Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 15/12/2017 Qui - Premetto che non ho mai giocato a Warcraft, ma essendo un videogiocatore lo conosco e conosco la Blizzard, probabilmente una delle più grandi e talentuose software house esistenti, tanto da creare un universo talmente enorme, diversificato, pieno di personaggi, mondi, storie e quant'altro, vantando milioni di fan e giocatori in tutto il globo. E' quindi evidente che produrne un film, questo, Warcraft: L'inizio (Warcraft), avventura fantasy del 2016 co-scritta e diretta da Duncan Jones, sarebbe stata un'impresa molto difficile e complessa, anche per il regista, figlio del compianto David Bowie e già autore di grandi successi, anche di critica come Moon e Source Code, ma l'impresa sembra decisamente riuscita. Questa volta infatti, nonostante la paura di trovarsi di fronte all'ennesimo mediocre prodotto rivolto ai solo fan, giacché quando si parla di opere cinematografiche derivate dal mondo videoludico c'è sempre la paura di ciò, bisognerà ricredersi, perché in Warcraft la regia è stata prudente e gli errori visti in film analoghi sono stati evitati. Pur non conoscendo quasi affatto la vicenda di cui si narra, come il sottoscritto, è facile esserne infatti completamente coinvolti (anche perché non è difficile capire tutto quello che gira attorno al film, dopotutto le vicende che vengono narrate nel film a mio parere sono comprensibilissime per chiunque sia capace d'intendere e di volere), con il risultato che le due ore di proiezione scorrono gradevolissime ed a fine proiezione la voglia di saperne ancora su questo nuovo mondo fantasy (sull'orlo di una guerra civile quando i suoi abitanti sono costretti a fare fronte all'attacco invasore di terribili guerrieri orchi in cerca di nuove terre da colonizzare) è tanta. Il regista infatti è riuscito nell'ardua impresa di proporre un film adatto a tutti, anche a chi non si è mai avvicinato prima a questa saga.
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martedì 16 aprile 2019
Warcraft: L'inizio (2016)
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sabato 23 febbraio 2019
Dracula Untold (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/01/2017 Qui - Dracula Untold, film fantasy del 2014 diretto da Gary Shore (autore del segmento di San Patrizio in Holidays), pur colmo di omaggi a pellicole che hanno fatto la storia, non delude le aspettative. In primis, perché questa nuova versione di Dracula, personaggio più volte riproposto sul grande schermo nel corso degli anni, si distacca notevolmente come caratterizzazione e poi colpisce la chiave dark e fumettistica nella quale il celebre vampiro viene proposto. Il Vlad Dracul, impersonato da un ormai consolidato Luke Evans (efficace nel trasmettere i conflitti interiori del suo personaggio all'interno di una performance fondamentalmente 'romantica') infatti, echeggia caratteri di altri film. Interessante, nonché innovativa invece l'idea di proporre una storia (che narra il motivo per cui il principe Vlad III è diventato il personaggio oscuro e famoso nella letteratura mondiale) di Dracula tanto distaccata quanto sempre affine all'immaginario vampiresco creato da Stoker. Difatti gli elementi chiave ci sono tutti, nulla che manchi all'appello, del classico vampiro c'è fortunatamente tutto. Dracula che diventa per forza di cose (tramite un ricatto bello e buono) un eroe suo malgrado, che si trasforma in un'oscura creatura della notte, che si schiera inevitabilmente però dalla parte del bene, anche se non è facile resistere ai limiti e alle debolezze umane. Impeccabile la scenografia e la fotografia, aiutate abilmente dal digitale, molti sono gli elementi che echeggiano l'epicità di pellicole come il Signore degli Anelli, a partire dalle ambientazioni finendo con i costumi dei protagonisti, passando per le scene d'azione in battaglia che riportano a mente la firma di Jackson nelle sue trilogie.
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