Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2023 Qui - Più che far vedere il palcoscenico della NBA, Hustle è un viaggio dietro le quinte di quel mondo. Non per niente la presenza di tantissimi cameo in questo film lo prova. Essere un talento cristallino è una dote donata da madre natura, l'altra è emergere in un mondo estremamente competitivo che non ammette debolezze perché i talenti cristallini non mancano. Ne è perfettamente consapevole il suo protagonista, un talent scout che oltre a lavorare sul fisico dell'atleta deve essere maturo con la mente perché solo il talento non basta. Adam Sandler dimostra (ancora una volta) che quando vuole riesce a tirar fuori buoni personaggi anche al di fuori delle commedie pure (vedasi anche Diamanti grezzi). Il film non presenta novità particolari ed a livello narrativo non si può dire che sia originale, però è un film dalla struttura solida e dai personaggi ben caratterizzati, specialmente il suo coprotagonista (lo spagnolo Juancho Hernangomez), anche lui prestato dalla NBA al cinema, ma integrato bene al tessuto del racconto e funzionale nella sua interpretazione. Un buon film. Voto: 7
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venerdì 31 marzo 2023
lunedì 18 marzo 2019
L'era glaciale: In rotta di collisione (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/07/2017 Qui - Quinto capitolo di una saga longeva e molto amata, ma L'era glaciale: In rotta di collisione (Ice Age: Collision Course), film d'animazione del 2016 diretto da Mike Thurmeier, è probabilmente l'episodio più debole, inferiore al già non brillantissimo film precedente. Le ragioni sono fisiologiche, una delle leggi del cinema smentite raramente da poche eccezioni afferma che i sequel siano in genere molto più deboli del film capofila, lo è anche con L'era glaciale che dopo il bell'esordio del 2002 non ha saputo reinventarsi troppo tranne per l'episodio 3, quello coi dinosauri, dove gli sceneggiatori riuscivano con un escamotage mettere insieme animali vissuti in epoche diverse. In questo capitolo 5 si naviga invece un po' a vista, si accumula la scena di personaggi, tanti, praticamente tutti quelli presenti nei capitoli precedenti con il risultato di togliere tuttavia spazio alle figure storiche, decisamente più divertenti (Sid, su tutti, assai sacrificato, mattatore vero nei film del passato e ora presenza costretta quasi ai margini). In cambio, si acquista poco, solo una figura ci fa convinto in termini comici, lo scorretto Buck che ha anche le battute e le situazioni migliori, il resto è un po' poco, compresi degli antagonisti poco efficaci e praticamente inesistenti. Nel film poi, oltre a non accadere praticamente nulla, il continuo susseguirsi di gag poco divertenti mette il pubblico nella disperata attesa di qualcosa di tremendamente buffo che non arriva mai. Di buffo (anche se meno esplosivo del solito nella sua cornice narrativa) rimangono solo i battibecchi slapstick tra lo Scoiattolo Scrat e la sua ghianda, questa volta su una navicella aliena, che provocherà appunto la rotta di collisione, come suggerisce il titolo, che spingerà Sid, Manny (doppiato non benissimo dal comunque bravo Filippo Timi), Diego e il resto dei loro amici, ad intraprendere un avventuroso viaggio verso nuove terre esotiche per salvarsi.
venerdì 8 marzo 2019
Miracles from heaven (2016)
Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/04/2017 Qui - MIRACLES FROM HEAVEN (Drammatico, Usa 2016): Parto subito dicendo che il film non è brutto per la storia in sé, quella vera (basata su fatti realmente accaduti) di una bambina che affetta da una rara malattia dopo un incidente e dopo un'esperienza di pre-morte per miracolo guarisce, quanto per la regia, la messa in scena, gli attori leggermente sopra le righe (Jennifer Garner soprattutto) e il poco coinvolgimento o emozione (nonostante l'argomento). In più questo è il classico film tra fede e scienza, con lei che prima la perde e poi dopo l'avvenuto miracolo la riacquista, troppo comodo così (anche se vero). Comunque non sconsiglio questo film, perché il cast di comprimari comprendente Queen Latifah, Eugenio Derbez, John Carroll Lynch e Hannah Alligood (talentuosa attrice bambina già vista in Città di carta ed altri) non è male, ma poiché niente rimane davvero impresso, fareste meglio a pensarci prima, in ogni caso almeno sapete cosa vi aspetta. Voto: 5,5
martedì 9 ottobre 2018
Bessie (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/10/2015 Qui - Bessie è un film per la televisione prodotto dalla HBO (del 2015) che racconta la storia di Bessie Smith, cantante blues diventata famosa in America e che ha dovuto affrontare numerosi ostacoli, tra cui gli attacchi razzisti, da giovane cantante in difficoltà a imperatrice del blues, la vita di una delle artiste più famose degli Anni Venti, sia per la sua carriera ma anche per il suo coraggio, in un periodo storico in cui vigeva ancora la segregazione razziale e gli attacchi alla gente di colore erano frequenti. è ancora oggi una vera e propria icona della musica, artiste come Annette Hanshaw, Billie Holiday, Ella Fitzgerald, Mahalia Jackson, Janis Joplin e Norah Jones si sono ispirati a lei e alla sua arte, era anche una ballerina, un'attrice comica e una mima. Il film ha vinto ben 4 Emmy awards quest'anno tra cui: Miglior film per la televisione; Miglior fotografia per una miniserie o film; Miglior composizione musicale per una miniserie, film o speciale; Miglior missaggio per una miniserie o film. Oltre ai premi altre 8 candidature tra cui quella che avrebbe meritato Queen Latifah (straordinaria) come miglior attrice in un film tv, vinto poi da Viola Davis (Le regole del delitto perfetto..che non seguo). Il film-tv racconta la vita di Bessie (Queen Latifah) fin da quando era piccola: cresciuta dalla sorella Viola (Khandi Alexander), inizia a lavorare con il fratello Clarence (Tory Kittles) all'interno di alcuni spettacoli di varietà. Il suo sogno, però, è quello di diventare una cantante, ma nessuno le dà una possibilità a causa del colore della sua pelle. Solo quando incontra l'artista Ma Rainey (Mo'Nique), Bessie ha la sua occasione di sfondare: la popolarità della protagonista, però, crea un dissidio tra le due, che prendono strade diverse. Per Bessie, però, è iniziata la sua ascesa, che la porta ad incidere numerosi dischi ed a diventare "l'imperatrice del blues".
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