Visualizzazione post con etichetta Sarah Jessica Parker. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sarah Jessica Parker. Mostra tutti i post

martedì 31 ottobre 2023

Hocus Pocus 2 (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/10/2023 Qui - Non che ci si aspettasse granché da un sequel posteriore di quasi trent'anni, le (immortali) protagoniste avranno anche scoperto la pozione per l'eterna giovinezza ma non quella della forza dirompente che le animava. A questo si aggiungono delle co-protagoniste un po' anonime, il tutto vergato di una fastidiosa spruzzata di "politicamente corretto" che ha non poco stufato. Rimpiazzato metà cast (ma non Doug Jones), l'operazione nostalgia avrebbe avuto maggior impatto se si fossero richiamate anche le brave doppiatrici originali. Dirige la Anne Fletcher di Fuga in tacchi a spillo, un film niente affatto memorabile. Sequel infatti così così, fuori tempo massimo e con un'aria di ingenuità di troppo mancando di giocare con una piacevole atmosfera orrorifica (Salem può offrire di più). Qui la sceneggiatura rinuncia a qualsiasi tensione avventurosa per darci una commedia tout court con il trio di streghe sugli scudi (la Bette Midler sempre efficacemente in parte, un po' meno le sue socie) e un inno all'amicizia tra adolescenti (la trama abbastanza confusionaria non riesce ad appassionare, tantomeno a far ridere). Il prologo con le streghe bambine convince poco. Nel finale si cerca di buttarla sulla lacrima facile, ma anche qui si fallisce. Saranno state le aspettative troppo alte ma si tratta di un mediocre film che tutto sommato fallisce i suoi intenti. Deludente. Buone solo le musiche. Voto: 5+

Hocus Pocus (1993)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/10/2023 Qui - Simpatico film per ragazzi che ho rivisto, per curiosità e in previsione del sequel, dopo tantissimi anni. Che dire? Lo avessi valutato da ragazzino avrei votato sicuramente di più, ma adesso con più spirito critico, ne vedo i limiti ed ingenuità. Rimane un buon prodotto, con una funzionale colonna sonora e buoni effetti per l'epoca (è pur sempre la Disney in fondo) e credo che sia comunque ancora buono da far vedere ai bambini il giorno di Halloween, ma con un regista diverso (Kenny Ortega fa il classico compitino senza troppi complimenti) poteva essere anche un piccolo gioiello. Così com'è è un film godibile, ma niente di che, un film a cui alcune persone possono essere emotivamente affezionate, io personalmente rivedendolo oggi non sono stato molto colpito ma ha il suo perché ed una certa atmosfera. Dopotutto, invecchiato abbastanza bene, colorato in qualche circostanza e molto nero nei suoi toni di commedia, con una giovane Sarah Jessica Parker che si profonde in una serie di gran smorfie a fianco della mattatrice Bette Midler. Loro sono streghe, la notte è quella di Halloween e la circostanza perfetta per evocare ricordi della propria infanzia o atmosfere perdute. Il plot, naturalmente, è quello che è, prevedibile ma ci pensa qualche elemento simpatico (come il gatto parlante in stile Sabrina e lo Zombi) a rimettere a posto le cose. Un'occhiatina (ancora) merita. Voto: 6

mercoledì 31 agosto 2022

Ed Wood (1994)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2022 Qui - Singolare biografia di un regista assolutamente privo di talento (era definito il peggior regista del mondo) ma anche personaggio memorabile della Hollywood degli anni d'oro del cinema. Ed Wood è un atto d'amore nei confronti del cinema da parte di Tim Burton, un regista dal talento assoluto e visionario la cui capacità di creare suggestione è (anche qui) dimostrata da quest'opera che si avvale del prezioso contributo di Johhny Depp (vero alter-ego del regista) ma soprattutto di Martin Landau, valore aggiunto nei panni di un memorabile Bela Lugosi sul viale del tramonto. Un'opera che offre allorché una galleria di personaggi inverosimili ma reali, e decine di situazioni grottesche raccontate con sincera devozione. Una toccante parabola sulle aspirazioni di un perfetto incapace, reso tanto simpatico nella sua smisurata ingenuità (assimilabile per certi versi al Tommy Wiseau raccontato nella altrettanto singolare biografia The Disaster Artist) quanto convinto di poter parlare con Orson Welles da pari a pari. Adeguatissimi il bianco e nero e la musica. E tuttavia, tutto è abbastanza superficiale. Capiamo qualcosa in più solo nei titoli di coda, ma durante il film il tutto sa un po' di incompiuto. Non tra i miei preferiti, né tra i suoi migliori secondo me, ma davvero un buonissimo film, che fa venire voglia di vedere i film di Wood, pure con una certa indulgenza. Voto: 7

