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giovedì 9 maggio 2019

Fallen (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/02/2018 Qui - Fallen (Fantasy, Usa 2016): Non mentirò, ho visto questo film solo perché c'era la bella, giovane e sexy Addison Timlin, molto ammirata ne Il luogo delle ombre. Purtroppo però era meglio se non l'avessi fatto, perché questo film tratto dall'omonima saga letteraria (best seller di successo che non ho letto e che il film non incoraggia minimamente a fare), diretto da Scott Hicks (regista appena sufficiente leggendo la sua filmografia) e chiaramente avvicinabile a Twilight per il target a cui è destinato e per le vicissitudini sentimentali e action che propone (solo che invece dei vampiri ci sono gli angeli e i diavoli), è un'avventura fantasy-romatica-drammatica banale e risibile. Un film in cui la trama (piena di cliché e povera di contenuto, dove il problema principale è il plot, quello di una ragazza che è stata obbligata a frequentare il riformatorio Sword And Cross dopo essere stata accusata di un omicidio e che scoprirà man mano con il passare delle vicende la realtà dei fatti, ma che nel frattempo è corteggiata da due misteriosi corteggiatori) non sta in piedi ed è improbabile anche per un fantasy teen movie. Così tanto che, a causa soprattutto dei dialoghi fessi e delle caratterizzazioni sciocche di personaggi insipidi e ordinari, a farla da padrone è la noia. Per un'ora e un quarto infatti non succede assolutamente nulla e anche quel poco che succede nell'ultimo quarto d'ora non è nulla di entusiasmante. Senza contare che il finale, che in verità non c'è, anche perché esso dovrebbe precedere un sequel (che spero mai sarà prodotto) è poco convincente. Fallen insomma, dove non ci sono neanche un granché di effetti speciali, è poco coinvolgente e troppo patinato da meritarsi una visione, figuriamoci la sufficienza. Voto: 4,5

domenica 13 gennaio 2019

All Cheerleaders Die (2013)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2016 Qui - All Cheerleaders Die è un intrigante, eccitante e magico (decisamente soprannaturale) film horror statunitense del 2013, diretto da Lucky McKee (presentato al Festival di Toronto quell'anno). Il film, andato in onda su Rai4 il 26 luglio (sempre tramite il ciclo Midnight Factory), è il remake di un film del 2001 con il medesimo nome e del medesimo regista. All Cheerleaders Die è difatti l'ulteriore passo avanti del regista in un mondo matriarcale, con le sue leggi, i suoi miti e le sue ritualità, votato a un sanguinario conflitto con tutto ciò che gli è esterno, non certo perché esso sia un mondo governato dalla violenza, ma perché ha dovuto imparare a difendersi. Infatti dal primo all'ultimo dei suoi film, Lucky McKee è rimasto sempre strettamente fedele alla descrizione del Femminile non soltanto come una categoria dell'esistente ma come una specie di entità trascendente, qualcosa di superiore e di completamente estraneo rispetto all'Uomo, un universo a parte. Come per esempio l'omosessualità femminile, un must nel cinema di McKee ma non certo con un valore semplicemente voyeuristico. Le sue protagoniste (anche in questo film) hanno rapporti sessuali e affettivi tra loro perché questo ribadisce la loro cesura rispetto al resto, all'esterno, a tutto quello che non rientra nel raggio della loro autonomia. Comunque nella situazione di partenza di All Cheerleaders Die, c'è il tema, che può sembrare semplice e banale (e lo è, e ciò mi da un po' fastidio), dell'opposizione tra i ragazzi della squadra di football e le ragazze cheerleaders del liceo. Si disputa infatti su quale tra i due schieramenti sia più abile, su chi riesca a compiere le imprese atletiche più difficili. Uno scontro che il regista pone come una faccenda molto seria, al di là della levità del racconto che sembra acquistare qualche volta i toni della commedia. Un conflitto, appunto, (un aspetto centrale, fondamentale, molto sottolineato del regista) che acquista sempre più forza dopo la morte accidentale di Alexis all'inizio del film.