Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/08/2024 Qui - L'idea non brilla per originalità (come dimostrano "Il canto di Natale" di Charles Dickens e le opere di Frank Capra), tuttavia Paolo Genovese merita riconoscimento per aver creato un intrattenimento di sostanza, supportato da un cast competente guidato dal "solito" Toni Servillo. La qualità tecnica è notevole, arricchita da una colonna sonora affascinante. Nonostante non sia privo di difetti, come alcune imperfezioni evitabili (ad esempio, un'eccessiva tendenza al buonismo) e una durata forse troppo estesa (che tuttavia non risulta gravosa), il giudizio finale è comunque positivo (anche se non tutte le narrazioni personali sono completamente convincenti). Un tocco di ironia in più avrebbe forse apportato un valore aggiunto a quest'opera un po' fredda ma riuscita. Voto: 6 [Prime Video]
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venerdì 30 agosto 2024
Il primo giorno della mia vita (2023)
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sabato 30 aprile 2022
Freaks Out (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2022 Qui - Personalmente a me è piaciuto molto come il film precedente di Gabriele
Mainetti (quella perla che era Lo chiamavano Jeeg Robot), da premiare
soprattutto il tentativo di ridare linfa alla cinematografia italiana
con opere ad alto effetto scenico da non invidiare nulla ai Kolossal
d'oltreoceano. La magia del circo contrapposta all'orrore della guerra,
quattro fenomeni da baraccone che loro malgrado diventano degli eroi
durante la seconda guerra mondiale nel periodo più buio, in una Roma
invasa dai nazisti. Il film di Mainetti ha una narrazione coinvolgente,
non ha cedimenti di
sorta ed offre una galleria di personaggi variegata ma che non rimane
ancorata alla didascalia, anche se a volte eccessiva. Personaggi che ti
entrano subito in simpatia, azzeccatissimi tutti gli attori compreso un
Claudio Santamaria irriconoscibile e menzione speciale alla giovane e
bellissima Aurora Giovinazzo ed il gobbo partigiano Max Mazzotta (anche se sono proprio coloro a non essere narrativamente ben esposti). Il
villain interpretato benissimo da Franz Rogowski, il talentuoso pianista
a sei dita che vede il futuro ed è ossessionato a far vincere la guerra
alla sua Germania. Ci sono sequenze comiche, drammatiche, fantastiche,
c'è un po' tutto. Freaks Out (pur con i suoi piccoli grandi
difetti) è un
film incredibilmente vivo, pulsante, divertente, crudo, che riesce a
mischiare assieme Tarantino, western, Ferreri, Browning, Mad Max,
Chaplin ed un sacco di altre cose creando una miscela nuovissima e unica
nel panorama italiano. E il regista torna così a deliziare nuovamente
lo spettatore, sperando che continui a stupire in futuro con film come
questo che sanno appassionare, stupire ed emozionare. Voto: 8
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sabato 13 ottobre 2018
Figli delle stelle (2010)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 03/11/2015 Qui - Figli delle stelle è un film del 2010 diretto da Lucio Pellegrini (andato in onda poco tempo fa in tv). Il titolo è tratto dall'omonima canzone di Alan Sorrenti del 1977, che viene suonata e commentata nel film e accompagna i titoli di coda. Un precario "cronico", un portuale di Marghera, un ricercatore universitario un po' stagionato, un'insicura giornalista televisiva ed un uomo appena uscito di galera, delusi dalla loro vita, decidono di passare all'azione e rapire un ministro (Pierfrancesco Favino, Giuseppe Battiston, Fabio Volo, Claudia Pandolfi ed altri). Ma niente andrà secondo i piani stabiliti: rapito l'uomo sbagliato, un onesto e incolpevole sottosegretario, fuggiranno sulle montagne sopra Aosta e ripiegheranno dentro un vecchio appartamento. Tra dischi e canzoni vintage diventeranno eroi di un sogno. Figli delle stelle è un'avventura esistenziale dinamica e inconsueta, in cui una banda improbabile di persone che hanno perso il treno e che non hanno compreso bene cosa sia successo decide di fare qualcosa al di sopra e oltre le loro possibilità, qualcosa di inatteso che ha il carattere del destino. Il rapimento non diventerà tuttavia strumento di riscatto, non porterà alla conquista del paradiso ma servirà per capire che basta un gesto di volontà per cambiare la propria vita e quella degli altri. Figli delle stelle, vitale e imperfetto, è un'opera che si apprezza comunque per il suo progetto, perché non teme di sbagliare tono o di cadere nel banale pur di tenere gli occhi sul presente dai contorni poco piacevoli, perché scopre una ricchezza umana non prevista, come spesso nella vita. Comico e dolente, si allontana dalla commedia di genere, prendendo soluzioni inaspettate e saltando su un piano surreale (forse la parte più riuscita). Il regista coglie i segni inquietanti del paesaggio che ci circonda e i sogni davvero modesti degli italiani di oggi, poeti e calciatori. Voto: 6+
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