Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2020 Qui - Un film, un thriller drammatico (dallo stampo marcatamente teatrale), che manca di troppe cose, prima di tutto di un cuore (l'ambiente è freddo e impersonale). La protagonista è una giovane prostituta di cui avremmo voluto sapere qualcosa in più su umori, amori, motivazioni. Invece tutto ciò che riesce a dire sul perché lo fa è, ovviamente, "i soldi", e solo in risposta a una domanda precisa. Per il resto ci sono molti cliché già visti, soprattutto sessisti. Alla fine il messaggio è che in un gran porco mondo qual è quello del sesso a pagamento, le donne hanno pur sempre più cuore e dignità degli uomini. I ritmi sono esageratamente lenti e la storia è nel suo complesso davvero troppo povera (finale abbastanza scontato, si poteva fare di più). Le scene più apprezzabili sono quelle nel bosco della grande villa. Attori (che sono tre e tre di numero, Barbora Bobulova, Alessio Boni e Benedetta Porcaroli) bravini e nulla più. Un esordio insomma (con qualche manierismo registico di troppo) non proprio brillante per Manfredi Lucibello. Voto: 5
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lunedì 31 agosto 2020
martedì 25 giugno 2019
La ragazza nella nebbia (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/01/2019 Qui - Già dai suoi presupposti, La ragazza nella nebbia, film del 2017 scritto e diretto da Donato Carrisi, presenta una situazione piuttosto anomala: la figura del regista/sceneggiatore coincide pienamente con quella dello scrittore del romanzo, e non capita spesso. In tal senso, era notevole la curiosità nei confronti di un prodotto (basato appunto sull'omonimo romanzo dello stesso Carrisi) in cui immaginario editoriale e filmico dello stesso autore trovano un loro punto di congiunzione. Purtroppo però, il risultato sullo schermo è a dir poco deludente e velleitario. Ed è strano, perché anche se non ho letto il libro, immagino che l'adattamento non abbia stravolto le carte su narrazione e personaggi, o almeno penso che non ci sia stato un tradimento del regista nei confronti dello scrittore, e allora come si spiega tutta questa pochezza? Forse il libro che ha venduto milioni di copie è stato sopravvalutato? Non saprei, sta di certo che il film, pur non essendo un film pessimo (fortunatamente), è personalmente (forse anche oggettivamente) un film mediocre. Un film che si muove su due binari con il regista (che pur avendo a disposizione le Dolomiti fa pochi esterni) che non sceglie su quale andare: il primo è un thriller, il secondo un film di costume riguardante la funzione dei media che creano a loro piacimento colpevoli o innocenti. Come thriller appare confuso, il regista sembra aggrovigliare una vicenda da cui non sa come sbrogliarsi. Nella trama appare all'inizio una misteriosa confraternita che sarebbe una setta che domina il paese e che poi con il dipanarsi della vicenda misteriosamente sparisce. Come thriller non mi pare avvincente e la conclusione finale non così sorprendente. Ma anche come film di costume non appare riuscito: i rappresentanti dei media sono delle "macchiette" come le due giornaliste una d'assalto e l'altra una vecchia saggia ridotta in carrozzella e comunque il tema dello "sciacallaggio" mediatico non è approfondito con sufficiente credibilità.
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