domenica 17 marzo 2019

Fuga dal pianeta Terra (2013)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/07/2017 Qui - Fuga dal pianeta Terra (Escape from Planet Earth), film d'animazione del 2013 diretto da Cal Brunker (co-sceneggiatore di Ortone e il mondo dei chiCattivissimo me e L'era glaciale 4: Continenti alla deriva), al suo debutto alla regia di un film cinematografico, e basato su un racconto di Tony Leech e Cory Edwards. Un film, un'avventura galattica divertente e godibile (il primo film della Rainmaker Entertainment ad essere distribuito nei cinema) che appunto ci racconta, da una prospettiva inconsueta, di buffi eroi venuti dallo spazio che per l'appunto dalla Terra vorrebbero scappare. I protagonisti, alieni blu del Pianeta Baab, talmente evoluti da avere una straordinaria stazione astronomica, la BASA, con a capo della Sala di Controllo un papà nerd, Gary Supernova, alle prese con la notorietà del fratello minore, astronauta a primo acchito "tutto muscoli e niente cervello", ossia il celebre Scorch Supernova che, durante una missione sul pericolosissimo Pianeta Oscuro (la Terra), da dove molti astronauti non sono più tornati, viene infatti fatto prigioniero (facendo perdere i suoi contatti e nientemeno che nell'Area 51) e quindi starà a Gary prendere il controllo della situazione (questa volta fisicamente) e salvare il fratello, per apparire un eroe anche agli occhi del figlio Kip, che adora lo zio e vorrebbe emulare le sue imprese. Una volta sulla terra perciò, grazie anche ad altri simpatici alieni dall'altissimo QI, imprigionati e costretti a creare una terribile macchina per il malvagio generale Shanker, cercheranno di fuggire e tornare (dopo tante difficoltà e gag divertenti) finalmente a casa.

giovedì 24 gennaio 2019

Tutte le strade portano a Roma (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 19/09/2016 Qui - Tutte le strade portano a Roma (All Roads Lead to Rome), è una commedia romantica che parte da un presupposto importante, ovvero da uno dei proverbi italiani più famosi, citato anche da Totò, ma purtroppo questo film del 2015 diretto da Ella Lemhagen, abolisce totalmente ciò, in più usa questa celebre frase per imbandire una tavola vuota negli intenti e priva di originalità nella sostanza, e addirittura ci scrive una canzone bruttissima. Brutta come il film, banale, superficiale, stereotipato (e tanto, a usi e costumi italiani), scontato, prevedibile ed ovviamente piena di cliché. Difatti questo film di produzione Italo-Americana (soprattutto a stelle e strisce) comincia davvero in modo assurdo, con la protagonista Sarah Jessica Parker, nella parte di Maggie, una quarantenne single di New York, che spiega alla figlia Summer (Rosie Day), una diciassettenne dal carattere ribelle, in viaggio verso Roma per una vacanza di come l'Italia sia un paese tremendamente corrotto, dove il cibo è così buono che dalla spazzatura alcuni si cibano e dove una una giornalista (Paz Vega sempre bella come ne Il caso Novack) ha la possibilità di inventarsi una notizia a cui tutti credono per poi ribaltarla e condizionare perfino il giudizio della polizia (arma come sempre di scarso rilievo e ingenua) che non si prende cura di verificare come stanno fatti e testimonianze ma che credono a tutto ciò che dice la televisione.