venerdì 28 novembre 2025

I film del mese (Novembre 2025) - Seconda Parte

Post pubblicato su Pietro Saba World il 28/11/2025 Qui - Ecco la seconda parte della lista dei film visti questo mese. Scelte o meno, pellicole visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Mediaset Infinity (compreso Plus), Paramount Plus e RaiPlay, a infine Disney Plus, TimVision e occasionalmente YouTube. Sporadicamente anche da Apple Tv Plus, Pluto TV e siti vari (anche non legali). Il secondo speciale cinematografico del mese è incentrato (come quello di febbraio scorso) su i film candidati e/o premiati ai Premi Oscar di quest'anno.

Paddington in Perù (Fantastico/Avventura 2024) - La terza (chissà se sarà anche l'ultima) avventura porta l'orsetto peruviano e la famiglia Brown in Sudamerica, tra la foresta amazzonica e la visita alla zia Lucy. La trama, pur semplice, è ben strutturata e riesce a emozionare soprattutto nel finale, mantenendo intatto il tono tenero e ingenuo del protagonista che continua a mettersi nei guai con dolcezza. Il film alterna momenti comici e avventurosi, con ritmo vivace e scenari suggestivi. Gli effetti digitali degli orsi restano evidenti, ma non compromettono il coinvolgimento. Antonio Banderas aggiunge un tocco curioso al cast, mentre l'atmosfera rimane quella tipica della saga: calda, familiare e capace di divertire grandi e piccoli. Non raggiunge la magia dei primi due capitoli, ma resta un'avventura simpatica e godibile. Voto: 6+

Ballerina (Azione/Thriller 2025) - Uno spin-off di John Wick (da poco conclusasi, qui) che riprende la stessa formula: vendetta, carneficina e azione spettacolare. La trama è basilare e prevedibile, ma le scene di combattimento sono coreografate con grande energia, spesso più violente e inventive rispetto alla saga principale. Ana de Armas convince nelle sequenze fisiche, anche se il personaggio rimane poco sviluppato. Camei di Reeves e Reddick fanno da richiamo ai fan, mentre ambientazioni suggestive come il villaggio alpino aggiungono atmosfera. Film godibile e adrenalinico, ma troppo lungo e narrativamente povero: puro intrattenimento senza sorprese. Voto: 6

Vitalina Varela (Dramma 2019) - Pedro Costa torna a distanza di anni dal suo ultimo film (che non ho visto) con Vitalina Varela, ambientato nella favela di Fontainhas a Lisbona. L'opera, costruita su atmosfere rarefatte e quadri a camera fissa, affida alla luce il compito di scolpire volti e gesti, lasciando il resto immerso in un buio simbolico. La protagonista (stessa del titolo), moglie di un uomo emigrato e ormai morto, prende possesso della sua casa e affronta il peso di un'esistenza parallela, accompagnata da un prete disilluso. Il regista elimina ogni elemento narrativo tradizionale e si colloca nello slow cinema, evocando spiritualità e contemplazione più che realismo. Il risultato è un film rigoroso e visivamente potente, ma anche estenuante e compiaciuto, che affascina e irrita allo stesso tempo, personalmente più l'opzione seconda. Voto: 5,5

Manhunt (Poliziesco/Thriller 2017) - John Woo (anni dopo La congiura della Pietra Nera) torna alle origini con un action ambientato in Giappone, remake di una vecchia pellicola nipponica. Il film scorre con ritmo serrato e regia spettacolare, ricco di sequenze d'azione coreografate con precisione e senza eccessi gratuiti. La trama, basata su intrighi criminali e poliziotti corrotti, resta prevedibile e poco credibile, con dialoghi talvolta deboli, ma il cast è solido e la confezione tecnica di buon livello. Non raggiunge la profondità dei suoi capolavori, né aggiunge novità al suo cinema, ma come puro intrattenimento funziona e conferma la mano del maestro. Voto: 6

Magari (Dramma 2020) - Esordio alla regia per Ginevra Elkann con una dramedy familiare dal tono malinconico e intimista. La sceneggiatura, pur debole e poco originale, riesce comunque a restituire il quotidiano di una famiglia disgregata con sincerità e qualche spunto interessante. Il ritmo è pacato ma sostenuto dalla durata contenuta, mentre la regia dimostra stile e padronanza, anche se ancora acerba. Scamarcio e Rohrwacher offrono prove solide, ma sono i tre giovani protagonisti a rubare la scena con naturalezza. Fotografia curata e atmosfera elegante rendono il film piacevole, pur senza lasciare un segno profondo: un debutto promettente, seppur discontinuo. Voto: 6

Babygirl (Erotico/Thriller 2024) - Il film di Halina Reijn si presenta come un thriller erotico con ambizioni di riflessione sul desiderio femminile, ma il risultato è un guazzabuglio superficiale e spesso involontariamente comico. La storia della CEO insoddisfatta che si lascia sedurre e sottomettere dal giovane stagista non aggiunge nulla di nuovo al genere, scivolando presto nei cliché e in dialoghi imbarazzanti. Nicole Kidman offre una prova coraggiosa, ma la sua interpretazione non basta a riscattare un film che manca di tensione e di erotismo; Dickinson resta anonimo e Banderas è del tutto sprecato. La Coppa Volpi assegnata a Venezia e la nomina del National Board of Review appare invero una scelta discutibile, perché premia un'opera che, al di là della patina "indie", si rivela noiosa, poco incisiva e destinata a cadere nel dimenticatoio. Voto: 4,5

