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lunedì 31 luglio 2023

Amsterdam (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2023 Qui - E' buono lo spunto di Amsterdam, una storia che potrebbe coinvolgere e che in qualche modo rimanda anche ai nostri giorni pur essendo ambientata a cavallo tra le due guerre. Esteticamente è ineccepibile, poco da dire (bellissimo nell'ambientazione, fotografia e costumi), peccato che il film venga buttato alle ortiche perché mi può star bene la perfezione formale, tuttavia la narrazione è frammentaria, piena di divagazioni che stravolge la sua linearità. Al regista David O. Russell piace da sempre mettere molta carne sul fuoco ma stavolta esagera, trasformando un buon incipit in un minestrone di trame e sotto-trame di difficile digestione. Cast di super grido ma senza mordente come la storia narrata, purtroppo, destinata ad essere dimenticata appena terminata la visione. Il tanto bistrattato Joy era decisamente un film migliore di questo, di un film tanto deludente quanto criticabile. Voto: 5,5

giovedì 16 maggio 2019

Accidental Love (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/03/2018 Qui - Accidental Love (Commedia, Usa 2015): Non lo credevo fosse possibile, ma anche Jake Gyllenhaal è capace (anche se in un film pessimo) di interpretazioni pessime. Tanto che una delle poche cose che mi è piaciuta di questo film è la bellezza di Jessica Biel, il che lascia intendere quanto mi abbia lasciato, niente. Come di nulla praticamente parla il film, perché il tema principale sulla riforma sull'assistenza sanitaria, ha qui come corollario una serie di avvenimenti improponibili e imbarazzanti. Un chiodo sparato nel cranio (come quello che la protagonista ha e che da un senatore vorrebbe farsi togliere) probabilmente farebbe infatti meno danni della visione di questo film. Un film che sembra partire bene nei suoi primi 5 minuti, ma che poi crolla, perché lo spunto da farsa sfocia in una farsa a cui non ci si crede (né mai ci si abitua) per quanto è deficiente. Poiché è tutto così incredibilmente sbalestrato, sbagliato, assurdo, imbarazzante che pare uno scherzo di cattivissimo gusto, oppure il risultato di un patto immondo, di una stranissima combinazione di fattori tutti negativi la cui somma porta ad una conclusione (ovviamente scontata) ancor più negativa. Inoltre, penosa per fattura, ritmi, tempi, direzione degli attori (tra cui anche Catherine Keener, Paul Reubens e Tracy Morgan), ma soprattutto per una scrittura così puerile e puerilmente orribile da denuncia penale, Accidental Love è una commedia che non fa mai (e non è un modo di dire né un'esagerazione) ridere. Il risultato è perciò un film stupido, poco efficace e di una noia mortale nonché patetico. Certo, mi si potrà obiettare che stiamo parlando di una commedia e che le cose non vanno prese sul serio, ma così proprio no. Giacché ogni cosa è impostata in modalità burlesca, in conclamata pagliacciata, con stupidissimi siparietti e pantomime che toccano nuove vette di idiozia. Voto: 3

martedì 26 marzo 2019

Joy (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/09/2017 Qui - Davvero un gran bel film è Joy, film del 2015 scritto e diretto da David O. Russell, la pellicola infatti, anche grazie al regista che da risalto (con uno stile di regia molto particolare, che non ricerca chissà quali movimenti di camera ma cattura molto dei personaggi tramite un semplice primo piano) ad una storia che sulla carta non mi sarebbe dovuta interessare particolarmente, giacché solo dire che questo film parla della donna che inventò "il mocio" per sminuirne l'entusiasmo, ma il film va ben oltre questo ed il mocio è solo l'idea su cui ruota il film, film che per questo si lascia piacevolmente vedere. Il discorso difatti e fortunatamente è ben più ampio e parla del credere nei propri sogni e portare avanti un idea, e questo è sicuramente interessante per chiunque, inoltre vengono trattati temi come la parità dei sessi e la famiglia. Dopotutto il film (una pellicola coinvolgente che riesce a mischiare intelligentemente commedia e dramma e non il solito biopic un po' freddo e analitico), narrato in un modo unico cioè diverso da qualsiasi altro film biografico, poiché solo il 50% prende spunto dalla storia della famiglia di Joy Mangano, ora imprenditrice di successo, mentre gli altri elementi fanno parte del bagaglio che ha intessuto generazioni cinematografiche di donne forti e meno forti, racconta la storia di una (sgangherata) famiglia (composta dalla nonna, una sorellastra e dai due genitori) e delle sue quattro generazioni, la nonna di Joy, la madre, Joy stessa, e sua figlia. La pellicola difatti, narrata in uno stile popolaresco, che offre una storia travolgente di una self-made woman che supera ogni battuta d'arresto nel suo tentativo di realizzare e di lanciare la propria intuizione, dalla nonna della protagonista (l'unica che crede in lei), impersonata da una convincente Diane Ladd, ci fa conoscere la piccola Joy Mangano, una bambina che ha tanta fantasia e creatività e che è in grado di creare quello che immagina, almeno finché i genitori divorziano in modo piuttosto irruento e separano di fatto la famiglia.