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giovedì 30 giugno 2022

La notte del giudizio per sempre (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/06/2022 Qui - Al di là di uno script superficiale e poco curato (che si concentra sulle estreme conseguenze di un atto scellerato protratto senza apparenti limiti di tempo), questo ennesimo capitolo, il quinto di una serie piuttosto fortunata e abbastanza riuscita (diretto dallo sconosciuto non per caso Everardo Gout), mostra qualche momento action e tensivo ben orchestrato, riuscendo nell'intento di regalare una visione abbastanza fluida e senza troppe incongruenze, nonostante qualche dialogo banale, alcune dinamiche ripetitive e un cast non sempre all'altezza del compito. Trovo però che tutto questo "sfogo" comincia a essere monotono e troppo scontato e forse sarebbe ora di dargli un taglio diverso, o definitivo, che già il quarto (non esattamente riuscito) lasciasse intendere. Perché l'idea è buona, le realizzazioni anche, ma ormai siamo alla frutta. Spero insomma che sia l'ultimo film. Voto: 5,5

mercoledì 31 marzo 2021

Atto di fede (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2021 Qui - Se non fosse stato candidato agli Oscar 2020, candidatura ricevuta nella categoria miglior canzone per I'm Standing With You, scritta da Diane Warren (a conti fatti indubbiamente meritata, è non a caso molto bella), non l'avrei certamente visto, sta di fatto che inizialmente l'avessi pure scartato, ma l'ho visionato e posso sicuramente affermare di non essermi troppo pentito. John è un adolescente che fa disperare i genitori adottivi, che comunque lo amano. Un incidente fa precipitare la situazione, ma la fede in Dio della madre saprà fare la differenza. Film leggero e strappalacrime ma con un suo perché molto chiaro nel messaggio che vuole trasmettere: la fede (e l'amore) muove le montagne (e che Dio fa miracoli, quando vuole). E nella disgrazia tornerà in discussione una serie di rapporti poco chiari. Su tutti si elevano Chrissy Metz e Dennis Haysbert in due ruoli chiave, mentre il resto del cast così come la regia (ad opera di Roxann Dawson, al debutto come regista) fanno il compitino. E va bene che purtroppo e troppo spesso si varchi il confine della retorica forzata, in particolare quando entra in scena il Pastore, davvero il più insopportabile di tutti, ma Atto di fede (in originale Breakthrough), basato sul libro The Impossible: The Miraculous Story of a Mother's Faith and Her Child's Resurrection di Joyce Smith, libro a sua volta basato su di una (incredibile) storia vera, non è inguardabile. Voto: 6

lunedì 14 dicembre 2020

Le Mans '66 - La grande sfida (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/12/2020 Qui - Cinema e motori, gioie (poche) e dolori (molti). A invertire questa tendenza ci prova questa volta il poliedrico regista James Mangold, l'uomo che ha risollevato le sorti del supereroe Wolverine qualche anno fa (2013 e soprattutto 2017) e raccontato ancor prima le gesta di Johnny Cash (2005), adattando per lo schermo (è sua anche la sceneggiatura) la vera storia di Carroll Shelby e Ken Miles e del loro sogno di riuscire a realizzare una macchina in grado di mettere termine al dominio Ferrari nella corsa probabilmente più famosa del mondo negli anni '60, le 24 Ore di Le Mans. Ed ebbene ci riesce, pur non essendo un regista adrenalinico come lo era il compianto Tony Scott, il regista sa il fatto suo, si affida a Christian Bale e Matt Damon, condensa il tutto con un tono agrodolce che non guasta, e fa discretamente centro. Ecco infatti un film che celebra come meglio non si potrebbe l'epica delle corse automobilistiche in un epoca in cui il pilota contava più della tecnologia. Due coraggiosi sognatori la cui vicenda è raccontata da un film appassionante, segnato da appassionanti riprese delle performance sportive ma ricco di dettagli sui personaggi principali dei quali si evidenzia la profonda umanità e il notevole legame reciproco. Un film dallo stile splendidamente classico nel suo modo di concepire valori che esulano da pubblicità e marketing, che aiutano economicamente lo sport nello stesso modo in cui sono in grado di rovinarlo. Non raggiunge la spettacolarità del recente Rush, ma è un film di tutto rispetto che offre un genuino piacere nel vederlo. Certo, ingannevole è il titolo, anche in lingua originale (non è la battaglia fra due colossi), ed è fin troppo evidente la sua natura tronfiamente americana (sugli italiani si è un po' ecceduto in caricature ma, perlomeno, è stata mantenuta una certa integrità di Enzo Ferrari, è Remo Girone ad impersonarlo degnamente, che spicca in due scene) però, al di la di questo, il film riesce a colpire comunque il bersaglio grazie a un ritmo e a un montaggio serratissimo che riesce, nonostante la notevole lunghezza, a mantenere costantemente alta la tensione, anche grazie all'ottimo lavoro sia per scenografia (buone le ricostruzioni d'epoca) e, soprattutto, sonoro che per la fotografia oltre che per il lavoro sui personaggi, splendidamente caratterizzati (tra l'altro due Oscar vinti per il miglior montaggio e il miglior montaggio sonoro). I principali almeno, perché i secondari così così, in ogni caso due ore e mezza niente male. Voto: 7