Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/10/2023 Qui - David Gordon Green effettua dei cambiamenti importanti in quest'ultimo capitolo della sua trilogia e direi anche coraggiosi, non si limita a fare il compitino, purtroppo però alla fine non si può dire che sia un capitolo convincente. Halloween Ends è confusionario, sembra più un capitolo di mezzo che finale, ci sono diverse situazioni già viste, alcuni dialoghi sembrano buttati li. Ed è un peccato perché non era iniziato male e la prima parte dopotutto mi aveva coinvolto. Poi però la questione sociale accennata in Halloween Kills, viene riproposta qui in un modo non riuscito a mio avviso, ovvero il ragazzo che per sbaglio aveva ucciso il bambino (non è uno spoiler ma è l'inizio del film) diventa progressivamente uno psicopatico per colpa della popolazione che lo bullizza di continuo. Se l'idea non era male, la realizzazione purtroppo non convince con Michael Myers e Laurie Strode troppo in secondo piano. Si salva solo per il finale (seppur fin troppo esagerato, tanto da risultare quasi cartoonesco), che sembrerebbe essere in qualche modo definitivo, ed è lecito auspicarsi che lo sia. Qualche buon omicidio, un paio di trovatine gustose (quanto meno la resa dei conti tra i due storici contendenti non è male), ma nel complesso un po' fiacco, in pratica deludente. Insomma questa trilogia che non era iniziata male, però finisce in calando e purtroppo si rivela un'occasione mancata. Voto: 5
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martedì 31 ottobre 2023
Halloween Ends (2022)
Labels:
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John Carpenter,
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Slasher thriller,
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mercoledì 31 agosto 2022
Halloween Kills (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2022 Qui - Secondo capitolo della nuova trilogia di Halloween diretta (nuovamente) da David Gordon Green. Seguito che amplifica il ri-collegamento col primo capitolo, sia con i flashback, sia con i personaggi (c'è Anthony Michael Hall che interpreta la versione adulta del bambino accudito da Laurie nel primo capitolo del 1978 di John Carpenter, ma ce ne sono anche altri). Ottima l'idea anche di continuare direttamente dalla fine del film del 2018 (qui) e si può dire che Halloween Kills è una gioia per gli amanti dello slasher, ovvero sangue e splatter a fiumi, la macchina di morte Michael Myers contro la cittadina. I difetti però non mancano, da alcuni dialoghi imbarazzanti a situazioni un po' forzate, che sono perdonabili nell'ottica di non aspettarsi nulla di eclatante. C'è anche una venatura di critica sociale a dir la verità non incisivissima. Buona in ogni caso la confezione, che come nel precedente cerca di non discostarsi troppo dall'originale, e molto fantasiosi alcuni omicidi. C'è anche una spruzzata di ironia che non guasta. La musica creata da John Carpenter ci è ormai entrata in testa ed il film è godibile. Il finale aperto preannuncia il duello definitivo tra Myers e la Strode (ultimi 30 minuti che valgono il film). Voto: 6+
giovedì 30 giugno 2022
La notte del giudizio per sempre (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/06/2022 Qui - Al di là di uno script superficiale e poco curato (che si concentra
sulle estreme conseguenze di un atto scellerato protratto senza
apparenti limiti di tempo), questo ennesimo capitolo, il quinto di una
serie piuttosto fortunata e abbastanza riuscita (diretto dallo sconosciuto non per caso Everardo Gout), mostra qualche momento
action e tensivo ben orchestrato, riuscendo nell'intento di regalare una
visione abbastanza fluida e senza troppe incongruenze, nonostante
qualche dialogo banale, alcune dinamiche ripetitive e un cast non sempre
all'altezza del compito. Trovo però che tutto questo "sfogo" comincia a
essere monotono e troppo scontato e forse sarebbe ora di dargli un
taglio diverso, o definitivo, che già il quarto (non esattamente
riuscito) lasciasse intendere. Perché l'idea è buona, le realizzazioni
anche, ma ormai siamo alla frutta. Spero insomma che sia l'ultimo film.
