Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 15/12/2017 Qui - Dopo la mezza delusione patita con la metà precedente (che trovate qui), realizzata chiaramente al solo scopo di guadagnare qualche dollaro in più, e prima ancora del sufficiente secondo capitolo (che trovate nel link precedente), mi ero aspettato che tutto il meglio venisse riservato a questo capitolo, intitolato semplicemente Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 2 (The Hunger Games: Mockingjay - Part 2), film del 2015 diretto per la terza volta da Francis Lawrence, e, in effetti, fino a quando si concentra sulle peripezie della Ghiandaia e del suo gruppo di ribelli (che hanno l'obbiettivo di liberare per sempre Panem dal giogo del presidente Snow), il film funziona ed emoziona, grazie a un'azione incessante capace di assicurare suspense e scene di notevole impatto visivo. Ero già pronto quindi ad un finale esplosivo (dopotutto ho cercato quanto prima di vederlo e ci sono riuscito entro quest'anno) e invece...proprio sul più bello, quando i protagonisti stanno per penetrare nella tana del lupo, sembra quasi che il regista (forse l'autrice del libro non saprei) sembra quasi che abbia paura a elaborare una emozionante sfida finale, e decida così di "svicolare" e saltare direttamente alla conclusione, sprecando così tutto il potenziale accumulato all'inizio. Perché anche se si cambia completamente registro rispetto al capitolo precedente, giacché lì c'era da lamentarsi per la lentezza del film e la mancanza di azione, qui, nell'ultimo capitolo della saga, per fortuna non accade affatto, e anche se pregi dell'action ed elementi kitsch-melensi ai limiti del sostenibile si bilanciano, poco in definitiva funziona davvero. Anche perché seppur l'azione e l'adrenalina tornano a farla da padrone (come detto) manca tutto il resto.
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martedì 16 aprile 2019
Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 2 (2015)
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sabato 23 febbraio 2019
Hunger Games: La ragazza di fuoco (2013)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/01/2017 Qui - Reputo il primo originalissimo e avvincente capitolo il migliore della saga, perché molti erano gli elementi che si distaccavano da altre pellicole ambientate in un futuro distopico post apocalittico, mentre sia nel secondo e nel terzo (diviso in due come ormai abitudine) alcuni di quegli elementi che erano rimasti fuori e che avevano fatto la fortuna del primo, tornano prepotentemente in auge, ovvero la ribellione, i sentimentalismi sempre più marcati, meno azione e la lentezza esasperante, praticamente già visto, già fatto, certo non è del tutto simile a tanti altri, ma la lotta, la guerra, in queste situazioni è il filo conduttore ormai imprescindibile. Ora non che non mi faccia piacere, intendiamoci, ma sta un po' stancando. In ogni caso, Hunger Games: La ragazza di fuoco (The Hunger Games: Catching Fire), film del 2013 diretto da Francis Lawrence, ennesimo adattamento cinematografico di un romanzo di Suzanne Collins, è un discreto e interessante film, ma niente di eccezionale. Accade difatti che in 'Hunger Games: la ragazza di fuoco', il lato sentimentale prende più spazio che nel primo film, e anche se la trama, le scene, i combattimenti e soprattutto la suspense rimangono inalterati, anzi forse addirittura superiori perché le scene nella foresta non sono statiche come nel primo film ma possiedono più azione, non tutto convince, soprattutto perché nella prima parte sembra di assistere ad un lungo déjà-vu. Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence) infatti torna a casa sana e salva dopo aver vinto la 74ma edizione degli Hunger Games annuali insieme al tributo Peeta Mellark (Josh Hutcherson), ma dopo e durante aver intrapreso il "tour della vittoria" per i diversi distretti, lei si rende conto che una ribellione sta iniziando a prender corpo, nel frattempo a Capitol City il presidente Snow (Donald Sutherland), incurante della situazione, pensa all'organizzazione dei nuovi Hunger Games, un'edizione (l'ennesima e scioccante) destinata a cambiare Panem per sempre.
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giovedì 22 novembre 2018
La Spia: A most wanted man (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/02/2016 Qui - La spia: A Most Wanted Man (A Most Wanted Man) è un film del 2014 basato sul romanzo 'Yssa il buono' di John le Carré. Una spy story anomala, che all'azione preferisce l'introspezione, al dinamismo il gioco intellettuale, un thriller vecchio stile. All'azione vera e propria si preferisce infatti tutta la ricostruzione delle indagini con un'ampia panoramica su come funzionano i servizi segreti e quali metodi usano per arrivare ai loro scopi. Spesso questi metodi non spiccano per la loro legalità ma ormai dopo l'11 settembre questo sembra ormai dato per assodato. E' stato l'ultimo film del compianto Philip Seymour Hoffman. Tre degli attentatori dell'undici settembre erano di base ad Amburgo, da quel giorno la città portuale tedesca divenne un sito ad alto rischio, sorvegliato dai servizi segreti tedeschi e americani, compresi nel tentativo di anticipare un'eventuale minaccia terroristica. È in questo contesto geopolitico che si muove questo thriller politico. Un povero diavolo di origine russo-cecena, Issa Karpov, approda nel porto deciso a recuperare il denaro che suo padre, uno spietato criminale di guerra, ha accumulato impunemente. Allertati i servizi segreti tedeschi e americani, spetta a Günther Bachmann (Hoffman) scoprire se Issa Karpov è un innocente coinvolto in una storia più grande di lui o un pericoloso terrorista pronto a fare esplodere Amburgo. Intanto però sta indagando su un rispettato accademico musulmano che sta appoggiando segretamente delle attività terroristiche tramite donazioni ad una compagnia di navigazione con sede a Cipro. Bachmann, grasso, depresso, solitario ma acuto e intelligente, cinico e deluso col vizio dell'alcol e della solitudine, non può sbagliare e deve riscattare un passato e un fallimento pesante. L'uomo infatti è solo, beve ed è concentrato solo sul suo lavoro e questo ovviamente non fa che tormentarlo. Con l'aiuto di una giovane avvocatessa (Rachel McAdams), di un'astuta agente della CIA (Robin Wright), ben determinata ad ottenere ciò che vuole, con cui sembra nascere un'intesa sentimentale e professionale e di un losco banchiere (Willem Defoe), Bachmann organizza un contorto piano per incastrare il suo obiettivo.
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