Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/10/2022 Qui - Mentre guidano verso la California, due fratelli, Becky e Carl, si addentrano in un campo del Kansas, attirati da una richiesta di aiuto. Tratto da Stephen King, il film di Vincenzo Natali (il famoso regista de Il cubo) è un horror che funziona nel ricreare atmosfere cupe ed angosciose legate ad un luogo apparentemente idillico e in realtà minaccioso e terrorizzante, ma è più riuscito nella prima parte rispetto alla seconda, in cui appare più convenzionale con la storia maggiormente "tirata per le lunghe". Inoltre i personaggi sono poco convincenti e pure la stessa star del film, ovvero Patrick Wilson, appare poco convinta. Nulla di memorabile (alla fine si ha l'impressione che l'idea si potesse sfruttare meglio) ma comunque non male, l'intrattenimento c'è. Voto: 6
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giovedì 27 ottobre 2022
Nell'erba alta (2019)
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giovedì 4 marzo 2021
The ABCs of Death 2 (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 04/03/2021 Qui - Dopo un primo film che dettava le coordinate del genere (ispirarsi a una lettera che rappresentasse l'iniziale del titolo), il ritorno dei terroristi dell'alfabeto, nuovamente intenzionati a declinare la morte e la sofferenza in meno di cinque minuti (26 nuovi registi all'opera, pochi quelli conosciuti, almeno da me, dal grande pubblico non saprei, molti i nomi nuovi, addirittura c'è un episodio diretto da un regista nigeriano, Lancelot Oduwa Imasuen, di cui segmento tuttavia, L is for Legacy, nella schiera dei due peggiori insieme a G is for Grandad di Jim Hosking). Ebbene, missione compiuta anche questa volta, anzi, rispetto al primo, mediamente i cortometraggi sono più interessanti e meno banali (va bene che non c'è la vetta assoluta che faccia ombra agli altri episodi, ma gli eccessi gratuiti sono molti di meno e più di un lavoro è di buonissima qualità). Se devo infatti scegliere fra la prima antologia e questa, propendo per questa seconda, generalmente più omogenea e di qualità complessiva leggermente superiore. Con diversi dosaggi ma l'ironia nera è una costante per tutti gli episodi o quasi, a volte con risultati persino sorprendenti o fulminanti. Difatti tra i migliori eccone alcuni, E is for Equilibrium di Alejandro Brugués e O is for Ochlocracy di Hajime Ohata, e poi da segnalare (ironia nera o no) ci sono I is for Invincible di Erik Matti, K is for Knell di Kristina Buožyte e Bruno Samper, S is for Split di Juan Martinez Moreno e V is for Vacation di Jerome Sable. Sempre tra i migliori, ma di registi noti, non deludono affatto, anzi, C is for Capital Punishment di Julian Gilbey (regista di A Lonely Place to Die), N is for Nexus di Larry Fessenden (regista ed attore, l'ultimo in questa veste I morti non muoiono), T is for Torture Porn di Jen e Sylvia Soska (American Mary) e X is for Xylophone di Alexandre Bustillo e Julien Maury (registi di Leatherface), delude invece Vincenzo Natali (si ricordi di Cube - Il cubo) con U is for Utopia. Per il resto, discretamente riusciti B is for Badger di Julian Barratt e Y is for Youth di Soichi Umezawa, solo sufficientemente riusciti A is for Amateur di E. L. Katz, F is for Falling di Aharon Keshales e Navot Papushado, H is for Head Games di Bill Plympton, M is for Masticate di Robert Boocheck e Q is for Questionnaire di Rodney Ascher, poco riusciti invece J is for Jesus di Dennison Ramalho e R is for Roulette di Marvin Kren. All'appello ne mancano quattro, decisamente diversi dagli altri, infatti ci sono due episodi che omaggiano qualcosa, il primo, P is for P-P-P-P SCARY! di Todd Rohal, le gag anni '30, purtroppo irritante, non male invece il secondo, W is for Wish di Steven Kostanski, che omaggia le linee di pupazzi della Mattel. E infine ci sono due episodi decisamente malati (più di alcuni altri), ma se non del tutto riuscito è D is for Deloused di Robert Morgan, lo è (seppur in parte) Z is for Zygote di Chris Nash, assurda fiaba moderna con finale efficace. In tal senso, la cosa più bella di The ABCs of Death 2 è il ritmo e la capacità di raccontare tante storie con semplicità e quasi sempre con efficacia. Anche in questo caso tuttavia complicato è dare un voto generale ai ben 26 episodi, ma a parte la bella sigla accompagnata da primi piani sulle pagine di un libro contenente una lezione e il livello di base leggermente più alto rispetto al precedente, è comunque un pochino migliore, per il fatto che a questo secondo giro non ci sono (troppi) corti inutili e che complessivamente ogni palato può essere soddisfatto. Voto: 6+
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