Voto: 5,5
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lunedì 31 maggio 2021
Minari (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2021 Qui - Il quasi esordiente Lee Isaac Chung racconta una famiglia in cattività, dove ognuno è alla ricerca della propria realizzazione e fondamentalmente di una collocazione identitaria in una terra che non è ancora propria. La mancanza di collaborazione in questa ricerca porta ad un'ovvia crisi che rischia di far saltare definitivamente il già fragile equilibrio, ma è solo quando la crisi, letteralmente, esplode che i protagonisti ritroveranno ciò che è più importante per loro: l'amore famigliare. Minari è una storia insolita e delicata, intima, capace di emozionare e di far sorridere, che vede nella coppia nonna-nipote, il più grande il più piccolo del nucleo, il punto di interesse attorno al quale ruota la storia e che simbolicamente la rappresenta nel suo andamento. Minari è un film dolce e amaro che mostra la demistificazione del sogno americano, le aspirazioni, i sentimenti e le emozioni di una famiglia coreana emigrata negli Stati Uniti in cerca di fortuna. La prima sensazione che ho avuto era che fosse un reboot di Un affare di famiglia, poi passano i primi 10 minuti e il film cresce, ma non fa meglio di quel bellissimo film. Ecco, a mio avviso manca quel qualcosa in più che quel film aveva, ma comunque sia mi è piaciuto abbastanza. Minari infatti, sorprende ugualmente e in positivo per la sua leggerezza e sensibilità, non forzando niente per cercare di stupire. Si apprezza, inoltre, come è stata dettagliatamente rappresentata una famiglia emigrata (eccetto il piccolo David) con tutti i suoi problemi annessi, senza mai cadere nel melodrammatico. La regia è al servizio della storia, come lo sono le note del commento musicale. Quest'ultimo soprattutto ho apprezzato in particolar modo, bellissima è difatti la dolcissima colonna sonora originale. Bravi tutti gli attori: Yoon Yeo-jeong nella parte della nonnina fuori come un balcone ha vinto l'Oscar per la migliore interpretazione di non protagonista (l'unico a fronte delle 6 candidature), l'abbiamo già vista in The Housemaid (2010) e In Another Country (2012), Steven Yeun lo avevamo visto recitare la parte dell'amico ricco e viziato nel film Burning di Lee Chang-dong del 2018. La storia è proprio carina e lascia qualcosa al termine della visione, davvero un bel film. Voto: 7
mercoledì 7 agosto 2019
Halloween (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 06/08/2019 Qui
Tema e genere: Slasher thriller/horror, sequel diretto di Halloween - La notte delle streghe del 1978.
Tema e genere: Slasher thriller/horror, sequel diretto di Halloween - La notte delle streghe del 1978.
Trama: Quarant'anni dopo la strage di Halloween, la sopravvissuta Laurie Strode è ancora perseguitata dal ricordo di Michael Myers. Intanto, Michael sta per essere trasferito in un altro manicomio.
Recensione: A 40 anni esatti (ora 41) dall'uscita del primo, indimenticato Halloween (1978) del Maestro John Carpenter, David Gordon Green dirige un sequel che sceglie sapientemente (e genialmente) di ignorare gli altri nove capitoli (tra sequel, remake e reboot) della saga realizzati nel frattempo. Una buona premessa: se il film originale ha difatti retto bene alla prova del tempo ed è ancora oggi considerato un pilastro, non si può dire altrettanto degli episodi successivi, dimenticabili quando non proprio evitabili (anche se ne avrò visti al massimo due). Undicesimo film della saga, Halloween infatti (che riparte dall'essenziale: Laurie e Michael, la vittima e il carnefice) rinnega la quasi totalità delle dieci pellicole che l'hanno preceduto, prendendo per buoni solo gli eventi accaduti nel primo film firmato da John Carpenter, e fa centro. Perché con questo nuovo Halloween, David Gordon Green rispetta la regola non scritta per un sequel di successo, ovvero un giusto mix fra innovazione e richiami all'originale. Fin dai titoli di testa, ripresi da quelli del film di Carpenter sia nell'indimenticabile accompagnamento sonoro sia con il font, veniamo infatti coinvolti in quella che è sostanzialmente una versione riammodernata dell'originale, dal quale diverge in pochi ma basilari punti. Siamo di nuovo nella famigerata notte delle streghe, in cui avviene nuovamente un'altra fuga dall'ospedale psichiatrico, che dà inevitabilmente vita a un'altra mattanza di giovani locali, coinvolti nelle più disparate attività ricreative, e di chiunque si metta sulla strada del feroce