Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 15/05/2024 Qui - La risposta di Disney a "Guerre stellari" doveva essere grandiosa, ma scenografie, effetti speciali e regia non raggiungono lo stesso livello. Tuttavia, la storia è avvincente dall'inizio alla fine e il film si distingue dalle solite fiabe per bambini. La svolta oscura di Disney ha dato vita a un film di fantascienza con un'atmosfera angosciante, cupa e claustrofobica che non manca di emozionare. La trama si evolve in maniera sorprendente, con musiche che si fondono perfettamente con le scene, e un finale suggestivo, sebbene forse un po' troppo elaborato, che aggiunge un fascino unico al film. Come tentativo di Disney di offrire qualcosa di nuovo, merita riconoscimento. Sfortunatamente, fu un insuccesso commerciale nonostante l'investimento anche nel merchandising. È vero che appare datato, in parte a causa di un cast che era già non più attuale al momento dell'uscita, ma conserva un certo incanto retrò. Devo ammettere che l'ho guardato con piacere, il finale è intrigante, anche se avrebbe beneficiato di maggiori spiegazioni o approfondimenti. In conclusione, non memorabile, ma film davvero carino. Voto: 6+
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mercoledì 15 maggio 2024
venerdì 4 settembre 2020
Mulholland Drive (2001)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 04/09/2020 Qui - Lungo Mulholland Drive una donna perde la memoria in seguito ad un incidente automobilistico. L'incontro con Betty, aspirante attrice, le sarà di aiuto per tentare di ricostruire la sua identità. Nel frattempo sceglie di chiamarsi Rita ed inizia una relazione con Betty. Altro viaggio nella mente contorta e malata di una persona, nel caso specifico una Naomi Watts semplicemente bravissima nel trasmettere allo spettatore gli stessi medesimi stati d'animo e mentali in cui si ritrova (non male neanche un giovane Justin Theroux ed una sexy Laura Harring). Messa in scena ipnotica alla maniera di David Lynch, ma anche criptico alla maniera di David Lynch, anzi, in questo senso penso che gli aggettivi solitamente più associati al regista (criptico, emblematico, misterioso, incomprensibile) trovino qui la loro massima espressione e oltre. Prendere o lasciare. Personalmente non mi è dispiaciuto, anzi, è forse il miglior film di David Lynch a parer mio, l'unico problema di questo film è che ti fa sentire idiota, per il semplice fatto che non si riesce a capire, tutto sembra andare liscio come l'olio, la trama è intrigante, qualche scena che non si capisce da dove salti fuori, ma tiene incollati. Poi gli ultimi dieci minuti si stravolge ogni cosa e si perde completamente il film. Il punto è che emoziona, senza farsi capire. E anche se può essere fastidiosa, la cosa funziona. E il film è comunque più che gradevole. Poi però bisogna andare a cercarsi l'interpretazione corretta su internet, ma anche qui ognuno si discosta dall'altro, anche solo in piccoli dettagli, è come se il regista voglia lasciare allo spettatore la sua personale spiegazione, come dire la mentalità di ogni persona è diversa rispetto alle altre. David Lynch costruisce infatti una storia basata sul doppio, sul sogno e sull'immagine, con uno svolgimento atemporale difficile da comprendere. Le attrici protagonisti cambiano nome e prospettiva durante lo svolgimento, cosi come cambiano funzione gli altri partecipanti al film (tra gli altri attori partecipanti ecco Melissa George, Ann Miller e Robert Forster, e pure Angelo Badalamenti, che si dedica anche alle musiche, belle musiche). Il sogno è il protagonista del film, non solo perché costituisce il nucleo centrale della narrazione ma per l'intero impianto della storia e della messa in scena. La dimensione del sogno sta nel fatto che è costantemente impossibile distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è, dialettica che porta alle estreme conseguenze la natura stessa del cinema. Alcune cose non convincono di questo film, che a parer mio è esagerato aver definito il miglior film del ventunesimo secolo, comunque questa storia d'amore tormentata, che si ripercuote nel tempo, va vissuta tutto d'un fiato e seppur lasci perplessi, al fine di tutto anche meravigliati per un'opera notevole di uno dei registi migliori di sempre. Voto: 7,5
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venerdì 29 maggio 2020
Jackie Brown (1997)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/05/2020 Qui - Un Tarantino più dimesso nei toni e che prova a prendersi più sul serio è quello di Jackie Brown, il film immediatamente successivo a "Pulp Fiction" e che molti fan del regista non amano particolarmente. Malgrado l'opera in questione non sia, a mio parere, fra le più ispirate del cineasta non lo considero un prodotto da buttare ma bensì un noir molto ben calibrato, posato e realistico. L'intreccio non è dei più geniali e in fin dei conti anche abbastanza prevedibile, ma il tocco di Tarantino c'è e questo impreziosisce non poco il titolo. I dialoghi brillanti, i personaggi incisivi (si ricordino gli attori del calibro di Samuel L. Jackson, Robert De Niro e Robert Forster, comunque bravissima Pam Grier) ed una bella colonna sonora (senza dimenticare la regia e la mitica scena nel negozio d'abbigliamento) rendono Jackie Brown un noir delizioso e da vedere, una revisione del genere assolutamente riuscita. Certo, forse la durata complessiva è eccessiva ed in alcuni punti il ritmo è compassato, non ci sono scene di violenza e la storia non è particolarmente incalzante, ma definirlo addirittura un fiasco è effettivamente esagerato. Però tra i film di Quentin resta uno dei meno belli che ho visto. Voto: 6,5
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martedì 5 marzo 2019
