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mercoledì 17 giugno 2020

Rambo - Last Blood (2019)

Titolo Originale: Rambo: Last Blood
Anno e Nazione: USA 2019
Genere: Azione, Avventura, Thriller
Produttore: Avi Lerner, Yariv Lerner
Kevin King Templeton, Les Weldon
Regia: Adrian Grunberg
Sceneggiatura: Matthew Cirulnick, Sylvester Stallone
Cast: Sylvester Stallone, Paz Vega, Sergio Peris-Mencheta
Adriana Barraza, Yvette Monreal: Gabrielle, Genie Kim
Óscar Jaenada, Joaquín Cosío
Durata: 89 minuti

Quinto capitolo della saga con Sylvester Stallone.
In Messico per salvare la nipote rapita, Rambo sfida una banda di criminali implicati nel commercio sessuale di ragazze.

sabato 9 febbraio 2019

La regola del gioco (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 25/11/2016 Qui - La regola del gioco (Kill the Messenger), political drama (del 2014) ottimamente architettato ed interpretato da un Jeremy Renner sempre più impegnato (questo è anche il suo primo film da produttore) e qui in forma veramente smagliante, nei panni di Gary Webb del quale racconta la difficile battaglia nel far emergere la verità su uno dei molteplici scandali della CIA (uno di quei soliti scandali che il governo americano ha più interessi a mascherare piuttosto che ammettere le enormi responsabilità del gioco sporco) e diffonderla. Inutile dunque ribadire che il film si ispira non solo a una storia vera, quella del tenace giornalista di una piccola e indifferente testata giornalistica, ma racconta in modo coerente e lucido di fatti realmente avvenuti (e frettolosamente insabbiati), fatti raccontati dallo stesso Webb nel libro Dark Alliance sui cui si basa il film di Michael Cuesta, regista che ha fatto tanta gavetta in tv (S.F. Under, Dexter, Homeland), insieme ai libro Kill the Messenger di Nick SchouLa regola del gioco infatti riporta alla luce del sole degli scandali che vennero a galla solo negli anni '90 (ma riguardanti la decade precedente) grazie al meticoloso e alquanto ostacolato lavoro investigativo di Webb che riusci a scoprire il coinvolgimento della CIA nello spaccio di droga (cocaina) negli USA. Droga che aveva come principali destinatari la popolazione afro-americana, e il ricavato delle vendite andava a sostenere i Contras del Nicaragua nella loro lotta per destabilizzare il governo comunista. E per raccontare ciò il regista e lo sceneggiatore (Peter Landesman), scelgono il metodo più semplice e popolare possibile, seguendo rigorosamente lo schema di altre pellicole del genere (Tutti gli Uomini del Presidente, State of Play, Insider, etc.), non aggiungendo nulla di particolarmente innovativo al canovaccio, ma in modo semplice ed avvincente riesce a raccontare una storia, una storia ovviamente interessante. Difatti nel film vengono riportate tutte le fasi dell'inchiesta iniziata e portata avanti dal giornalista che, per puro caso come spesso accade (anche se in questo caso grazie all'avvenente pupa di un boss del narcotraffico, una stupenda Paz Vega), viene in possesso di un documento che proverebbe un certo intrallazzo tra agenti governativi ed i Contras, il tutto sommato a qualche discrepanza tra la mole di droga in circolazione allora nel paese e l'effettivo potere di spaccio dei gruppi malavitosi realmente conosciuti. Ma il film non si limita a questo perché le sue indagini, che iniziano ad essere scomode un po' per tutti, lo porteranno a sprofondare, contro di lui infatti inizia una campagna diffamatoria, che colpirà anche la sua famiglia, che lo porterà vicino al suicidio.

giovedì 24 gennaio 2019

Tutte le strade portano a Roma (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 19/09/2016 Qui - Tutte le strade portano a Roma (All Roads Lead to Rome), è una commedia romantica che parte da un presupposto importante, ovvero da uno dei proverbi italiani più famosi, citato anche da Totò, ma purtroppo questo film del 2015 diretto da Ella Lemhagen, abolisce totalmente ciò, in più usa questa celebre frase per imbandire una tavola vuota negli intenti e priva di originalità nella sostanza, e addirittura ci scrive una canzone bruttissima. Brutta come il film, banale, superficiale, stereotipato (e tanto, a usi e costumi italiani), scontato, prevedibile ed ovviamente piena di cliché. Difatti questo film di produzione Italo-Americana (soprattutto a stelle e strisce) comincia davvero in modo assurdo, con la protagonista Sarah Jessica Parker, nella parte di Maggie, una quarantenne single di New York, che spiega alla figlia Summer (Rosie Day), una diciassettenne dal carattere ribelle, in viaggio verso Roma per una vacanza di come l'Italia sia un paese tremendamente corrotto, dove il cibo è così buono che dalla spazzatura alcuni si cibano e dove una una giornalista (Paz Vega sempre bella come ne Il caso Novack) ha la possibilità di inventarsi una notizia a cui tutti credono per poi ribaltarla e condizionare perfino il giudizio della polizia (arma come sempre di scarso rilievo e ingenua) che non si prende cura di verificare come stanno fatti e testimonianze ma che credono a tutto ciò che dice la televisione.

venerdì 28 dicembre 2018

Il caso Novack (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 02/05/2016 Qui - Il caso Novack (Beautiful & Twisted) è un film del 2015 diretto da Chris Zalla e ispirato ad un fatto realmente accaduto negli Stati Uniti (nel 2009), che racconta la storia di Ben Novack jr (un convincente Rob Lowe), erede milionario della fortuna del Miami Beach Hotel, e di sua moglie Narcy, una spogliarellista mozzafiato (Paz Vega in forma straordinaria, sensuale e bellissima) che non passa di certo inosservata. Il loro intenso rapporto di coppia, basato su pratiche fetish e sadomaso, si trasforma presto in un matrimonio in cui coesistono inspiegabilmente amore e sfiducia. Un giorno però, quando Ben viene brutalmente assassinato, trovato ucciso in un hotel, la prima su cui ricadono i sospetti è proprio Narcy (di origini latine), a causa della rete di comportamenti devianti di cui è al centro. Non solo, è anche indagata anche per l'omicidio della suocera. Questa è una delle incredibili storie americane, fatti così 'strani' da non sembrare credibili, come ho dubitato seriamente ad un certo punto ma è tutto dannatamente vero. In questo thriller dove sesso e bugie la fanno da padrone, non passa inosservata la Vega che qui esibisce tutto il suo splendore nei panni di una donna instabile che per avere ciò che vuole è disposta ad eliminare come ostacolo sulla sua strada anche sua figlia. Immaginatevi quindi il soggetto, aggiungeteci certe scene sexy (d'altronde è una spogliarellista), auto da corsa, fumetti, tanti soldi, viaggi, case e tutto il 'cucuzzaro' e vedrete che non ve ne pentirete quando deciderete di vedere questo interessantissimo nonché avvincente ed intrigante thriller che consiglio caldamente. S.V.