Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2021 Qui - Ricevuto l'incarico di occuparsi della pratica per far ottenere la
Medaglia d'onore ad un soldato morto nella guerra del Vietnam per
salvare i suoi compagni, un funzionario della Difesa raccoglie le
testimonianze del padre e dei suoi ex commilitoni. Sono proprio questi
colloqui, che vedono in scena pezzi da 90 del cinema USA, a costituire i
momenti migliori di un film per il resto piuttosto retorico e
convenzionale le cui scene belliche sembrano estratte di peso dalla Battaglia di Hacksaw Ridge.
Anche la critica verso le alte gerarchie militari è troppo blanda per
incidere davvero. Forse l'obiettivo di questo film è tenere viva la
memoria di una guerra dolorosa, evitando la rimozione di un avvenimento
cruciale per la storia americana, il protagonista stesso è inizialmente
disinteressato ad un capitolo del passato, chiuso e sepolto, però la
sceneggiatura avrebbe dovuto evitare una certa retorica un tanto al
chilo che il film riesce a propinare. Senza di questo sarebbe stato più
"digeribile". Ovvio che il cast di attori salva un po' la baracca, anzi,
grazie a loro il film è meritevole di visione. William Hurt, Samuel L. Jackson, Ed Harris, Christopher Plummer, Peter Fonda
(quest'ultimi alla loro un'ultima interpretazione) sanno il fatto loro,
però non basta a farmi (troppo) considerare un film (alquanto modesto
che tuttavia emozionare fa) che non sottolinea mai una volta quanto
fosse sporca quella guerra. Voto: 5,5
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mercoledì 31 marzo 2021
Era mio figlio (2019)
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lunedì 14 dicembre 2020
Ad Astra (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/12/2020 Qui - Al regista James Gray va dato atto di aver creato una distopia raffinata, dove la condanna della natura umana giudicata debole, autodistruttiva, ottusa, è suggerita, in sottofondo, nascosta tra i dettagli di un mondo futuristico (un passo avanti dopo Civiltà perduta). I tempi del racconto sono molto dilatati, con poche scene d'azione, ma con una fotografia estremamente affascinante, ricco di "passaggi" surreali, l'incontro con il padre (un perfetto Tommy Lee Jones) o con la compagna (una funzionale, bellissima, Liv Tyler), è ridotto a una situazione di routine priva di pathos, tuttavia il film anche se "derivativo" di tanti déjà-vu, richiami e citazioni evidenti, non si può evitare di pensare a 2001: Odissea nello spazio o ad Apocalypse Now e per finire la citazione di Gravity nel finale, comunque è ricco di suggestioni e regala diversi spunti di riflessione. Roy alias Brad Pitt (che conferma le sue ultime buone performance, C'era una volta a... Hollywood) è il protagonista di questa epopea spaziale, in cui un uomo fugge a milioni di miglia dalla Terra per trovare le sue radici e la sua identità. Ancora una volta, la fantascienza, vola alto, diventando humus fertile, per riflessioni esistenziali e filosofiche. Il film di James Gray parla innanzitutto del rapporto padre-figlio e poi racconta l'eterna sfida dell'uomo verso se stesso, nella ricerca di un suo simile. Il film è ambizioso, quando non pretenzioso, non perfettamente riuscito nel ritmo e nello sviluppo drammaturgico, ma molto suggestivo dal punto di vista visivo. Voto: 6+
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venerdì 29 maggio 2020
Jackie Brown (1997)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/05/2020 Qui - Un Tarantino più dimesso nei toni e che prova a prendersi più sul serio è quello di Jackie Brown, il film immediatamente successivo a "Pulp Fiction" e che molti fan del regista non amano particolarmente. Malgrado l'opera in questione non sia, a mio parere, fra le più ispirate del cineasta non lo considero un prodotto da buttare ma bensì un noir molto ben calibrato, posato e realistico. L'intreccio non è dei più geniali e in fin dei conti anche abbastanza prevedibile, ma il tocco di Tarantino c'è e questo impreziosisce non poco il titolo. I dialoghi brillanti, i personaggi incisivi (si ricordino gli attori del calibro di Samuel L. Jackson, Robert De Niro e Robert Forster, comunque bravissima Pam Grier) ed una bella colonna sonora (senza dimenticare la regia e la mitica scena nel negozio d'abbigliamento) rendono Jackie Brown un noir delizioso e da vedere, una revisione del genere assolutamente riuscita. Certo, forse la durata complessiva è eccessiva ed in alcuni punti il ritmo è compassato, non ci sono scene di violenza e la storia non è particolarmente incalzante, ma definirlo addirittura un fiasco è effettivamente esagerato. Però tra i film di Quentin resta uno dei meno belli che ho visto. Voto: 6,5
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giovedì 7 maggio 2020
Vade Retro Virus: L'esercito delle 12 scimmie (1995)
Titolo Originale: 12 Monkeys
Anno e Nazione: USA 1995
Genere: Thriller, Fantascienza
Produttore: Charles Roven, Lloyd Phillips
Regia: Terry Gilliam
Sceneggiatura: David Webb Peoples, Janet Peoples
Cast: Bruce Willis, Madeleine Stowe, Brad Pitt, Jon Seda
Frank Gorshin, Christopher Plummer, Joey Perillo
Christopher Meloni, LisaGay Hamilton
David Morse, Joseph Melito
Frank Gorshin, Christopher Plummer, Joey Perillo
Christopher Meloni, LisaGay Hamilton
David Morse, Joseph Melito
Durata: 120 minuti
Quesiti esistenziali e viaggi temporali, azione e sentimento sullo sfondo di scenari apocalittici.
Il talento visionario, sarcastico e anticonvenzionalmente romantico di Terry Gilliam si esprime al suo meglio in questo film cult con uno stropicciato e intenso Bruce Willis ed un Brad Pitt allucinato e schizofrenico.
Anno 2035, James Cole è un detenuto, in cambio di una promessa di libertà accetta di viaggiare nel passato per salvare il futuro apocalittico in cui vive.
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