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venerdì 30 giugno 2023

The Bunker Game (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/06/2023 Qui - Soggetto davvero brillante ed affascinante, ambientazione in un (vero) bunker del periodo fascista in cui si gioca un live role-game distopico sul nazismo, in cui si intrecciano il filone delle escape room e suggestioni da ghost story del periodo nazista con scenografie e atmosfere davvero riuscite, che però finiscono per perdersi e diluirsi in una sceneggiatura dispersiva che toglie forza all'operazione con soluzioni blande sia nelle dinamiche che nella ricerca del pathos necessario alla storia di background. Un vero peccato sprecare certi presupposti. Il film dell'esordiente Roberto Zazzara difatti, una volta che la cornice viene meno è tutto un cliché. Comunque notevole presenza quella della bellissima Gaia Weiss, già ammirata in Vikings. Voto: 5

sabato 30 aprile 2022

Ride (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2022 Qui - Jacopo Rondinelli con la produzione, supervisione e sceneggiatura di Fabio&Fabio (i registi di Mine) riesce a metà a creare un survival thriller italiano che strizza l'occhio all'implacabile. L'idea vincente è l'angolo di ripresa, tenuto conto che ci sono una ventina di telecamere GoPro che danno un notevole senso di dinamicità e stile found footage. Purtroppo il budget comunque ridotto e la natura stessa della storia alla lunga mostra un po' la corda, e soprattutto diventa prevedibile. Se Lorenzo Richelmy (qui meglio che ne Il talento del calabrone) e Ludovic Hughes, i due rider rappresentano l'anima muscolare e spettacolare del film, lo stesso non si può dire tanto dei cattivi. Fino a quando i due protagonisti pedalano o si arrampicano il coinvolgimento mantiene viva l'attenzione, anche riguardo la messa in scena alquanto scarna, ma funzionale (anche la protagonista femminile dimostra di essere un personaggio non semplicemente di contorno). Forzature di sceneggiatura non mancano (il finale poi non mi ha convinto), ma non bisogna sottovalutare eccessivamente questo film o buttargli la croce addosso, perché se non altro, si è cercato di fare qualcosa con un minimo di originalità. Non perfetta, ma nemmeno (tanto) scontata. Voto: 6

lunedì 28 febbraio 2022

Il talento del calabrone (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2022 Qui - Non il brutto film che si prospettava, che molti hanno ritenuto essere, anche se riuscito solo in parte. E' un thriller d'ambiente dove il telefono la fa da padrone, con poca azione e tanti dialoghi come al cinema se ne sono visti parecchi (da "il terrore corre sul filo" al danese "il colpevole", tutti per la verità superiori a questo) e che riesce ad accendere spesso l'attenzione dello spettatore grazie al bel lavoro da villain di un inedito Sergio Castellitto. Certo, Lorenzo Richelmy nella parte del DJ smargiasso è una mezza chiavica e Anna Foglietta è prigioniera di un personaggio scritto coi piedi, ma a consuntivo la pellicola è più che positiva, con un finale in linea con il racconto esposto. Godibile, sceneggiatura migliorabile, buoni spunti di riflessione. Voto: 6

martedì 25 giugno 2019

La ragazza nella nebbia (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/01/2019 Qui - Già dai suoi presupposti, La ragazza nella nebbia, film del 2017 scritto e diretto da Donato Carrisi, presenta una situazione piuttosto anomala: la figura del regista/sceneggiatore coincide pienamente con quella dello scrittore del romanzo, e non capita spesso. In tal senso, era notevole la curiosità nei confronti di un prodotto (basato appunto sull'omonimo romanzo dello stesso Carrisi) in cui immaginario editoriale e filmico dello stesso autore trovano un loro punto di congiunzione. Purtroppo però, il risultato sullo schermo è a dir poco deludente e velleitario. Ed è strano, perché anche se non ho letto il libro, immagino che l'adattamento non abbia stravolto le carte su narrazione e personaggi, o almeno penso che non ci sia stato un tradimento del regista nei confronti dello scrittore, e allora come si spiega tutta questa pochezza? Forse il libro che ha venduto milioni di copie è stato sopravvalutato? Non saprei, sta di certo che il film, pur non essendo un film pessimo (fortunatamente), è personalmente (forse anche oggettivamente) un film mediocre. Un film che si muove su due binari con il regista (che pur avendo a disposizione le Dolomiti fa pochi esterni) che non sceglie su quale andare: il primo è un thriller, il secondo un film di costume riguardante la funzione dei media che creano a loro piacimento colpevoli o innocenti. Come thriller appare confuso, il regista sembra aggrovigliare una vicenda da cui non sa come sbrogliarsi. Nella trama appare all'inizio una misteriosa confraternita che sarebbe una setta che domina il paese e che poi con il dipanarsi della vicenda misteriosamente sparisce. Come thriller non mi pare avvincente e la conclusione finale non così sorprendente. Ma anche come film di costume non appare riuscito: i rappresentanti dei media sono delle "macchiette" come le due giornaliste una d'assalto e l'altra una vecchia saggia ridotta in carrozzella  e comunque il tema dello "sciacallaggio" mediatico non è approfondito con sufficiente credibilità.