Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/10/2022 Qui - Un certo omaggio al gotico in tempi non ancora troppo sospetti, oltre che ad Alfred Hitchcock anche altro. L'anno prima Il sesto senso aveva un po' rilanciato, se così si può dire, non tanto l'horror duro e puro quanto il fanta-thriller psico-metafisico. Qui siamo in zona o comunque non troppo lontani e al timone c'è Robert Zemeckis, in un contesto che non gli è del tutto estraneo. Cionondimeno secondo me funziona pochino e lo piazzo tra le punte più basse toccate dal regista, insieme a Beowulf e a qualche altra cosuccia (La fantastica sfida era almeno divertente). Michelle Pfeiffer è sempre stupenda mentre Harrison Ford interpreta un ruolo non troppo dissimile da quello che gli abbiamo visto mettere in scena ormai sin troppe volte (solo che qui è colpevole fino in fondo). Non funziona troppo a mio avviso soprattutto perché, come da tradizione del regista, il film è lungo, troppo lungo nel caso specifico. Una buona mezz'ora in meno avrebbe giovato al ritmo, alla tensione, valorizzando una sceneggiatura piuttosto elementare e di per sé parca di reali colpi di scena. Allungando inutilmente il brodo invece stanca, specialmente quando la lunghezza non solo non è giustificata dallo sviluppo della storia ma nemmeno sempre da trovate registiche all'altezza, regia che invece non mi è parsa molto più che convenzionale. Una sufficienza la strappa ma, rivisto a distanza di anni e nonostante le suggestioni di location e fotografia, e pure un paio di sobbalzi iniziali tutto merito del regista, non va molto più in là. Voto: 6-
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giovedì 27 ottobre 2022
Orwell 1984 (1984)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/10/2022 Qui - Ho rivisto questo film con curiosità a distanza di vari decenni, per riscoprirne i valori, quasi con un occhio da storico o da archeologo. E' un film datato, imperfetto, troppo lento e freddo. Non è un capolavoro, ma si lascia vedere. Michael Radford se la cava infatti dignitosamente nel portare su schermo il capolavoro di George Orwell. Seppure con mezzi non enormi, rende bene un mondo futuristico, desolato e agghiacciante, dove il Potere ha il controllo assoluto su ogni pulsione umana, anche la più intima. Molto bravo come sempre John Hurt, ma anche Richard Burton a fine carriera se la cava benissimo come gelido inquisitore (e bella davvero Suzanna Hamilton). Forse qualche volo mistico di troppo. Certo, non paragonabile alla coeva geniale reinvenzione del mito orwelliano da parte di Terry Gilliam. Manca difatti quello scatto, magari nel segno dell'infedeltà al testo, che riesca a renderlo autonomo rispetto all'opera letteraria, così come accadrà (appunto) l'anno successivo con il capolavoro Brazil. In definitiva, non assolutamente un lavoro da buttare, ma meglio si poteva fare. Voto: 6+
Corro da te (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/10/2022 Qui - Un film copiato sì, ma copiato bene (e meglio), per una volta almeno. Il remake del film francese Tutti in piedi è infatti ed incredibilmente (seppur sia praticamente una copia carbone) più a fuoco, certo, è aiutato in questo dalla bellezza dei due protagonisti, comunque un voto positivo lo merita. Corro da te si fa apprezzare per il ritmo brioso, per l'assenza di volgarità, per alcuni personaggi piuttosto azzeccati e per la confezione ben curata dal regista Riccardo Milani (non nuovo a certi prodotti). Il valore aggiunto è la prestazione di Pierfrancesco Favino, attore che ha oramai raggiunto una maturità tale che gli permette di svariare dalle pellicole drammatiche a quelle leggere in maniera sempre eccellente. Qui è alle prese con un personaggio cinico ed odioso, che (molto) lentamente si evolve e finalmente matura grazie all'amore. La sua controparte è la bella Miriam Leone, che in verità è troppo bella per essere "vera", ma va bene. Una piacevole commedia che affronta garbatamente il difficile tema della disabilità, che nonostante la superficialità insita, si lascia vedere. Voto: 6
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