Michael Myers. Attenzione però, perché se queste premesse potrebbero fare pensare a un prodotto puramente derivativo, privo di qualsiasi spunto originale e volto a replicare pedissequamente i punti di forza del cult del 1978, non è così. L'Halloween del 2018 è infatti un film tutto sommato godibile, che rende onore alla pietra miliare del cinema di cui porta il nome, pur senza avvicinarsi neanche alla sua grandezza. L'intuizione migliore del regista è certamente la scelta di creare una sorta di filo invisibile che collega Michael Myers alla sua mancata vittima Laurie Strode, influenzandone ogni loro comportamento e azione e facendoli attrarre come due magneti di poli opposti. Il tema portante del film è l'ossessione, sopita per 40 anni e pronta a riaccendersi nel caso di Myers e tormento per quando riguarda Laurie, capace di costruire una vera e propria panic room all'interno della propria abitazione, per proteggersi da qualsiasi attacco esterno. La dolce e determinata Laurie dell'Halloween del 1978 è ormai solo un pallido ricordo, che ha lasciato posto a una donna sola e rancorosa, incapace di tenere legati a se i propri affetti e incline a una violenza che, seppur in chiave difensiva, la rende non così lontana dalla ferocia del suo aguzzino di 40 anni prima. Le ossessioni di Laurie e Myers sono contagiose, e portano ad allargare il conflitto a persone di passaggio e soprattutto a figlia e nipote della prima. Inevitabile quindi, visto anche il periodo, un finale all'insegna del girl power, in cui 3 generazioni si riuniscono per fronteggiare la personificazione stessa del Male. Rispetto all'originale, questo Halloween è decisamente più esplicito, e replica solo in sporadici momenti il gusto per il dettaglio nell'inquadratura di John Carpenter (uno dei quali è una piacevole apparizione di Laurie in puro stile Myers).
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sabato 3 novembre 2018
The november man (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 07/01/2016 Qui - The november man è uno spy thriller del 2014 con risvolti action con la coppia Brosnan-Kurylenko. Sembra tornato nei panni di 007 Pierce Brosnan in questo film, interpreta infatti un ex agente della CIA (Peter Deveraux) che viene richiamato in servizio per una missione personale, ma si ritroverà suo malgrado coinvolto in un gioco mortale di cui fanno parte il governo degli Stati Uniti e il presidente della Russia. Non solo, si troverà a dover proteggere un'importante testimone, Alice Fournier, che sta nascondendo il suo passato e che possiede la chiave di una cospirazione internazionale, e che lo renderà il bersaglio di un suo ex amico ed ex allievo. Non potrà fidarsi di nessuno e sarà costretto a utilizzare metodi estremi per fare quello che deve essere fatto. Una buona spy story, con un taglio classico che gli amanti del genere sicuramente apprezzeranno. Bravi gli attori, splendida come sempre Olga Kurylenko, giusto ritmo, velocità e azione, trama adeguatamente intricata ma non troppo, verso il finale tutto diventa chiaro. Piacevole, consigliato, ma senza aspettarsi un capolavoro, non c'è niente di nuovo all'orizzonte, solo un sapiente utilizzo dei canoni tradizionali. Voto: 6-
mercoledì 19 settembre 2018
Il quarto tipo (2009)
Mini recensione pubblicata su Pietro Saba World il 02/09/2015 Qui - Il quarto tipo (USA, 2009), è andato in onda in prima serata su Italia2 qualche tempo fa. E' un mockumentary che narra i misteriosi eventi che si verificano da oltre quarant'anni nella cittadina di Nome, in Alaska, legati ai rapimenti alieni. Il titolo del film si riferisce alla classificazione utilizzata dagli ufologi riguardo agli incontri ravvicinati con gli alieni, in cui il quarto tipo denota un rapimento alieno. All'inizio, Milla Jovovich (che si sforza di farsi prendere sul serio come attrice: qualcuno deve averle detto di recitare per sottrazione, ma il risultato è la monotonia espressiva) ci spiega che lei è un'attrice e nel film interpreta la dottoressa Abigail Tyler, in una ricostruzione drammatica di fatti avvenuti nei primi giorni dell'ottobre del 2000 nella città di Nome in Alaska. Per proteggere la privacy delle persone coinvolte, i nomi sono stati cambiati e ci viene detto che qua e là il regista ha inserito del reale materiale d'archivio, girato dalla stessa Abbey. Ed è proprio la "vera" Abbey a comparire nella prima intervista, con il volto contratto e scavato, per cominciare a raccontare l'accaduto.
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