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domenica 17 marzo 2019

Fuga dal pianeta Terra (2013)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/07/2017 Qui - Fuga dal pianeta Terra (Escape from Planet Earth), film d'animazione del 2013 diretto da Cal Brunker (co-sceneggiatore di Ortone e il mondo dei chiCattivissimo me e L'era glaciale 4: Continenti alla deriva), al suo debutto alla regia di un film cinematografico, e basato su un racconto di Tony Leech e Cory Edwards. Un film, un'avventura galattica divertente e godibile (il primo film della Rainmaker Entertainment ad essere distribuito nei cinema) che appunto ci racconta, da una prospettiva inconsueta, di buffi eroi venuti dallo spazio che per l'appunto dalla Terra vorrebbero scappare. I protagonisti, alieni blu del Pianeta Baab, talmente evoluti da avere una straordinaria stazione astronomica, la BASA, con a capo della Sala di Controllo un papà nerd, Gary Supernova, alle prese con la notorietà del fratello minore, astronauta a primo acchito "tutto muscoli e niente cervello", ossia il celebre Scorch Supernova che, durante una missione sul pericolosissimo Pianeta Oscuro (la Terra), da dove molti astronauti non sono più tornati, viene infatti fatto prigioniero (facendo perdere i suoi contatti e nientemeno che nell'Area 51) e quindi starà a Gary prendere il controllo della situazione (questa volta fisicamente) e salvare il fratello, per apparire un eroe anche agli occhi del figlio Kip, che adora lo zio e vorrebbe emulare le sue imprese. Una volta sulla terra perciò, grazie anche ad altri simpatici alieni dall'altissimo QI, imprigionati e costretti a creare una terribile macchina per il malvagio generale Shanker, cercheranno di fuggire e tornare (dopo tante difficoltà e gag divertenti) finalmente a casa.

venerdì 18 gennaio 2019

Joker: Wild Card (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/08/2016 Qui - Joker: Wild Card (2015) è un remake, che in questi periodi va tanto di moda, del film Black Jack del 1986 con Burt Reynolds. A loro volta son tratti dal romanzo Heat di Goldman (vincitore di due premi Oscar, migliore sceneggiatura originale nel 1970 per il film Butch Cassidy e nel 1977 l'Oscar alla migliore sceneggiatura non originale per il film Tutti gli uomini del presidente) del 1985, anche se in questo caso scrive anche la sceneggiatura del film. Un film diretto da Simon West, che diresse il mitico Con Air del 1997 con Nicolas Cage in forma smagliante (la sua carriera da regista di film cominciò proprio da lì) e regista anche di Lara Croft: Tomb Raider (il primo tratto dal famosissimo videogioco), Chiamata da uno sconosciuto, Professione assassino e I mercenari 2, entrambi con protagonista Jason Statham (lo stesso di questa pellicola) e Stolen di nuovo con Cage. Ma tornando al film in questione Joker: Wild card racconta di Nick Wild, compulsivo giocatore d'azzardo, che si guadagna da vivere fornendo protezione come accompagnatore, proteggendo ricchi scommettitori che cercano fortuna a Las Vegas. E' anche un po' un tutto fare: li protegge, li aiuta a far la figura dei duri per conquistare le donne e li guida alla scoperta della città che lui sogna prima o poi di lasciare. Il suo lavoro però prende una piega differente, trasformandosi in guerra personale, quando Holly, una sua vecchia compagna, viene brutalmente violentata e picchiata da un mafioso principe dell'azzardo e dai suoi scagnozzi. Inizierà così una pericolosa vendetta. Joker: Wild card, con tutte le sue migliori intenzioni è però un film a fasi alterne, a volte ci regala momenti di pura azione avvincenti, a volte casca davvero malamente nel ridicolo. Il punto debole è anche qui, come tanti altri (sceneggiatori) che credono che bastino poche inquadrature per trasmettere al pubblico il "vissuto" di un personaggio che vogliono trasporre da un libro appunto in immagini (dimenticando quasi sempre che al cinema lo spettatore deve essere condotto per mano con vari flash-back, non può essere abbandonato a se stesso cercando di inquadrare la storia e il retroterra che ne consegue senza nessun aiuto) nella sceneggiatura che fa acqua davvero spesso, e i dialoghi sono talvolta imbarazzanti e superficiali. Un film infatti non è un libro dove una pagina si può rileggere, dove si può anche tornare qualche capitolo indietro, un film deve trasmettere alla perfezione e immediatamente allo spettatore il suo significato se vuole che la visione sia piacevole. Nel caso di questo film dove sono le tensioni che travolgono il povero Nick Wild? Solo nel finale ne scopriamo alcune, chi tipo di persona è Nick Wild? anche in questo caso tocca a noi immaginarlo. Il film perciò non riesce ad impressionare, vi è una chiara volontà del regista di creare un'atmosfera malinconica e decadente (la musica Blue Christmas di Elvis Presley è perfetta) ma purtroppo ne riesce una 'cozzaglia' condita dallo stile trash dei picchia-duro non coerente ne spiazzante.

sabato 15 dicembre 2018

Fuga in tacchi a spillo (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/03/2016 QuiFuga in tacchi a spillo (Hot Pursuit) è un film del 2015, con protagoniste Reese Witherspoon e Sofía Vergara. Cresciuta sul sedile posteriore di una macchina della polizia, Rose Cooper è diventata un'agente tutta d'un pezzo portata a combinar guai dal suo eccesso di zelo. Lei, sempre ligia nel rispetto delle regole, impermeabile (suo malgrado) al fidanzamento, è nota nella sua stazione di polizia dopo un colpo partito nei confronti del figlio del sindaco, da qui il termine "cooperata". Confinata per anni ad archiviare le prove in un bugigattolo della centrale, ottiene finalmente l'incarico di uscire per scortare a Dallas la moglie di un pentito del clan di Cortèz, boss del narcotraffico. Presto, la piccoletta e rigida (un po' ottusa poliziotta) Cooper e la slanciata signora Riva, una scoppiettante vedova, tutta curve e diamanti in valigia, si ritroveranno ad essere le uniche sopravvissute ad un'imboscata: una strana coppia in fuga dai proiettili e in perenne battibecco reciproco, un viaggio attraverso il Texas, a braccarle, poliziotti corrotti e spietati killer a pagamento, trovandosi così coinvolte in una storia molto complicata e pericolosa. Ma quando i ciak sbagliati riproposti sui titoli di coda sono la sequenza forse più divertente del film, non ci vuole un tesserino da detective per capire che c'è qualcosa che non va.