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venerdì 31 maggio 2024

Suzume (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2024 Qui - Questo bel film d'animazione confronta la geografia moderna del Giappone con i suoi miti più profondi, intrecciando sensibilità contemporanea con la storia di crescita personale e superamento del dolore di una ragazza orfana. Nonostante alcune imperfezioni, si distingue per fascino. Sebbene non si discosti molto da Your Name e Weathering with You in termini di genere, brilla in molti aspetti, tranne che nella sceneggiatura. Alcuni elementi narrativi rimangono inesplorati, e la trama romantica appare monotona, banale e prevedibile, proprio come i personaggi. L'assenza di svolte impreviste rende la narrazione troppo lineare, culminando in un finale felice ma privo di emozioni forti. In conclusione, il film è gradevole per un paio d'ore, ma non si distingue particolarmente. La qualità grafica e tecnica, a cui Makoto Shinkai ci ha abituati con le sue opere spettacolari, è indiscutibile anche in Suzume. Tuttavia, manca quella dolce malinconia evocata da 5 cm al secondo e Il giardino delle parole, con il loro romanticismo sincero e puro. Nonostante ciò, Suzume rimane un anime affascinante e degno di visione. Voto: 6,5 [Netflix]

mercoledì 24 novembre 2021

Weathering with You (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 24/11/2021 Qui - Un film discreto ma un po' deludente. Nonostante offra ottime animazioni, grafica e song molto appropriate (bellissime le animazioni che giocano tantissimo su queste luci riflesse dalle gocce d'acqua mentre il cielo rasserena, albe, cieli rarefatti, riflessi sulle nuvole, animazione del cielo fantastica, da favola), perde nella storia, che ho ritenuto poco interessante. Visto che è stato uno dei big del 2019, mi aspettavo molto meglio. Non basta la classica storia d'amore per rendere un film bello, a mio giudizio, avrei voluto vedere una storia più solida, realistica e uniforme. Troppe sono le ovvietà e i cliché che si vedono, troppi i luoghi comuni e l'uso del "già visto". Nel corso delle vicende troppe sono le domande lasciate senza risposta che ruotano attorno ai due personaggi, e un terribile senso di déjà-vu con la precedente pellicola di Makoto Shinkai che a lungo andare tende ad annoiare. Per il resto propone degli ottimi tratti sentimentali che arrivano emotivamente. Secondo me perde un po' di smalto nel finale, o forse mi sono perso qualcosa, visto che sembra un po' approssimativo, forse anche manchevole di incisività, fortemente desideroso di un happy end a tutti i costi. Ma questo è un anime ben costruito sui sentimenti, interessante visivamente e capace di coinvolgere facilmente, puntando tutto sull'intensità emozionale del racconto e della caratterizzazione dei personaggi. In questo senso resta un film delicato, condito di tanta tradizione giapponese. Ma siano lontani dallo stupore della visione di Your Name. Voto: 6+

mercoledì 27 ottobre 2021

Il giardino delle parole (2013)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/10/2021 Qui - Un'opera, una storia, minimale (e breve) ma molto intensa. Un'opera meno trascinante e articolata (era suddivisa in tre episodi incentrati su tre momenti diversi della vita dei due personaggi principali) di 5 centimetri al secondo (di cui tuttavia, vista la durata di 40 minuti, poteva tranquillamente farne parte), ma ugualmente e come d'abitudine per il regista Makoto Shinkai, sempre esemplare nel mettere in sinergica musica e immagini, nella scansione ritmica che si accorda alla ciclicità delle stagioni (la pioggia: accadimento naturale o fenomeno esistenziale?), è un altro valido tentativo di esplorare i paesaggi interiori attraverso il linguaggio degli anime. Egli nelle sue opere chiaramente ha deciso di indagare le mille sfumature degli amori impossibili, contrastati, improbabili, ma che nascono in qualche modo magico e, tragicamente, dolorosamente, sono costretti a svanire o, forse, a cominciare davvero. Diversamente ma meglio che in Viaggio verso Agartha od Oltre le nuvole, il luogo promessoci quindi, ne Il giardino delle parole riesce, incarnando le sue idee di fare animazione, a renderci partecipe di una storia d'amore non convenzionale ma sincera (tra insegnante e alunno). Pare quasi di esserci in quel giardino, le cui meraviglie, dipinte al variare delle stagioni (di cui sopra), evocano i sentimenti e le emozioni dei personaggi, e di riflesso le nostre. Arrivati ai titoli di coda si ha la piacevole sensazione d'aver respirato quarantasei minuti d'aria pura. Certo, manca di introspezione psicologica, ci sono sia i soliti pregi che i soliti difetti delle opere del regista giapponese, che qui oltretutto quasi si ripete narrativamente e non solo, ma a conti fatti un buonissimo prodotto. Voto: 7

mercoledì 14 aprile 2021

L'impero dei cadaveri (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/04/2021 Qui - La Londra vittoriana è sempre stato un terreno fertilissimo per storie cupe e macabre ma anche per distopici e retro-futuristici deliri steampunk (vedasi Steamboy). Questo cartone animato prodotto dai Wit Studio (basato dall'omonimo romanzo di Project Itoh) non solo riunisce entrambi gli stilemi ma fa interagire anche famosi personaggi letterari e storici e così qui abbiamo una allucinante ed allucinata vicenda che mette insieme il Dottor Watson, gli zombie ed il mito di Frankenstein tra azione estrema, drammaticità, fantascienza ed immancabili temi sociali. Ovviamente, trattandosi di un film giapponese, non mancano introspezioni psicologiche e riflessioni filosofiche sulla vita (e in questo caso sulla morte) e sull'esistenza. Alla fine sono temi già visti ma qui sono stati sapientemente incrociati in maniera alquanto originale e l'animazione quasi perfetta è un piacere per l'occhio. Il difetto è però l'eccessiva lunghezza che in alcuni punti rende la sceneggiatura difficile da seguire bene, senza contare che alcuni passaggi sono oscuri di per sé, infatti, alcuni personaggi, protagonista compreso, risultano insufficientemente caratterizzati e, soprattutto nella parte centrale, il racconto diventa dispersivo. Personalmente parlando, non sono stato coinvolto più di tanto, ma lo promuovo lo stesso, nel complesso difatti, il film si dimostra essere sufficientemente apprezzabile. Voto: 6,5