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sabato 30 luglio 2022

Durante la tormenta (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2022 Qui - Altra perla di Oriol Paulo che dopo Contrattempo mette in piedi un altro thriller rompicapo dal ritmo serrato e disseminato di colpi di scena. Stavolta il terreno è quello dei paradossi temporali (alla Timecrimes): complici una tempesta (Donnie Darko) e le onde elettromagnetiche (Frequency), la protagonista crea una versione alterata del presente (Butterfly Effect) e deve sistemare le cose prima che un fulmine colpisca l'orologio della scuola (Ritorno al futuro). Divertente juke box di genere che non si può non amare. Tolti infatti i punti deboli (fragilità insite in una sceneggiatura così delicata, alcuni passaggi erano sicuramente evitabili), la pellicola (produzione Netflix) è buona, molto buona, maneggia un tema delicato come quello dei viaggi nel tempo, senza risvegliare scomodi paradossi e anzi giocando con gli stessi in maniera fluida e lo fa in un'abile fusione col genere thriller che arricchisce di emozioni la visione. Bravi, molto bravi, anche gli attori, con in testa la bella Adriana Ugarte. Il finale poteva osare di più, piuttosto che virare sull'epilogo più scontato ma nel complesso: promosso a pieni voti. Non esaltante quanto il precedente, ma Oriol Paulo si riconferma abile. Voto: 6,5

venerdì 31 maggio 2019

Desconocido: Resa dei conti (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2018 Qui - Opera prima del regista spagnolo Dani de la TorreDesconocido: Resa dei conti (El desconocido), film del 2015 interpretato dai premi Goya Luis Tosar (Ma ma: Tutto andrà bene), Javier Gutiérrez Álvarez (La Isla Minima) e Goya Toledo, che ha conteso a Truman la gran parte dei riconoscimenti ai Premi Goya 2016, aggiudicandosi però solo un paio di vittorie nelle categorie tecniche, premi tuttavia significativi come il miglior sonoro e il miglior montaggio, e in effetti il montaggio è frenetico e adrenalinico in questo film (che mescola thriller, azione e dramma) angosciante e ben fatto (che ricorda film americani come Speed o In linea con l'assassino, ma anche il personalmente deludente Locke), che prende lo spettatore dall'inizio in una spirale senza apparente via di uscita, è un film che fa della suspense il suo punto di forza, fedele ai canoni del genere. Per questo il thriller, che racconta di un dirigente di banca deciso e spregiudicato che si ritrova in una situazione altamente letale in compagnia dei suoi due figli, ovvero quando un interlocutore sconosciuto (appunto Desconocido) che per ricatto dice che sull'auto c'è una bomba (cosa che se vera o bluff porterà comunque il protagonista su una strada pericolosa), un film che si ispira al caso spagnolo della vendita delle "Participaciones Preferentes", un prodotto finanziario ad alto rischio venduto da alcune banche spagnole ai propri clienti senza dar loro alcuna informazione, è un thriller adrenalinico e coinvolgente che riesce a coniugare intrattenimento e critica sociale, con una feroce analisi della spregiudicatezza del sistema bancario e delle drammatiche conseguenze umane che ne sono derivate.

domenica 3 marzo 2019

La Isla Minima (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 15/03/2017 Qui - Le sorprese al cinema e in tv sono sempre ben accette e quando sono positive come in questo caso lo sono di più. Perché La Isla minima, film spagnolo del 2014 diretto da Alberto Rodríguez, è veramente un bel film, fatto bene e recitato altrettanto. Un gradevolissimo thriller di grande equilibrio complessivo girato in luoghi suggestivi e "complici" di una trama assolutamente coinvolgente. Due investigatori cercano chi ha ucciso delle giovani ragazze, una storia già vista ma che in questo film assume un carattere particolare, per l'ambientazione nel sud della Spagna e per un'atmosfera densa, vischiosa che rende tutto molto complesso. Siamo difatti abituati a vedere poliziotti in azione, ne conosciamo le dinamiche e il modus operandi quando sono a caccia di un assassino. Il regista invece gioca la carta del contesto sociale per raccontare un caso di cronaca nera, inserendo elementi politici anche nella vita dei due investigatori, uno democratico e l'altro compromesso con il franchismo. Ma ciò che colpisce veramente è il paesaggio, la palude presentata in riprese zenitali per mostrare le sue trame, le anse contorte, gli uccelli che si alzano in volo in tramonti surreali. Il film infatti è impreziosito da una ambientazione davvero molto suggestiva ed è proprio su quella che il regista gioca le sue carte migliori (ed anche più originali). I paesaggi acquatici e bucolici magnificamente fotografati (che dimostrano un notevole gusto estetico del regista) che fanno da cornice al racconto, rappresentano infatti il vero elemento catalizzate e vincente (insieme al contesto storico, qui fondamentale anche se poco utilizzato, dato che il regista non si sporca le mani ma tocca in maniera delicata gli avvenimenti politici senza metterci il carico, a mio avviso poteva osare di più, colpevole di farlo solo nel finale) che (più ancora del plot narrativo fine a se stesso abbastanza convenzionale per il genere) rende ambiguo e coinvolgente il risultato proprio perché capace di amplificare alla massima potenza l'atmosfera di tensione latente che il film trasmette allo spettatore e a far diventare più palese e disturbante il clima morboso, malsano e angosciante che si respira intorno a questa storia ambientata nel settembre del 1980, e quindi già in era post-franchista, ma quando la lunga, perniciosa dittatura era ancora ben fresca nella memoria dell'intero popolo spagnolo e ne condizionava ancora il pensiero, anche con inaspettate punte di nostalgia che il regista ben stigmatizza, come se i fantasmi del passato continuassero ancora a riecheggiare lugubremente con la loro pesante carica di sopraffazione.

domenica 18 novembre 2018

Zip&Zap e il club delle biglie (2013)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2016 Qui - Zip&Zap e il club delle biglie è un divertente film per ragazzi del 2013, basato sui personaggi inventati dal fumettista spagnolo José Escobar Saliente. Le storie di Zip e Zap (nella versione originale Zipi e Zape), sono state pubblicate per la prima volta nel 1946, sono stati (i due pestiferi e ingegnosi gemelli) protagonisti anche di una serie animata. Sbarcati sul grande schermo, i due ragazzi vivranno una magica estate. Zipi e Zape, due gemelli scaltri e intelligenti che si distinguono solo per il diverso colore di capelli, sono ammessi alla Esperanza, una scuola collegio dove sono vietati i giochi. In punizione per aver truccato un esame, decidono di fondare insieme ad altri ragazzi, il Club delle Biglie, una sorta di lega di resistenza formata dai bambini per sfidare l'autorità degli adulti, una banda pronta a tutto per sfidare soprattutto l'autorità del perfido preside dell'istituto. Scopriranno un misterioso segreto che si nasconde nella scuola, vivendo l'avventura più emozionante della loro vita. Secondo il preside, i bambini per crescere non dovrebbero solo giocare, solo rispettare rigide regole, ma non è sempre la strada giusta, ma lo capirà troppo tardi. Grazie alla loro verve affronteranno una ingegnosa, quanto incredibile, caccia al tesoro, Non mancherà una certa rivalità per aggiudicarsi le attenzioni della ragazza della banda, ma capiranno che c'è tempo per l'amore. Tante scene buffe e veramente divertenti, con incredibili scenografie, qualche buon effetto speciale, una buona dose di divertimento e tanta energia. Un film per tutti, soprattutto per ragazzi, ma che intrattiene e diverte abbastanza. Voto: 6