Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2022 Qui - Idea semplice e d'impatto quella dei registi Alexandre Bustillo e Julien
Maury: prendere l'idea della classica casa stregata ed ambientarla in
un ambiente subacqueo. Senza esagerare, la narrazione de La casa in
fondo al lago non si discosta troppo da questa semplice presentazione.
Così, se da una parte il concept risulta intrigante, dall'altra è
innegabile che la resa visiva del film sia a tratti confusionaria, a
causa ovviamente delle difficoltà insite nel girare un film quasi
interamente sott'acqua. Comunque, l'opera della coppia di registi di
Leatherface - Il massacro ha inizio riesce a regalare momenti di alta
tensione e un costante senso di claustrofobia, dando così senso ad una
visione che altrimenti non avrebbe tanti altri motivi d'interesse. Bello
il finale non consolatorio. Con un altro tipo di scrittura sarebbe
stato un piccolo gioiellino e
invece ci si deve "accontentare" di un passabile horror d'atmosfera.
Voto: 5,5
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martedì 31 maggio 2022
giovedì 4 marzo 2021
The ABCs of Death 2 (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 04/03/2021 Qui - Dopo un primo film che dettava le coordinate del genere (ispirarsi a una lettera che rappresentasse l'iniziale del titolo), il ritorno dei terroristi dell'alfabeto, nuovamente intenzionati a declinare la morte e la sofferenza in meno di cinque minuti (26 nuovi registi all'opera, pochi quelli conosciuti, almeno da me, dal grande pubblico non saprei, molti i nomi nuovi, addirittura c'è un episodio diretto da un regista nigeriano, Lancelot Oduwa Imasuen, di cui segmento tuttavia, L is for Legacy, nella schiera dei due peggiori insieme a G is for Grandad di Jim Hosking). Ebbene, missione compiuta anche questa volta, anzi, rispetto al primo, mediamente i cortometraggi sono più interessanti e meno banali (va bene che non c'è la vetta assoluta che faccia ombra agli altri episodi, ma gli eccessi gratuiti sono molti di meno e più di un lavoro è di buonissima qualità). Se devo infatti scegliere fra la prima antologia e questa, propendo per questa seconda, generalmente più omogenea e di qualità complessiva leggermente superiore. Con diversi dosaggi ma l'ironia nera è una costante per tutti gli episodi o quasi, a volte con risultati persino sorprendenti o fulminanti. Difatti tra i migliori eccone alcuni, E is for Equilibrium di Alejandro Brugués e O is for Ochlocracy di Hajime Ohata, e poi da segnalare (ironia nera o no) ci sono I is for Invincible di Erik Matti, K is for Knell di Kristina Buožyte e Bruno Samper, S is for Split di Juan Martinez Moreno e V is for Vacation di Jerome Sable. Sempre tra i migliori, ma di registi noti, non deludono affatto, anzi, C is for Capital Punishment di Julian Gilbey (regista di A Lonely Place to Die), N is for Nexus di Larry Fessenden (regista ed attore, l'ultimo in questa veste I morti non muoiono), T is for Torture Porn di Jen e Sylvia Soska (American Mary) e X is for Xylophone di Alexandre Bustillo e Julien Maury (registi di Leatherface), delude invece Vincenzo Natali (si ricordi di Cube - Il cubo) con U is for Utopia. Per il resto, discretamente riusciti B is for Badger di Julian Barratt e Y is for Youth di Soichi Umezawa, solo sufficientemente riusciti A is for Amateur di E. L. Katz, F is for Falling di Aharon Keshales e Navot Papushado, H is for Head Games di Bill Plympton, M is for Masticate di Robert Boocheck e Q is for Questionnaire di Rodney Ascher, poco riusciti invece J is for Jesus di Dennison Ramalho e R is for Roulette di Marvin Kren. All'appello ne mancano quattro, decisamente diversi dagli altri, infatti ci sono due episodi che omaggiano qualcosa, il primo, P is for P-P-P-P SCARY! di Todd Rohal, le gag anni '30, purtroppo irritante, non male invece il secondo, W is for Wish di Steven Kostanski, che omaggia le linee di pupazzi della Mattel. E infine ci sono due episodi decisamente malati (più di alcuni altri), ma se non del tutto riuscito è D is for Deloused di Robert Morgan, lo è (seppur in parte) Z is for Zygote di Chris Nash, assurda fiaba moderna con finale efficace. In tal senso, la cosa più bella di The ABCs of Death 2 è il ritmo e la capacità di raccontare tante storie con semplicità e quasi sempre con efficacia. Anche in questo caso tuttavia complicato è dare un voto generale ai ben 26 episodi, ma a parte la bella sigla accompagnata da primi piani sulle pagine di un libro contenente una lezione e il livello di base leggermente più alto rispetto al precedente, è comunque un pochino migliore, per il fatto che a questo secondo giro non ci sono (troppi) corti inutili e che complessivamente ogni palato può essere soddisfatto. Voto: 6+
venerdì 14 giugno 2019
Leatherface (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/10/2018 Qui - Leatherface (Horror, USA, 2017): Un prequel di cui sinceramente non se ne sentiva affatto il bisogno, dico questo perché penso che a ben pochi importasse conoscere il passato del terribile "faccia da cuoio", personaggio che incuteva timore più per la sua stazza e la sua follia sanguinaria che per un qualunque approfondimento psicologico. Ma vabbè considerazioni personali a parte veniamo al film, che diciamocelo come puro intrattenimento senza grandi aspettative più o meno funziona, non riuscirà a trasmettere particolare tensione ma tenendo celata l'identità del nostro baldo eroe fino alla fine si riesce quantomeno a seguire la pellicola con un certo interesse. Bene anche l'idea di trasportare Leatherface lontano dall'ambiente dove l'abbiamo sempre visto in azione (e cioè la fattoria con annesso lugubre mattatoio), infatti questa volta l'azione si svolge in un ambiente esterno, non a caso siamo di fronte ad una sorta di road movie che per tanti aspetti strizza l'occhio al cult di Rob Zombie "La casa del diavolo" senza ovviamente possederne neanche un minimo della carica sovversiva di quest'ultimo. Non malvagia la regia, Alexandre Bustillo e Julien Maury (di cui questo è il loro primo lavoro su commissione), se la cavano abbastanza bene, senza mai brillare, a rendere interessanti le scene più violente (buono il reparto splatter e gore, anche se funzionale al solo effetto disgusto). Tuttavia una sceneggiatura alquanto improbabile e forzata, non aiuta, e comunque pur ammettendo che magari il film è girato anche benino, ma quando vai a prendere e trattare un qualcosa che ha fatto la storia del cinema, non ti puoi accontentare di qualche buon momento registico, non ti puoi accontentare di un corpo flagellato da una motosega, non ti puoi accontentare dei maiali che fanno cena con un poliziotto. Che dire quindi, un film che non mi ha detto, non mi ha trasmesso emozioni, non mi ha fatto paura, niente di niente (o quasi). E perciò quando pensate a Faccia di cuoio sapete cosa dovete fare (anche se questo film un obbrobrio non è del tutto, anzi)? Vedetevi il capolavoro "Non aprite quella porta" del compianto Tobe Hooper. Voto: 5,5
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