Visualizzazione post con etichetta Tim Robbins. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Tim Robbins. Mostra tutti i post

sabato 21 novembre 2020

Cattive acque (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 21/11/2020 Qui - Regista dalla spiccata personalità, Todd Haynes (quello dell'elegante e raffinato Carol per intenderci) mette da parte il suo stile per dirigere un film che si colloca nel solco della tradizione americana delle pellicole con forte vocazione all'impegno civile. Una storia (di sicuro impatto) ben raccontata (e con una sceneggiatura che fa presa, che anche se non decolla mai con impeti emotivi o grossi colpi di scena, intrattiene per quello che deve) di opposizione allo strapotere industriale. Ben sottolineata la fragilità del protagonista, che paga un notevole pegno personale alla sua battaglia, impersonato dal bravissimo Mark Ruffalo che mette in ombra il resto del (gran) cast. Cattive acque è infatti un film d'inchiesta, contro i poteri forti, contro le industrie, contro le istituzioni, contro la lentezza della burocrazia. Sottilmente acuto e riflessivo: anche se le fabbriche avvelenano l'uomo, l'uomo ne ha bisogno per lavorare, per vivere. L'avvocato Rob Billott (Mark Ruffalo qui per metà produttore) se ne accorgerà sulla propria pelle. Difensore di aziende chimiche si "convertirà" grazie ad un "vaccaro", quando questi gli mostrerà come le sue mucche impazziscano nel bere le acque sporche. Motivo? Teflon, un agente chimico che riveste utensili domestici come le pentole. La fabbrica smaltisce veleno e le falde acquifere sono contaminate. Colpisce e mette una certa impotenza, soprattutto leggendo gli impressionanti titoli di coda. Certo, niente di nuovo rispetto ad altre pellicole di genere, anzi, è pure un po' troppo verboso, malgrado ciò è avvincente, è ben interpretato e diretto con mano sicura dal regista, di cui questo non è forse il suo migliore, ma è in ogni caso un valido prodotto. Voto: 7

domenica 28 aprile 2019

Life of Crime: Scambio a sorpresa (2013)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/01/2019 Qui - Basata sul romanzo del 1978 Scambio a sorpresa (The Switch), scritto da Elmore Leonard, la pellicola (del 2013) Life of Crime: Scambio a sorpresa (Life of Crime), è una divertente commedia pulp scritta, diretta e montata da Daniel Schrechter, il quale omaggiando Tarantino e Soderbergh, riesce sufficientemente a farsi apprezzare. Certo, l'incipit non è tra i più originali, dato che racconta di due malviventi nella Detroit del 1978 che per fare il colpo grosso decidono di rapire la moglie di un ricco magnate (che però dalla moglie vorrebbe divorziare...e che ha anche una giovane amante, una sexy Isla Fisher), ma la storia (che diventa via via più ricca di particolari e resta sempre divertente) scorre bene e presenta anche dei momenti interessanti, oltre a una buona dose di ironia da commedia nera e un finale beffardo. Il film infatti, pur non essendo un capolavoro clamoroso (poiché in fondo il film non spicca mai il volo, rimane nel limbo delle buone intenzioni e nonostante una buona materia non è mai pungente) è comunque un film piacevole. Anche perché visivamente tutto funziona, discreto è l'uso dello zoom, e discreto (ma non memorabile) è anche la colonna sonora anni '70 e il montaggio, che alterna perfettamente situazioni che avvengono a breve distanza di tempo ma in luoghi distanti.

martedì 5 marzo 2019

Perfect day (2015)

Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2017 Qui - PERFECT DAY (Drammatico Spagna 2015): Ho visto questo film perché sembrava essere bello ed interessante da vedere, ma purtroppo per vari problemi molto non mi ha convinto, soprattutto perché la parte comica affidata a Tim Robbins (salvabile ma senza riuscire a divertire) mal si sposa con la parte drammatica, sorretta sì sufficientemente da Benicio Del Toro e Olga Kurylenko, ma solo minimamente, dato che la strana (e davvero sottotono) storia di un gruppo di operatori umanitari che lotta contro tutto e tutti per restituire l'acqua potabile (sgombrando un pozzo in cui c'è un cadavere) a una comunità abbandonata dal mondo (Balcani ancora lacerati dalla guerra nel 1995) non incalza, non intrattiene e non fa per niente riflettere. In più alcuni stacchi musicali stonano troppo con il contesto certamente serio ma trattato troppo superficialmente dalla pellicola che si perde facilmente in facili stereotipi e cliché. Voto: 5,5