Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2022 Qui - Nonostante l'impegno profuso da Adrien Brody e Salma Hayek, il fatto che
in Septembers of Shiraz il
personaggio più interessante risulti quello secondario di Shohreh
Aghdashloo è un dato allarmante. Infatti, l'ossessione con cui la
sceneggiatura si concentra sui due principali protagonisti, marito e
moglie divisi dalla Rivoluzione Iraniana, è eccessiva, impedendo al
complesso contesto storico e politico di emergere con la dovuta forza.
La vicenda privata scavalca tutto il resto e la scialba messa in scena
non aiuta il carico emozionale, davvero troppo anonimo per poter
coinvolgere pienamente lo spettatore. Pensato come un film di denuncia, fallisce miseramente il suo obiettivo.
La pellicola di Wayne Blair (il cui punto più alto della carriera da
regista è stato l'adattamento per la TV di Dirty Dancing...il che la
dice lunga) dimenticherò presto, il pessimo doppiaggio anche.
Voto: 5
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