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venerdì 30 settembre 2022

Army of the Dead (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/09/2022 Qui - Gli zombie-movie sono così, o ti piacciono o no, inutile cercare originalità, trama od altro, dopotutto difficile concepire qualcosa di nuovo in un film sui morti viventi, eppure l'idea non era neanche male, ma viene quasi del tutto svilita. Zack Snyder mette su un carrozzone di base heist movie nel bel mezzo di una apocalisse zombie, anche se come sembra, delimitata nella desertica Las Vegas. Non bastano non morti mutati velocissimi, tigre e cavallo zombie, "walking dead" classici e combattenti super armati, il film è troppo lungo per essere del genere e perde quello per cui è stato fatto, l'intrattenimento. Dave Bautista a parte, una mezza delusione. Abbastanza insoddisfacente infatti, perché la storia non regge quasi per niente, un sacco di elementi lasciati al caso e non approfonditi. Il risultato non è comunque sgradevole, effetti speciali truculenti ma efficaci, particolari e godibili i titoli di testa, però anche basta. Il regista della sua Zack Snyder's Justice League è ormai nella sua fase discendente, cercasi qualcosa di meglio e più riuscito. Voto: 5,5

venerdì 29 gennaio 2021

Il film della Memoria: Resistance - La voce del silenzio (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/01/2021 Qui - Non conoscevo il passato da Ebreo fuggitivo del mitico Marcel Marceau e sicuramente il pregio di questo film è quello di mettere in scena una vita davvero avventurosa, una storia, seppur non perfetta in ogni punto, coinvolgente. Infatti, una pagina poco nota della giovinezza di costui, che si può affermare senza tema di smentita essere stato il più grande mimo della storia della recitazione e uno dei più grandi performer di tutti i tempi, viene portata sul grande schermo in questa (buona) pellicola del regista venezuelano Jonathan Jakubowicz, appunto Resistance. La vicenda comincia in Francia nel 1940, quando a Strasburgo, città situata al confine con la Germania, un manipolo di giovani ebrei si prodiga per offrire un rifugio ai bambini ebrei tedeschi, orfani delle prime vittime dell'Olocausto. Il giovane Marcel Mangel, questo il vero cognome di Marceau, di giorno lavora nella macelleria kosher del padre, che non vede di buon occhio la sua passione serale, che è quella di esibirsi nei piccoli palcoscenici della città inseguendo il sogno di diventare attore. Oltre all'arte la sua passione è Emma una ragazza impegnata nella resistenza assieme ad Alain, fratello maggiore di Marcel, per far colpo sulla ragazza Marcel si unisce a loro. Dopo la fulminea conquista di Parigi da parte dell'esercito di Hitler, e il momentaneo trasferimento a Lione, nella parte di Francia in un primo momento non occupata direttamente dai nazisti, il gruppo perde ogni speranza quando anche quel lembo di territorio viene occupato dal Reich, e il capo delle famigerate SS è un certo Klaus Barbie, non a caso passato alla storia coll'infamante nomignolo di "Boia di Lione". L'unica via di salvezza per i resistenti e i loro bambini sembra rappresentata dalla fuga verso la vicina Svizzera.

domenica 28 aprile 2019

The Most Beautiful Day: Il giorno più bello (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/01/2019 Qui - Prendendo forse spunto dal film Non è mai troppo tardi con Jack Nicholson e Morgan Freeman, il film The Most Beautiful Day: Il giorno più bello (Der geilste Tag), commedia del 2016 scritta, diretta e interpretata da Florian David Fitz e da Matthias Schweighöfer (due volti noti in Germania), racconta appunto ed attraverso il tema del viaggio che veicola altresì una riflessione sul senso della vita, di due giovani malati molto anti-convenzionali che, caratterialmente diversi ma accomunati dalla stessa volontà di non subire passivamente il destino che è stato loro riservato, decidono di andare incontro ad esso in maniera spensierata, trascorrendo il giorno più bello della loro vita, al quale il titolo del film allude. E una volta ottenuti i fondi (in che modo non è importante..) partono alla volta dell'Africa, trascinando così lo spettatore in un road-movie emozionale che si trasforma, inevitabilmente, in un inno alla vita. Un viaggio fisico e spirituale durante il quale i due amici faranno tutte quelle esperienze mai fatte prima. Un'avventura indimenticabile che li porterà a vivere situazioni tragicomiche fra divertenti gag e momenti seri.