Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/02/2021 Qui - Napszállta (come da titolo originale) si sviluppa su coordinate molto simili al Figlio di Saul, dello stesso regista ungherese László Nemes. Come la disumanità del campo di concentramento dove si muove il protagonista alla ricerca spasmodica di suo figlio, anche nel contesto della Budapest alla vigilia della prima guerra mondiale l'atmosfera è spettrale e cupa, indice della piena decadenza dell'impero austro-ungarico. In tale contesto si muove una donna (la Juli Jakab già presente nel precedente film del regista) alla ricerca del proprio fratello mai conosciuto. La ricostruzione d'epoca e la fotografia sono notevoli, la regia pienamente all'altezza, ma dopo un inizio promettente la sceneggiatura rivela tutta la sua inaspettata mediocrità. Nella sostanza dove era secco e coinciso il Figlio di Saul, in Tramonto è un minestrone allungato fatto di dialoghi inconcludenti di mezze domande e risposte che per nulla definiscono i personaggi, tanto che nella confusione è difficile stabilire chi sta dalla parte di chi o di cosa. Una delusione, un passo falso che non mi aspettavo, soprattutto ripensando al bellissimo film precedente del regista, l'unico vero motivo che mi aveva spinto a vedere questo qui. Voto: 5
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