che, sotto la superficie, mostra le radici malate dei nostri tempi (bravi in tal senso gli attori). Una pellicola che non vuole inventare nulla e nulla ha di nostalgico, ma che si fa apprezzare. Voto: 6,5
giovedì 23 maggio 2019
The Autopsy of Jane Doe (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 18/05/2018 Qui - Per prima cosa va detto che, se non si è visto il film, è sconsigliabile leggere questa recensione (anche le parti senza spoiler) ed è sconsigliabile leggere qualsiasi cosa a riguardo. Sì, perché il regista e gli sceneggiatori hanno creato un film in cui, per una volta, è fondamentale l'effetto sorpresa. Se lo si vede senza avere informazioni lo si apprezza di più nel suo evolversi. Non è facile infatti inquadrare Autopsy (The Autopsy of Jane Doe), film del 2016 diretto da André Øvredal, senza rischiare un minimo di spoiler, ma si può dire che appartiene per certi versi al sottogenere dell'occulto, ma non solo. Infatti, quest'horror originale, atipico ed inquietante, in grado di garantire una buona dose di tensione e mistero che non può lasciare indifferenti, è un misto di generi diversi che vengono amalgamati abbastanza bene: di base si tratta di un horror, la trama aggiunge un carattere thriller e non manca il tono splatter, seppur pacato. Il film difatti si apre con la polizia locale che sta indagando sul massacro di tre persone in una casa nella quale le stanze presentano segni di lotta e caos: gli agenti trovano un quarto cadavere, quello di una giovane ragazza, semisepolto in cantina ed è l'elemento più enigmatico della scena in quanto, oltre a non essere identificabile, non presenta nessun tipo di ferita. Difficile stabilire le cause della morte e spetterà al coroner locale Tommy Tilden, coadiuvato dal figlio Austin, cercare di chiarire i motivi del decesso. Il tutto nel laboratorio situato nei locali sotterranei della loro casa, che è anche obitorio, durante la proverbiale notte buia e tempestosa. Inutile dire che i risultati saranno sconcertanti. Giacché il cadavere di Jane Doe (nome usato solitamente nel gergo giuridico statunitense per indicare un uomo, o in questo caso una donna, la cui reale identità è sconosciuta o va mantenuta tale) si offre ai medici, e al pubblico, come un puzzle inquietante, dove ogni particolare costruirà un quadro di solida tensione e di curiosità, in cui fra razionale e irrazionale, tutto sarà messo in discussione.
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