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lunedì 27 novembre 2023

Apostolo (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/11/2023 Qui - Gareth Evans dopo aver riscritto le regole del cinema action asiatico con i due ottimi "The Raid" confeziona una pellicola piuttosto atipica, una sorta di thriller che strizza più di un occhio all'immortale "The Wicker Man" con la sua straniante comunità religiosa, per poi verso il finale trasformarsi in un delirante horror esoterico che non può non ricordare Lovecraft. L'inizio è davvero intrigante, ad un certo punto però il film vira verso il sovrannaturale, con qualche passaggio d'effetto ma anche qualche smagliatura nel racconto. Egli dirige sapientemente una sceneggiatura alquanto articolata e la fotografia esalta bene i suggestivi paesaggi. Tuttavia prima della conclusione finale sembra smarrirsi un po' e vengono inserite un paio di scene gore non si sa fino a che punto necessarie. L'eccessiva durata è il tallone d'Achille di questa pellicola che porta soprattutto nella parte centrale ad una caduta di tono. Accorciarlo di una ventina di minuti lo avrebbe reso indubbiamente più godibile e coinvolgente di quello che è. Nel complesso risulta un prodotto riuscito, ma certo non memorabile. Voto: 6

sabato 30 aprile 2022

Waiting for the Barbarians (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2022 Qui - Una piccola zona di frontiera, dove sono certamente pochi i casi di violenza, diventa la valvola di sfogo di alcuni militari che torturano fino alla morte alcuni civili su cui pendono accuse piuttosto veniali. Il perché succeda questo sta dietro all'abuso di potere e al razzismo. Solo un uomo cerca di contrastare il tutto, un sempre bravo Mark Rylance (Johnny Depp e Robert Pattinson non pervenuti), unica oasi in questo deserto...di noia. Un film piuttosto lento che rigira su sé stesso senza mai arrivare ad una conclusione. Si celebra lo sforzo estremo di questo (quasi) martire ma non ho gradito il modo in cui si racconta la storia (adattamento cinematografico del romanzo del 1980 Aspettando i barbari, scritto da J. M. Coetzee, qui sceneggiatore). Non l'ho digerito questo film, pazienza. Ma comunque mi dispiace, perché a dirigerlo era il Ciro Guerra dell'affascinante El abrazo de la serpiente. Voto: 5

giovedì 4 luglio 2019

The Lodgers - Non infrangere le regole (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/02/2019 Qui - The Lodgers - Non infrangere le regole (Horror, Irlanda 2017): Ho visto già con La vedova Winchester dei fratelli Spierig una ghost story ambientata nella casa più infestata della California, la Winchester House, con The Lodgers – Non infrangere le regole ci spostiamo in quella più infestata d'Irlanda, ma il risultato è completamente diverso, ovvero un film ugualmente e potenzialmente interessante, con atmosfere e scenografie bellissime, ottima fotografia, rovinato però da una sceneggiatura sconcertante e da attori non all'altezza. Con questo film infatti, una fiaba nerissima che può contare su un'ambientazione vivida, con alcune immagini di solido impatto pittorico, un film che racconta di due gemelli costretti a vivere segregati in casa ed a rispettare certe strane regole, il regista Brian O'Malley combina un mezzo pastrocchio che si risolve (letteralmente, è il caso di dirlo) con un gran bel buco nell'acqua. Perché The Lodgers – Non infrangere le regole ha non solo la colpa di essere un brutto film, o un progetto completamente sbagliato, ma addirittura un horror che riesce prima a confondere (passerà almeno un'ora prima che si possa riuscire a capire qualcosa della vicenda) e poi ad annoiare profondamente. Quindi ancora due gemelli maledetti, una casa stregata, un interesse amoroso esterno per lei: nel caso ve lo steste chiedendo no, non siamo in Crimson Peak, ma il discorso è che se nemmeno il vincitore del premio Oscar Guillermo Del Toro era riuscito a dare nuova linfa al topos cinematografico della "maledizione familiare con gemelli annessi" non vedo come e perché possa poterci riuscire il buon O'Malley. Almeno Del Toro aveva arricchito la sua trama banale con quella vivace ambientazione colorata, con quei vestiti eleganti, con le sue idee visive: invece in questo horror gotico (che vuole essere d'atmosfera ma che non riesce ad esserlo) è tutto molto freddo, tutto molto grigio, tutto molto smorto e poco interessante, poco attraente, molto poco originale e soprattutto incredibilmente noioso. La sensazione diffusa è quella di un compitino caotico derivativo al quale sarebbe servita più asciuttezza nel muoversi tra le pieghe dell'horror (tanti gli stereotipi), con svolte visionarie e doppiezze sessuali che nell'ultima mezz'ora si fanno perfino programmatiche e pedestri. Pessimi Bill Milner e Eugene Simon, un po' meglio Charlotte Vega ma semplicemente perché il suo personaggio è caratterizzato un po' meglio e, comunque, è l'unico che, effettivamente, fa qualcosa nel film (piccolo ruolo per l'attore inglese David Bradley, però poco e mal sfruttato). Ma nonostante la buona prova della Vega (della bella attrice spagnola), la confezione di pregio e la messa in scena raffinata, suddetti elementi non bastano a fare di questo film qualcosa per cui valga la pena spendere del tempo. Voto: 4