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giovedì 24 gennaio 2019

Romeo & Juliet (2013)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 19/09/2016 Qui - Romeo & Juliet è l'ennesima trasposizione (come se fosse ancora necessaria) di una delle più note ed appassionanti tragedie Shakespeariane, la storia d'amore più bella di tutti i tempi (anche se io non sono mai stato d'accordo con questa affermazione visto il finale). Ovviamente il film che ripropone questo celeberrimo dramma, presenta alcuni piccoli adattamenti in quanto liberamente tratto dall'opera originale. La pellicola del 2013, infatti, diretta da un regista italiano Carlo Carlei, e sceneggiata dal premio Oscar Julian Fellowes (Gosford Park) riprende alla base il romanzo, forse troppo dato che sembra di assistere ad una pièce teatrale (quasi musical) e non ad un film, ma certe piccolissime innovazioni introdotte nella vicenda stonano un pochino. Questo perché la sceneggiatura invece di soffermarsi alla narrativa e al modo di appassionare e coinvolgere è più attenta alla superficie formale e dunque indotta verso una trasposizione troppo di maniera ed estetizzante.  E dunque va bene, fino ad un certo punto, puntare sulla bellezza ultraterrena di attori ed attrici, anche se Hailee Steinfeld appare più appassionata e coinvolta (più che in Ten Thousands Saints) che il solo unicamente appariscente suo partner-bambolotto Douglas Booth, che al contrario pare impegnato unicamente a sfilare in passerella, ma poi la contesa tra due famiglie che rende irraggiungibile il sogno di un amore assoluto che sostituisce i capricci e le naturali ritrosie giovanili, si svilisce in una mera vuota fiera della vanità e del capriccio. In ogni caso la regia è diretta e rappresentata in maniera egregia ma solo l'ambientazione cinquecentesca con delle pregevoli location è l'unico elemento ad elevare un film altrimenti piatto, in cui tutti gli elementi dell'opera di Shakespeare, poetici, ironici o drammatici, risultano semplificati e banalizzati.