Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/04/2023 Qui - Passo indietro per Ana Lily Amirpour che con A Girl Walks Home Alone at Night aveva mostrato discrete capacità di scrittura e di regia. The Bad Batch invece non mi ha convinto, soprattutto per una sceneggiatura poco pungente che non spiega molte cose ma si concentra sul concetto distopico del classico sogno americano. Un cast nella norma (simpatica la presenza di un quasi irriconoscibile Jim Carrey, totalmente inutile invece quella di Keanu Reeves) aggiunge poco alle assolate e polverose ambientazioni (alla Mad Max) di una storia poco originale (in verità "tutto fumo e niente arrosto") ma, comunque, vedibile senza fatica. Le premesse erano alte ma purtroppo sono rimasto deluso, lento con poca azione e noioso in alcune parti (con un finale piatto che, di fatto, non c'è e che lascia alquanto delusi). Buona dose di splatter, di trash e di violenza che quasi non ti aspetti e ti sorprende, però non basta. Voto: 5,5
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venerdì 28 aprile 2023
The Bad Batch (2016)
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Yolonda Ross
mercoledì 16 settembre 2020
Pokémon: Detective Pikachu (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/09/2020 Qui - Nessuna colpa da imputarsi ai Pokémon, alla sceneggiatura tutta la colpa, il primo film dei Pokémon realizzato in live action, non convince. Perché certo, meno peggio e meno straniante di quel che si potrebbe pensare, bisogna poi rendere atto al film che l'uso di tecnologia e effetti speciali è pregevole, riuscendo nel compito, già arduo di partenza, di mantenere intatta la sospensione dell'incredulità, peccato che, benché l'occhio voglia sempre la sua parte, non si tratta dell'unica parte in gioco. Il film, infatti (di Rob Letterman, quello del pregevolissimo Piccoli Brividi), un po' rifacendosi quanto possibile all'omonimo videogame da cui prende le mosse, un po' delineando una sua identità narrativa indipendente, manca tutti gli altri bersagli. La trama è debole, estremamente specifica (oltre il limite del ripetitivo) in alcuni punti quanto convenientemente ambigua in altri, i colpi di scena sono tutti prevedibili e, pur prevedendo un target di pubblico molto pronunciato verso il basso, poco gratificanti. I due personaggi umani principali, interpretati da Justice Smith e Katryn Newton, non se la cavano male ma il loro spazio viene divorato da un Pikachu efficace ma ingombrante, doppiato in lingua originale da Ryan Reynolds, di cui condivide l'ironia sfrenata e iconoclasta (sprecati Bill Nighy e Ken Watanabe). La combinazione straniante di comico e tenero funzionerebbe pure, se trovasse il giusto spazio e agisse di concerto con il resto del film, così, invece, risulta alquanto stridente. Resta a difesa del film la meraviglia visiva di un paio di sequenze brillanti, specie nella prima metà, e qualche trovata che strappa il sorriso. Quasi niente, comunque, che non si sia già visto, gestito meglio, in Zootropolis. Il finale è fiacco, e non basta la tematica della paternità, pazientemente intessuta, a riscattare a un epilogo audace. Voto: 5+
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lunedì 31 agosto 2020
Un giorno di pioggia a New York (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2020 Qui - Sempre il solito Woody Allen, non cambia mai, eppure ci fa fessi ancora una volta. Nel leggere la trama avevo storto un po' la bocca perché avevo immaginato la solita minestra, cosa che in fondo è, ma nella sua frivolezza e banalità egli riesce nuovamente a deliziare lo spettatore, non smentendosi affatto. Una storia (una sorta di viaggio di formazione in una New York che sempre perdere coordinate predefinite fa) carica di humor, dotata di dialoghi ironici e intelligenti, come spesso capita di trovare nei film del buon vecchio regista americano, capace di divertire e intrattenere senza sforzo alcuno, palesando anche nei momenti meno intensi una spinta emotiva e interessante negli interpreti e nelle loro caratterizzazioni. Unico neo (personale) l'antipatia nei confronti di Timothée Chalamet per colpa del suo personaggio geniale ed inconcludente al tempo stesso (anche se scegliere tra Elle Fanning e Selena Gomez non è affatto facile), un personaggio con i tratti tipici del personaggio Alleniano che comincia però a diventare cliché. Ma è davvero poca cosa e la riuscita del film non è in discussione. Un film delizioso con un Allen in velocità da crociera. Voto: 6
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domenica 4 novembre 2018
Scrivimi Ancora (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/01/2016 Qui - Scrivimi ancora è una commedia romantica basata sul romanzo bestseller rosa di Cecelia Ahern. Rosie e Alex sono legati da una forte amicizia sin dall'infanzia, si sono sempre raccontati tutto, compresi i sogni bizzarri di Alex (solo 2 a dir la verità e pure stupidi). La loro amicizia è già amore ma nessuno dei due riesce ad ammetterlo, e a partire da un bacio scambiato durante la festa ad alto tasso alcolico per i 18 anni di Rosie si innesca una catena di equivoci e rimandi che durerà per 12 anni. Rosie e Alex infatti fanno delle scelte sbagliate e rischiano di separarsi, ma grazie ad una fitta corrispondenza, fatta di lettere, e-mail, bigliettini, sms e cartoline riescono a preservare negli anni la loro 'amicizia'. Il regista segue tutti i canoni del genere, la storia di #ScrivimiAncora procede come una catena di fraintendimenti ed occasioni mancate, per tutto il film Rosie ed Alex si "quasibaciano", in diretto contrasto con le "scopate facili" delle recenti commedie americane che, ricorda con realismo europeo, nella realtà possono avere conseguenze assai spinose. Dialoghi freschi e divertenti, al contrario degli snodi, spesso meccanici, improbabili e gestiti facendo scomparire il personaggio di cui, in quel momento, non si vuole (o può) approfondire l'arco narrativo.
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