Attacco al potere 2 (2016)
Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2017 Qui - ATTACCO AL POTERE 2 (Azione Usa, Regno Unito 2016): Ho visto questo film perché avevo visto il primo che paradossalmente era più credibile di questo, dato che dall'attacco alla Casa Bianca da parte di Nord Coreani si passa ad un attentato islamico a Londra durante un funerale di Stato (anche se i recenti fatti farebbero pensare il contrario). Quello che non cambia è l'inossidabile Gerard Butler che ancora una volta salva da più che un impiccio il Presidente Americano. Ora no che il film è brutto, anzi, solo che l'azione seppur avvincente non viene accompagnata da niente di buono (musica zero, dialoghi assurdi e trama prevedibile). Per questo non arriva alla sufficienza un film che potrei solo consigliare agli amanti dell'action duro e senza fronzoli, ma senza aspettarsi granché. Voto: 5,5
giovedì 3 gennaio 2019
Survivor (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/06/2016 Qui - Survivor è un avvincente (ma abbastanza deludente) thriller-spy-action del 2015 diretto da James McTeigue, con protagonisti Milla Jovovich e Pierce Brosnan. Kate Abbott, impiegata del Dipartimento di Stato statunitense, è assegnata all'ambasciata americana di Londra dove si deve occupare di prevenire eventuali attacchi terroristici, ogni giorno infatti una lunga coda di persone chiede il visto per entrare negli USA. Dopo essere fortunosamente scampata all'esplosione in un locale dove hanno trovato la morte alcuni colleghi, si ritrova al centro di un intrigo internazionale senza minima colpevolezza, viene difatti accusata di delitti che non ha commesso (tra cui l'esplosione stessa) e viene perciò screditata da tutti. La sfortuna sembra quindi perseguitarla. Perché mentre un gruppo di terroristi progetta un attentato a Times Square, lei capisce che l'unica soluzione rimasta è la fuga cercando anche di dimostrare la sua innocenza mentre è inseguita dalla polizia (dai servizi americani, dalla polizia inglese, dagli attentatori) e dall'Orologiaio, uno dei killer più ricercati del mondo. Ostacolata anche dai suoi stessi colleghi che la credono una criminale, e dallo stesso killer (esecutore del piano), che cerca di farla fuori per permettere a un terrorista rumeno di poter andare negli Stati Uniti, dovrà fare di tutto per evitare che accada una tragedia, ovvero fermare un attacco terroristico previsto per la vigilia di Capodanno. E' difficile commentare questo film se nel corso degli anni si è stati abituati a prodotti di alto livello e comunque a vedere e rivedere questo tipo di pellicole, si può dire che se si sgombra la mente e ci si concentra solo sul film si può affermare che l'ora e mezza scorre veloce senza grandi picchi ma senza grosse cadute di stile. La trama, ma soprattutto i primi venti minuti, appaiono fin da subito davvero fragili, banali e pieni di falle, e così infatti si conferma per tutto il film. Ma nonostante ciò un punto a favore del film è dato però dal ritmo, che non manca mai e intrattiene come deve lo spettatore.
sabato 22 dicembre 2018
Automata (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 11/04/2016 Qui - Automata (Autómata) è un thriller fantascientifico del 2014, ambientato in un futuro apocalittico distopico. Il film è diretto da Gabe Ibáñez, con Antonio Banderas protagonista principale della pellicola. In un futuro prossimo (2044), il pianeta Terra e la sua superficie, è al centro di una progressiva desertificazione a causa dell'uomo. La razza umana, rintanata in malsani agglomerati urbani, è in piena lotta per la sopravvivenza, e vive in un ambiente divenuto ostile, in una terra regredita tecnologicamente e resa inabitabile da eccezionali tempeste solari, vaste lande desolate e inabitabili a causa proprio delle radiazioni, che prima hanno decimato gli uomini e poi li hanno costretti ad arroccarsi in megalopoli. Per combattere l'incertezza e la paura, e per supportare la condizione di una società in declino, la tecnologia ha creato il primo androide quantistico, l'Automata Pilgrim 7000. Ciò ha portato alla crescita esponenziale della ROC, la società leader nel campo dell'intelligenza robotica che ha stabilito protocolli di sicurezza utili a garantire sempre il controllo dell'uomo sulle macchine. Hanno due direttive inalterabili: non possono mettere a rischio nessuna forma di vita e non possono alterare se stessi in nessuna maniera. Ma disobbedendo alle leggi fondamentali che ne regolano l'attività (riferimento ad Asimov), e contravvenendo al rigido di protocollo di sicurezza integrato nella propria intelligenza positronica, i robot iniziano ad automodificarsi per poter sopravvivere indipendentemente dall'uomo. Come agente assicurativo per conto della ROC, Jacq Vaucan (Antonio Banderas), che ha il compito di indagare sui modelli difettosi di androide, sarà al centro di una specie di cospirazione. Durante una delle sue indagini infatti, scopre che alcuni robot si sono evoluti. Scopre che da qualche parte esiste qualcuno che sta modificando i robot per dargli una vita migliore. Ma il detective ben presto scoprirà i segreti e le vere intenzioni che si celano dietro l'Automata Pilgrim 7000 con profonde conseguenze sul futuro dell'umanità. Combattuto tra le responsabilità per la moglie incinta ed il desiderio di fuga verso l'Eden incerto di un Oceano sconosciuto e lontano, dovrà risolvere il suo caso in una lotta per la sopravvivenza contro gli spietati emissari della sua stessa compagnia decisi a celare le sconvolgenti ricadute di una verità scomoda e inquietante, diventando lui stesso oltre ai robot, una possibile minaccia per l'umanità.
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