Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 03/01/2020 Qui
Tema e genere: Auguri per la tua morte, insieme al sequel (questo sequel), rientra nella categoria horror e thriller a tratti ironico. Il primo ha un clima più "giallo" rispetto a questo qui, il quale invece è più sul genere sarcastico che "pauroso". Il tema è comunque sempre quello, il loop temporale.
Trama: Tree Gelbman scopre che morire più volte è stato sorprendentemente più facile dei pericoli che la attendono. Intrappolata ancora una volta in un ciclo temporale, dovrà scegliere tra il suo passato e il suo futuro.
Recensione: Qualche anno fa, nel 2017, ovviamente cinematograficamente parlando (io l'ho visto solo l'anno scorso), la nota casa di produzione cinematografica Blumhouse ha colpito il segno con Auguri per la tua morte. Così tanto che un sequel era prevedibile immaginare, ed eccolo qui, ecco Ancora auguri per la tua morte (in originale Happy Death Day 2U), che come il predecessore, presenta i connotati di una commedia teen piuttosto che del classico slasher movie. Il primo film era, infatti, una gradevolissima declinazione in chiave horror dell'idea alla base di Ricomincio da Capo di Harold Ramis, dove il protagonista Bill Murray si ritrovava a rivivere all'infinito il fatidico "Giorno della Marmotta". Il franchise prosegue riprendendo questo canovaccio e sfruttando i migliori ingredienti del primo capitolo (che si si avvaleva di un dinamismo degli eventi invidiabile, capace di coinvolgere lo spettatore senza mai annoiarlo), a partire dalla cura per la crescita di Tree, cui Jessica Rothe dona una rimarchevole vis comica oltre che una bellezza pulita e un'espressività degne della miglior Cameron Diaz. Si conferma infatti come una "scream queen" ilare e animata da una forza emotiva davvero non comune, qualità che potrebbero darle soddisfazioni anche in progetti più impegnati. Intorno alla lei ruotano molteplici e divertenti comprimari, soggetti anch'essi di un'attenzione tale, in fase di casting e scrittura, da rendere agevole ricordarne le psicologie e le peculiarità. In tal senso emerge ancora la discreta prova di Israel Broussard, capace di proporre un coprotagonista maschile insolitamente misurato e delicato. Non è scontato nemmeno il peso drammaturgico che viene concesso al credibile e struggente rapporto tra Tree e i suoi genitori, potenziando un altro degli elementi forti del precedente lavoro.


