Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 02/07/2021 Qui - Un ibrido non sempre convincente (sembra più un pilot di una serie che di un film vero e proprio). Josh Boone (il regista) tenta di dare ai mutanti un'aria dark e horror che in teoria ben si sposerebbe con i personaggi (provenienti dal mondo dei fumetti), ma la gestazione travagliata del progetto e i tanti reshoots si notano, tanto da dare al film una forma strana tra il teen horror e un fantasy qualunque. La trama è buona finché tenta di esplorare le psicosi dei ragazzi, ma si perde poi tra brutti effetti speciali e colpi di scena telefonati. Buona l'interpretazione del cast (da segnalare la buonissima prova di Anya Taylor-Joy nei panni della bulla schizzata), così come indovinate sono le prime sequenze da "incubo", meno il finale baracconesco. Il film procede con un ritmo troppo sostenuto, e si potrebbe dire che soffra di una sorta di eiaculazione precoce cinematografica. Fretta, troppa fretta, un'impellente (non si sa perché) bisogno di terminare il film, senza concludere nulla e lasciando sotto-trame a metà. Lo sviluppo dei personaggi è incompleto, l'intreccio banale e a volte forzato, alcuni elementi sembrano addirittura ripresi, scopiazzati male da altri film nettamente superiori, e buttati in mezzo, così de botto, senza senso. Un film che si stacca abbastanza nettamente (anche stilisticamente) dalla serie degli X-Men alla quale è in qualche modo collegato, ma che esattamente come la cinematografia del suddetto franchise lascia abbastanza a desiderare. E dopo Dark Phoenix è questo un altro brutto colpo per le speranze di rinascita. Voto: 5
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giovedì 1 luglio 2021
The New Mutants (2020)
Labels:
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lunedì 3 maggio 2021
Marrowbone (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 03/05/2021 Qui - Un film che si inserisce all'interno del filone delle case infestate in cui The Others fornisce se non altro un punto di riferimento. Al contrario dell'opera di Alejandro Amenabar, questo film di Sergio G. Sánchez (al suo esordio dietro la macchina da presa) vira verso orizzonti diversi (più "materiali"), però mantenendo centrale il ruolo della magione, che porta dentro di sé quel passato che perseguita la famiglia. La storia pur non essendo originale è abbastanza solida, fornisce qualche buon colpo di scena (per i meno neofiti sicuramente è più prevedibile) e complessivamente il giovane cast (comprendente Anya Taylor-Joy, un nome qualsiasi all'interno del panorama cinematografico mondiale) se la cava più che egregiamente. Classico, non privo di difetti, ma tutt'altro che malriuscito, praticamente senza infamia e senza lode. Non mi ha fatto impazzire però è una pellicola tutto sommato gradevole. Voto: 6+
giovedì 9 maggio 2019
Shut In (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/02/2018 Qui - Shut In (Drammatico, USA, Canada, Francia, 2016): Credevo di vedere un film discreto e non banale ma soprattutto un thriller psicologico interessante, invece questo film di (uno sconosciuto) Farren Blackburn è una summa di quanto ogni appassionato di thriller (ma più in generale di cinema) dovrebbe detestare, lo sviluppo della trama è incerto, ogni situazione viene vagamente abbozzata e mai scavata a fondo, nessun approfondimento psicologico sui personaggi. Ma soprattutto tutto è pericolosamente prevedibile, ogni mossa dei protagonisti intuibile, il finale è chiaramente in sintonia con i cliché più eclatanti del genere risultando più ovvio che scontato. Perché la storia di Mary (una comunque sufficiente Naomi Watts), una psicologa infantile, che vive e lavora senza mai allontanarsi dalla sua casa, dove riceve a domicilio i suoi pazienti e soprattutto si occupa del figliastro diciottenne Stephen (Charlie Heaton di Stranger Things), ridotto in stato vegetativo dall'incidente stradale in cui è morto il marito Richard, e che quando resta coinvolta nella misteriosa sparizione di uno dei suoi pazienti, il piccolo Tom (interpretato dal ragazzino fenomeno di Room, Jacob Tremblay), comincia a essere perseguitata da strani eventi che condurranno a un'agghiacciante scoperta, è troppo "scolastica". Per di più manca pressoché tutto, il pathos, lo slancio, il ritmo e la tensione non esiste. Non c'è infatti un singolo momento in cui lo spettatore si senta davvero inquieto. La recitazione sovraccaricata (compreso un Oliver Platt insulso) e le situazioni parossistiche poi lasciano un solo modo al regista per suscitare terrore, i soliti Jumpscare triti e ritriti. Certo, si lascia seguire senza affanni (anche perché suggestiva è l'ambientazione innevata) ma, nel mio caso, non convince e non invoglia certamente ad una seconda visione. Voto: 5,5
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