Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2024 Qui - La giovane Lia combatte per ottenere giustizia contro il suo aggressore nella Sicilia degli anni '70, un'epoca in cui tali crimini erano spesso travestiti da "fuitine" consensuali (come mostrato nella scena del tribunale, dove vengono poste domande degradanti alla protagonista). È un film di denuncia realizzato con uno stile sobrio e diretto che, nonostante un ritmo sostenuto e un messaggio importante (non piegarsi mai di fronte agli abusi), soffre purtroppo di un cast non all'altezza, ad eccezione della brava Claudia Gusmano, che interpreta con maestria le complesse sfaccettature di un personaggio costretto a maturare rapidamente. Non mancano le forzature ma film meritevole di visione. Voto: 6 [Sky]
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martedì 30 aprile 2024
mercoledì 16 settembre 2020
L'ospite (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/09/2020 Qui - Il Daniele Parisi di Orecchie, in un'altra brillante, sarcasticamente credibile, commedia. Potrebbe essere infatti lo spaccato di vita di chiunque quello raccontato da Duccio Chiarini in questo film. Una vita ordinaria, fatta di alti e bassi (forse più bassi che alti) tra un amore che finisce, una famiglia che preoccupa, malattie e stress, problemi lavorativi e la continua ricerca di sé stessi, crescita e perdita, figli forse voluti ma non cercati, amicizia e tradimento. Insomma, la vita nella sua (normale) quotidianità. A sopperire la mancanza di originalità c'è il garbo e l'eleganza emotiva del racconto, attraverso gli occhi del protagonista che condivide con il pubblico le sue paure, le emozioni e le incertezze, sotto una regia pulita, un ritmo narrativo lineare e una discreta prova attoriale (del protagonista ma anche di Silvia D'Amico e Sergio Pierattini, nonché di tutti gli altri). Un film centratissimo, fatto di incastri "diabolici" e che, soprattutto, sa usare l'arma dell'ironia e del sarcasmo anche quando la situazione sembra implodere (come succede spesso nella realtà). Una sceneggiatura equilibrata che non cede mai spazio a ruffianerie e sdolcinature fini a loro stesse (menzione obbligata per la coppia di genitori del protagonista: memorabili). Non il massimo in ambito dramedy, ma pellicola meritevole di attenzione. Voto: 6+
giovedì 7 novembre 2019
Momenti di trascurabile felicità (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 07/11/2019 Qui
Tema e genere: Romantica favoletta sul senso dell'esistenza, che prende spunto dai due romanzi Momenti di trascurabile felicità (2010) e il sequel Momenti di trascurabile infelicità (2015), scritti da Francesco Piccolo, co-sceneggiatore del film insieme al regista.
Trama: Paolo ha 92 minuti per ritornare sulla Terra e vivere gli ultimi momenti accanto alle persone che ama. Avrà il tempo di fare i conti con le cose importanti della propria vita, o gli torneranno in mente solo momenti di trascurabile felicità?
Recensione: Dai due romanzi di cui sopra, il solido e fidato Daniele Luchetti riesce a trarre un film che, forte di una sceneggiatura accurata, opera (come detto) del regista assieme all'autore dei romanzi, convince e si fa voler bene, nonostante qualche vezzo non proprio originale e, sulla carta, a rischio di provocare insofferenza. Se infatti l'io narrante del protagonista (un valido e ben scelto Pif, davvero bravo, come lo è sempre) si dimostra subito una discriminante narrativa troppo abusata che meriterebbe provvedimenti severi se non qualche divieto a danno di ostinati sceneggiatori che ancora se ne dimostrano schiavi, qui tuttavia l'espediente finisce per non infastidire, grazie ad una certa lungimiranza della narrazione, gradevole e ben scritta, con tratti di arguta brillantezza. E se il regista sorprende già da subito con una scena di scontro frontale davvero impressionante per il realismo sconcertante che riesce a trasmettere sullo spettatore, risulta anche molto efficace la ripresa che ne segue immediatamente la dinamica del tremendo impatto: una visione dal basso di un abisso, o di una estranea dimensione, rivolta verso l'alto, ove lo scontro sta avvenendo in tutto il suo tremendo impatto. Una scena di stampo "nolaniano" molto forte e straniante, per nulla scontata in un contesto sin troppo tipico da commedia italiana leggera e malinconica. Poi il suo racconto prende avvio, tra il genere fantastico alla "Il paradiso può attendere", e la commedia degli equivoci, rappresentandoci ancora una volta (il cinema lo ha fatto spesso) il "vestibolo" per l'assegnazione del luogo finale di destino delle anime, come un luogo affollato e pieno di una burocrazia di stampo kafkiano che diverte ma inquieta anche molto. E così Momenti di trascurabile felicità si fa, nonostante tutto, ben volere. La storia funziona soprattutto per merito (appunto) di una bella sceneggiatura e per opera dei due ottimi protagonisti: oltre al già citato Pierfrancesco Diliberto, è bravissima fino a commuovere anche la bravissima attrice e cantante Thony, dolcissima e stupenda nel ruolo della moglie che non comprende appieno l'afflato sopra le righe e certo insolito che d'un tratto contraddistingue un consorte quasi sempre distratto, pigro fino all'indolenza, un'attrice che centellina le sue apparizioni, conosciuta ed apprezzata molto pochi anni fa grazie a Paolo Virzì ed il suo bel "Tutti i santi giorni". Esilarante e necessario come sempre, qui impegnato nel ruolo strategico del burbero ma bonario traghettatore di anime, il grande Renato Carpentieri contribuisce non poco alla sostanziale riuscita di una commedia piccola, gradevole, ma anche in grado di toccare il cuore.
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