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martedì 27 febbraio 2024

Armageddon Time - Il tempo dell'apocalisse (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/02/2024 Qui - Affresco con note autobiografiche che affonda nel Queens degli anni Ottanta e racconta un momento della vita americana, uno dei tanti, che vede contrapposti privilegi tra un ebreo fortunato e un ragazzo di colore che vive con la nonna. La mano non è pesante, è leggera, suggerisce, accenna e, insieme a una regia dello stesso tenore (ossia mai ingombrante) si preoccupa di testimoniare. Nel farlo, però, finisce inevitabilmente per annoiare: molti i frangenti in cui ci si aspetta una svolta, un cambio di passo, che non arrivano, rendendo difficile visione e memorizzazione dell'opera. Un'opera cui ricostruzione storica è abbastanza curata, benissimo interpretata (svetta Anthony Hopkins) ma poco riuscita. Voto: 5 [Sky]

lunedì 14 dicembre 2020

Ad Astra (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/12/2020 Qui - Al regista James Gray va dato atto di aver creato una distopia raffinata, dove la condanna della natura umana giudicata debole, autodistruttiva, ottusa, è suggerita, in sottofondo, nascosta tra i dettagli di un mondo futuristico (un passo avanti dopo Civiltà perduta). I tempi del racconto sono molto dilatati, con poche scene d'azione, ma con una fotografia estremamente affascinante, ricco di "passaggi" surreali, l'incontro con il padre (un perfetto Tommy Lee Jones) o con la compagna (una funzionale, bellissima, Liv Tyler), è ridotto a una situazione di routine priva di pathos, tuttavia il film anche se "derivativo" di tanti déjà-vu, richiami e citazioni evidenti, non si può evitare di pensare a 2001: Odissea nello spazio o ad Apocalypse Now e per finire la citazione di Gravity nel finale, comunque è ricco di suggestioni e regala diversi spunti di riflessione. Roy alias Brad Pitt (che conferma le sue ultime buone performance, C'era una volta a... Hollywood) è il protagonista di questa epopea spaziale, in cui un uomo fugge a milioni di miglia dalla Terra per trovare le sue radici e la sua identità. Ancora una volta, la fantascienza, vola alto, diventando humus fertile, per riflessioni esistenziali e filosofiche. Il film di James Gray parla innanzitutto del rapporto padre-figlio e poi racconta l'eterna sfida dell'uomo verso se stesso, nella ricerca di un suo simile. Il film è ambizioso, quando non pretenzioso, non perfettamente riuscito nel ritmo e nello sviluppo drammaturgico, ma molto suggestivo dal punto di vista visivo. Voto: 6+