Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 11/01/2021 Qui - Storia di Zak, giovane affetto da sindrome di Down che vuole diventare campione di wrestling. Per farlo parte in compagnia di Tyler, un pescatore di granchi. Ambientato lungo la costa degli USA meridionali, un racconto di formazione in cui viene esaltato il rapporto tra i due protagonisti, giovani "losers" in fuga verso una vita migliore. Un film in cui il viaggio dona dimensione e spessore al racconto (un road movie per nulla strappalacrime e pieno di buoni momenti avventurosi e con idee, che non annoiano), con una suggestiva ambientazione (sempre favolosi i paesaggi della Florida) e una discreta prova di Shia LaBeouf (finalmente direi) e del giovane Zack Gottsagen. Piccola ma significativa parte per Bruce Dern, e c'è pure Dakota Johnson, che se vi siete stufati di vederla nuda in "Cinquanta sfumature di grigio-nero-rosso", qua almeno recita (benino) e non si spoglia. Ecco, le storie di contorno come la storia d'amore lasciano il tempo che trovano, pochi i sussulti, in una storia on the road però abbastanza interessante. Non certo originale fa passare una serata con la simpatia del suo protagonista disabile che affronta la sua vita inseguendo un sogno. Voto: 6
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lunedì 11 gennaio 2021
martedì 25 giugno 2019
Tre manifesti a Ebbing, Missouri (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 18/01/2019 Qui - Sorprendente, per certi aspetti anche esilarante, questo è Tre Manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri), film del 2017 scritto e diretto da Martin McDonagh, con protagonista assoluta un'eccezionale Frances McDormand, insieme a Woody Harrelson, Sam Rockwell e Peter Dinklage, tra i tanti (di questi la ninfetta Samara Weaving, John Hawkes e il sempre più talentuoso Caleb Landry Jones). Un film, vincitore a sorpresa di ben 4 Golden Globes (tra cui miglior film drammatico) che hanno preceduto nomination e premi agli Oscar 2018 (7 nomination, poi trasformatesi in due statuette), originale e inconsueto a cominciare dal titolo. Un titolo lungo, particolarissimo, apparentemente non accattivante ma tanto da diventarlo (ovviamente anche per la storia e la qualità del film, perché altrimenti...). Con quella cittadina, inventata, citata esplicitamente accanto al nome di uno stato famoso per non aver superato il problema del razzismo. Che non è il cuore ma è una delle chiavi del film, ricco e debordante di temi e di toni (è un dramma, ma ci sono numerosi momenti tragicomici da commedia nera che possono risultare esilaranti o fuori luogo). Un film tosto, duro, difficile da commentare, con una impostazione in fondo teatrale anche se non riconoscibile immediatamente, un film insomma imperdibile se si riesce soprattutto a sopportare un certo tasso di violenza o asprezze di linguaggio (dipende, come sempre, dalla propria sensibilità), ma andiamo con ordine. La pellicola racconta di una madre che vuole giustizia dopo la morte della figlia. Per protestare in modo clamoroso contro l'inerzia della polizia (un piccolo ufficio con poche persone) la protagonista si inventa un bizzarro quanto originale ed efficace (almeno per le conseguenze che produrrà) modo per richiamare l'attenzione degli investigatori locali che a suo giudizio non si starebbero occupando del caso. Ella infatti (una donna dal carattere aggressivo e scorbutico) sulla strada che porta in città, noleggia tre grandi cartelloni pubblicitari sui quali piazza una serie di messaggi polemici e controversi, rivolti al capo della polizia William Willoughby (Woody Harrelson). Quest'ultimo (amato e rispettato, e in effetti è uomo onesto e buono) prova a far ragionare la donna, ma quando viene coinvolto anche il violento e nevrotico vice Dixon (Sam Rockwell), la campagna personale di Mildred (che non ha neanche l'appoggio della comunità) si trasforma in una battaglia senza esclusione di colpi, calci, schiaffi, morsi, insulti e frasi scurrili.
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domenica 28 aprile 2019
Life of Crime: Scambio a sorpresa (2013)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/01/2019 Qui - Basata sul romanzo del 1978 Scambio a sorpresa (The Switch), scritto da Elmore Leonard, la pellicola (del 2013) Life of Crime: Scambio a sorpresa (Life of Crime), è una divertente commedia pulp scritta, diretta e montata da Daniel Schrechter, il quale omaggiando Tarantino e Soderbergh, riesce sufficientemente a farsi apprezzare. Certo, l'incipit non è tra i più originali, dato che racconta di due malviventi nella Detroit del 1978 che per fare il colpo grosso decidono di rapire la moglie di un ricco magnate (che però dalla moglie vorrebbe divorziare...e che ha anche una giovane amante, una sexy Isla Fisher), ma la storia (che diventa via via più ricca di particolari e resta sempre divertente) scorre bene e presenta anche dei momenti interessanti, oltre a una buona dose di ironia da commedia nera e un finale beffardo. Il film infatti, pur non essendo un capolavoro clamoroso (poiché in fondo il film non spicca mai il volo, rimane nel limbo delle buone intenzioni e nonostante una buona materia non è mai pungente) è comunque un film piacevole. Anche perché visivamente tutto funziona, discreto è l'uso dello zoom, e discreto (ma non memorabile) è anche la colonna sonora anni '70 e il montaggio, che alterna perfettamente situazioni che avvengono a breve distanza di tempo ma in luoghi distanti.
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