Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 21/11/2020 Qui - Gabriele Salvatores (che finalmente torna a essere interessante dopo le incerte derive supereroistiche) tratta un argomento non facile, lo fa toccando le corde dei sentimenti, del rapporto tra un padre, che è fuggito quando suo figlio è nato, e un figlio che non ha mai visto suo padre e che a causa dell'autismo è sempre stato costretto a una vita troppo "ingabbiata". La storia è davvero bella (anche perché vera), Giulio Pranno esalta il suo personaggio con un'interpretazione meritevole. Ma il film sembra non riuscire a "sbocciare", fermandosi agli strati superficiali sia delle vicende dei personaggi che ai rapporti interpersonali tra i protagonisti. Gioca tutto sull'emozione (siamo sulla scia del recente, sempre italiano, Mio fratello rincorre i dinosauri solo che in questo caso la parte drammatica è predominante su tutto) ma non riesce a far "immergere" completamente nella storia. Il finale poi è forzato e senza senso. Tuttavia, molto bravo Claudio Santamaria, come tutto il resto del cast (comprendente anche Diego Abatantuono), buona la realizzazione, e la struttura on the road premia, dando comunque un ritmo vivace all'intera pellicola, una pellicola semplice che si fa guardare. Voto: 6
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sabato 21 novembre 2020
venerdì 12 ottobre 2018
Soap Opera (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/10/2015 Qui - Soap Opera è una commedia brillante che racconta gli odi, gli amori, gli equivoci, gli intrecci e le complicate traiettorie emotive che collegano tra di loro i bizzarri abitanti dello stesso palazzo, a poche ore dal capodanno, in una Milano innevata e solo 'accennata'. Francesco (De Luigi) ancora innamorato della ex Anna (Cristiana Capotondi), che scopre essere incinta di un altro uomo, Paolo (Ricky Memphis) che aspetta un figlio dalla moglie ma viene assalito da dubbi in merito alla propria sessualità, la bellissima Francesca (Sednaoui) il cui ex fidanzato si è appena suicidato, Alice (Chiara Francini) star di una nota soap opera televisiva e con la passione per gli uomini in divisa, Gianni e Mario (Ale e Franz), gli esilaranti fratelli legati strettamente da un incidente che costringe uno dei due su una sedia a rotelle e l’altro ad accudirlo, vivranno una notte piena di colpi di scena, alla fine della quale la vita di tutti si ritroverà irrimediabilmente cambiata. Una commedia (del 2014) agrodolce, che, nonostante alcune buone intuizioni, ho trovato piuttosto insipida, sempliciotta e molto nazional-popolare ma ben diretta, ben interpretata e ricca di gag spassose. Buona l'idea dell'indeterminatezza del tempo e luogo, una scelta coraggiosa del regista che rinuncia al facile espediente delle "macchiette regionali" e contemporaneamente crea un'atmosfera surreale. Mi è poi piaciuto il mostrare in alcuni momenti lo "spaccato" del condominio, che mostra contemporaneamente tutti gli eventi che si verificano nei singoli appartamenti. Forse l'autore voleva "mettere a nudo" l'essenza dei protagonisti, le loro fobie e manie; aspirazioni e delusioni; le loro piccole meschinità ed una bontà d'animo di fondo, non coglie però nel segno, perché le recitazioni sono sembrate poco spontanee, troppo legate ai ruoli che gli attori sono soliti interpretare in altri contesti e il buon Abatantuono sembra veramente fuori luogo e fuori controllo! Quel poco di tensione che si crea viene sciolto dal combaciare di tutti i tasselli del "puzzle" in una conclusione simpatica ma scontata. Voto: 6
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