sabato 23 marzo 2019

Home of the Brave (2006)

Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2017 Qui - Home of the Brave (Drammatico, USA, Marocco, 2006): Diretto da Irwin Winkler, molto più bravo come produttore che come regista, questo film drammatico ci mette un po' ad ingranare la marcia e, quando lo fa, non ingrana comunque mai la quinta, semmai la seconda, senza riuscire mai a coinvolgere. Abituati alle mega-produzioni hollywoodiane questo film infatti non convince pienamente nelle ricostruzioni delle scene di guerra per mancanza evidente dei mezzi necessari ma decidendo di seguire le vicende umane di quattro reduci giunge a delle considerazioni interessanti, senza scivolare in giudizi di parte, né patriottici né pacifisti. Jessica Biel, Samuel L. Jackson e 50 Cent (a cui ci aggiungiamo un piccolo cameo di Christina Ricci) offrono sì una pregevole interpretazione ma il tipo di narrazione e la fotografia (sempre piuttosto piatta) fanno somigliare tale titolo ad un film per la televisione, il che spiegherebbe solo in parte la scelta di dirottarlo sul mercato home-video (infatti è arrivato in Italia moltissimo tempo dopo), poiché il regista, che non poteva disporre forse di una sceneggiatura migliore, si affida a uno stile troppo ridondante ed effettato, sottolineando spesso l'ovvio. Più che altro sembra un manuale sui disordini post-traumatici da esperienza bellica con tutto il corollario di situazioni, il tizio che beve, quello violento, quello perso, eccetera. Insomma stereotipi e cliché a manetta e se ci aggiungiamo che la regia fatica ad entrare in simbiosi con questi personaggi, quasi nulla emoziona o appassiona. Voto: 5

The Sea Wall (2008)

Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2017 Qui - The Sea Wall (Drammatico, Francia, Cambogia, 2008): Arrivato leggermente (chissà perché) fuori tempo massimo, questo film che riprende nuovamente il romanzo di Marguerite Duras "Una diga sul Pacifico", è davvero un film artificioso e inconcludente nonché poco appassionante, seppur la storia (storicamente vera) di una donna francese che nell'Indocina del 1931, vive con i due figli, che lotta sia contro la burocrazia corrotta del paese dove ha scelto di vivere, sia contro l'ineluttabile e prossimo distacco dai figli, così male non è. Ma la regia del regista cambogiano Rithy Pahn è leggermente ridicola, forzata come il film stesso che, irrita per colpa di Gaspard Ulliel, certamente intriga (solo un topless però) per l'allora esordio della bella Astrid Berges-Frisbey (bravissima sette anni dopo in Alaska), un po' esaspera per l'ambigua protagonista Isabelle Huppert e che infine, sia musicalmente che narrativamente parlando, annoia e si perde spesso in dialoghi (nonostante l'epoca che giustifica in parte ciò) assurdi ed allucinanti. La storia e le situazioni infatti prendono delle strane pieghe e risvolti imbarazzanti. Insomma davvero poca roba e niente di salvabile. Voto: 5

Mississippi Grind (2015)

Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2017 Qui - Mississippi Grind (Drammatico, Usa 2015): Ben Mendelsohn (Black Sea e tanti altri) interpreta un uomo preso dal gioco d'azzardo compulsivo, cosa che lo ha rovinato nella vita e continua (egoista sempre) a rovinarlo. Una sera però al tavolo da poker incontra un misterioso e fascinoso uomo (Ryan Reynolds, moltissimi altri) che sembra dotato dell'incredibile potere di riuscire sempre ad azzeccare ogni tipo di scommessa. Venuto a sapere di un grande incontro di poker a New Orleans, il giocatore compulsivo convince il nuovo amico ad andare con lui, l'uomo è indebitato, e vede la situazione come l'occasione per rifarsi. Sarà un lungo (ed estenuante) viaggio, e, come da tradizione per molti road movie, molti saranno i temi affrontati (purtroppo non tutti approfonditi in modo efficace), su tutti appunto quello del (più volte bastardo) gioco d'azzardo ma anche, direi, dell'amicizia, però in modo superficiale e non sempre convincente. Colpa di una storia troppo semplice, largamente prevedibile, lungamente statica, banale e semplicemente noiosa (personalmente intendo). Buona anche se disfunzionale la musica blues di sottofondo, sufficiente l'interpretazione degli attori protagonisti (seppur entrambi sottotono) ma davvero mediocre è la resa finale. Poiché questo film in sintesi può essere considerato "la noia" fatta a pellicola. Voto: 5