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mercoledì 31 gennaio 2024

Cattiva coscienza (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2024 Qui - Una commedia simpatica, che strizza l'occhio a quelle americane per lo spunto di partenza (ognuno di noi ha una coscienza che ci dice cosa fare per mantenerci sulla retta via, ma quando un umano sfugge al controllo la coscienza va sulla Terra), che sa essere ben usato dalla sceneggiatura seppure con buchi qui e là. Discreto il cast, ben diretto (da Davide Minnella), con la coppia Francesco Scianna/Filippo Scicchitano in testa e nelle retrovie un fantastico e tenero Alessandro Benvenuti (la Matilde Gioli è sempre graziosa ma con un personaggio non messo bene a fuoco). Si sa ovviamente dove andrà parare il tutto, ma si ride e il ritmo è bello serrato, risate e sentimenti insomma in giuste dosi, proprio non male. Voto: 6 [Sky/Prime Video]

martedì 18 febbraio 2020

Mollami (2019)

Titolo Originale: Mollami
Anno e Nazione: Italia 2019
Genere: Commedia
Regia: Matteo Gentiloni
Sceneggiatura: Matteo Gentiloni
Cast: Martina Gatti, Adriano Novelli, Maria Chiara Giannetta, Neri Marcorè
Caterina Guzzanti, Gianmarco Tognazzi, Alessandro Sperduti
Durata: 81 minuti

Road movie targato Sky Original diretto da Matteo Gentiloni.
Un'adolescente problematica viene costretta dal padre ad andare in collegio, ma il viaggio non sarà semplice.

venerdì 2 novembre 2018

Ogni maledetto Natale (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 03/01/2016 Qui - Ogni maledetto Natale è un film idiota, scemo e inutile. Due ragazzi si innamorano e passano la vigilia con la famiglia di lei, buzzurra e coatta (in Italia esistono veramente famiglie così? non credo) e poi dopo la rottura del loro legame, lei va dalla famiglia di lui il giorno dopo, aristocratica e snob (queste famiglie esistono..), ma i due dopo aver capito che le loro famiglie non fanno per loro, scappano per coronare il loro amore. Un film (del 2014) veramente pessimo, artificioso, diretto male, recitato (stranamente visto il cast) peggio, mai divertente, pensato esclusivamente per il botteghino, situazioni comiche (o presunte tali) stagnanti e banalissime. Manca equilibrio, è quasi sempre sopra le righe e non è affatto un prodotto alternativo. La storia certo è originale ma poteva essere fatto meglio e il messaggio che da è abbastanza deludente, l'incapacità vera di separarsi da famiglie assurde, un rapporto basato solo sul ricatto reciproco...rapporti umani che fanno sempre pena. I protagonisti poi fanno due ruoli nello stesso film (entrambe le famiglie), forse l'unica originalità, ma il risultato è comunque pessimo. Voto: 4,5

domenica 28 ottobre 2018

Confusi e Felici (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/12/2015 Qui - Massimiliano Bruno, regista, attore e più, continua la buona tradizione della commedia all'italiana che ha contribuito a fare grande il nostro cinema. Il film Confusi e Felici (2014) è spassoso e ha anche qualcosa da insegnare visto che il nostro tempo sembra essere più distruttore di valori che non  ideatore o consolidatore degli stessi. Marcello (Claudio Bisio) è uno psicanalista che esercita senza vocazione in uno studio di Roma. Cinico e svogliato, assiste una una cricca alquanto particolare di pazienti sull'orlo di una crisi di nervi. Nazareno è un pusher di borgata che soffre di attacchi di panico e ha un figlio in arrivo da una ragazza di colore, Pasquale (il regista), autista di autobus, ha quarant'anni e una dipendenza dalla madre e dai carboidrati, Vitaliana è una ninfomane infatuata di Marcello, Betta e Enrico sono una coppia in debito di sesso e di passione, Michelangelo, telecronista sportivo, ha un problema a gestire la sua rabbia e il tradimento della moglie con un tedesco. Congedati improvvisamente da Marcello (che durante una delle solite esercitazioni con l'arco), scopre di soffrire di una rara malattia agli occhi che lo porterà alla cecità in poco tempolo psicanalista cade quindi in una profonda depressione, (eh sì anche gli psicanalisti possono cadere in depressione!). Silvia, fedele segretaria di Marcello, che lo accompagnerà nel suo percorso di rinascita, decide di radunare i suoi pazienti per cercare, tutti insieme, di farlo uscire dalla crisi. Strampalati ma affettuosi e divertenti, i pazienti di Marcello cercheranno in ogni modo, di aprirgli gli occhi sul mondo, di tirargli su il morale riuscendo a farlo aprire alla vita per diventare una persona migliore. Quando però la situazione peggiora e scopre che perderà la vista entro un mese e mezzo al massimo e l'unica opzione rimasta è quella di una operazione in un centro specializzato in Germania, ricade nella disperazione. Ma il nuovo terapeuta del gruppetto, lo convincerà a tentare la sorte, liberandosi delle sue paure, e riconciliatosi coi suoi amici partono tutti alla volta della Germania.

venerdì 12 ottobre 2018

Soap Opera (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/10/2015 Qui - Soap Opera è una commedia brillante che racconta gli odi, gli amori, gli equivoci, gli intrecci e le complicate traiettorie emotive che collegano tra di loro i bizzarri abitanti dello stesso palazzo, a poche ore dal capodanno, in una Milano innevata e solo 'accennata'. Francesco (De Luigi) ancora innamorato della ex Anna (Cristiana Capotondi), che scopre essere incinta di un altro uomo, Paolo (Ricky Memphis) che aspetta un figlio dalla moglie ma viene assalito da dubbi in merito alla propria sessualità, la bellissima Francesca (Sednaoui) il cui ex fidanzato si è appena suicidato, Alice (Chiara Francini) star di una nota soap opera televisiva e con la passione per gli uomini in divisa, Gianni e Mario (Ale e Franz), gli esilaranti fratelli legati strettamente da un incidente che costringe uno dei due su una sedia a rotelle e l’altro ad accudirlo, vivranno una notte piena di colpi di scena, alla fine della quale la vita di tutti si ritroverà irrimediabilmente cambiata. Una commedia (del 2014) agrodolce, che, nonostante alcune buone intuizioni, ho trovato piuttosto insipida, sempliciotta e molto nazional-popolare ma ben diretta, ben interpretata e ricca di gag spassose. Buona l'idea dell'indeterminatezza del tempo e luogo, una scelta coraggiosa del regista che rinuncia al facile espediente delle "macchiette regionali" e contemporaneamente crea un'atmosfera surreale. Mi è poi piaciuto il mostrare in alcuni momenti lo "spaccato" del condominio, che mostra contemporaneamente tutti gli eventi che si verificano nei singoli appartamenti. Forse l'autore voleva "mettere a nudo" l'essenza dei protagonisti, le loro fobie e manie; aspirazioni e delusioni; le loro piccole meschinità ed una bontà d'animo di fondo, non coglie però nel segno, perché le recitazioni sono sembrate poco spontanee, troppo legate ai ruoli che gli attori sono soliti interpretare in altri contesti e il buon Abatantuono sembra veramente fuori luogo e fuori controllo! Quel poco di tensione che si crea viene sciolto dal combaciare di tutti i tasselli del "puzzle" in una conclusione simpatica ma scontata. Voto: 6