Mr. Morfina (Azione/Commedia 2025) - Jack Quaid protagonista di un action comedy surreale e ironica, dove un difetto genetico che lo rende insensibile al dolore diventa il pretesto per una sequenza di combattimenti demenziali e spettacolari. I registi puntano tutto su ritmo e inventiva, trasformando un soggetto assurdo in puro intrattenimento, tra splatter e comicità. La sceneggiatura è debole e prevedibile, ma la regia energica e il tono stravagante rendono il film godibile. Quaid convince come eroe involontario, affiancato da un cast in parte e da un villain spietato. Non un capolavoro, ma un divertente popcorn movie che mantiene il sorriso fino alla fine. Voto: 6,5

Le assaggiatrici (Storico/Dramma 2025) - Silvio Soldini porta sullo schermo una vicenda poco nota della Seconda guerra mondiale: le donne costrette a fare da assaggiatrici ai pasti di Hitler, rischiando la vita a ogni boccone. Ambientato nel rifugio del dittatore in Prussia orientale, il film alterna momenti di forte tensione (soprattutto nelle scene intorno alla tavola imbandita) a sottotrame che ne rallentano il ritmo. La regia rigorosa e pittorica costruisce un'atmosfera opprimente, ma lascia spazio anche ai sogni e alle speranze delle protagoniste. Il cast femminile convince, mentre la confezione internazionale e le accurate ricostruzioni danno respiro all'opera. Nonostante qualche lunghezza e un epilogo poco incisivo, resta uno dei lavori più maturi del regista, capace di trasformare un episodio marginale in un dramma intenso e significativo. Voto: 6,5

OSCAR MOVIE

Io sono ancora qui (Biografico/Dramma 2024) - Walter Salles sceglie di raccontare la dittatura brasiliana degli anni '70 attraverso la dimensione familiare, evitando lo sguardo corale delle dittature cilena e argentina e concentrandosi sulla vicenda privata di Ruben Paiva, ex deputato laburista arrestato e scomparso dal regime militare. La sua assenza diventa il nucleo drammatico di un film che alterna la crudezza della repressione alla quotidianità borghese, con la moglie Eunice costretta a farsi carico della famiglia e a lottare per conoscere la sorte del marito. La sceneggiatura, pur lineare e priva di grandi guizzi, riesce a rendere tangibile il clima di paura e tensione, sostenuta da dialoghi incisivi e da un crescendo emotivo che evita facili ricatti. Fernanda Torres domina la scena con una prova straordinariamente intensa, premiata moralmente con la Coppa Volpi, e il film, pur non rivoluzionario, si impone come opera civile toccante, capace di trasformare la dimensione domestica in un potente atto di denuncia. Voto: 7,5

A Real Pain (Dramma/Commedia 2024) - Un film che parte come commedia on the road, con la dinamica da buddy movie americano, e si innesta su un tema pesante come la memoria dell'Olocausto. Jesse Eisenberg sceglie una struttura semplice, quasi scolastica, senza mai spingersi davvero oltre: il dolore storico rimane evocato ma non approfondito, e le tensioni tra i due cugini restano più accennate che scavate. La chimica tra gli attori funziona, con Kieran Culkin che ruba la scena e Eisenberg che ripropone il suo solito nevrotico newyorchese. Ci sono momenti di intimità e riflessione che danno spessore, ma il film non trova mai un vero punto di svolta, lasciando un finale incompiuto. Nel complesso, un'opera tenera e rispettosa, che suggerisce più di quanto mostri, ma resta confinata entro i limiti di un racconto convenzionale. Voto: 6,5

Flow - Un mondo da salvare (Animazione/Avventura 2024) - Opera che affascina per la sua semplicità e per la forza del messaggio, ma non è priva di limiti. L'assenza di dialoghi e la scelta di animali non antropomorfi rendono il film unico e coraggioso, capace di trasmettere emozioni solo attraverso immagini e suoni ambientali. Tuttavia, la tecnica minimalista, quasi da videogioco, può risultare poco rifinita rispetto agli standard visivi dei grandi colossi dell'animazione, e alcune sequenze rischiano di apparire ripetitive. La parabola ecologista e il tema della collaborazione tra diversi sono chiari e toccanti, ma a volte troppo espliciti, con un finale che punta più sul pathos che sulla coerenza narrativa. Rimane comunque un gioiellino europeo, premiato e amato, che dimostra come si possa superare i "colossi" con sensibilità e autenticità. Voto: 7,5

Wicked (Musicale/Fantastico 2024) - Adattamento del musical di Broadway ispirato al romanzo di Gregory Maguire, racconta le origini della Strega dell'Ovest e la sua amicizia con Glinda, ambientate all'Università di Shiz. Jon M. Chu mette in scena costumi sontuosi e scenografie spettacolari che immergono nel mondo di Oz, ma ricordano troppo l'estetica di "Hogwarts", mentre le canzoni risultano scialbe e ripetitive, incapaci di lasciare il segno. Cynthia Erivo (Elphaba) sorprende con un'interpretazione intensa, Ariana Grande convince ma non brilla, Jeff Goldblum mago curioso e Michelle Yeoh sprecata. La storia, melensa e prevedibile, ribalta i ruoli classici della fiaba ma senza originalità, con metafore inclusive che suonano posticce. Tecnicamente il film è impeccabile, con effetti mirabolanti e coreografie curate, ma manca di vitalità e sostanza, trasformando quasi 3 ore di spettacolo in un prodotto visivamente ricco ma narrativamente debole, sufficiente a intrattenere senza lasciare un vero segno. Voto: 6

A Different Man (Dramma/Thriller 2024) - Un film che affronta il tema dell'accettazione sociale con echi al capolavoro The Elephant Man. Edward, segnato da una grave deformità, si sottopone a un intervento che gli dona un volto "normale", ma la sua vita non migliora davvero. Il cambiamento esteriore apre nuove possibilità, ma non cancella timidezza, insicurezze e invidia. L'arrivo di Oswald, alter ego estroverso e sicuro di sé, scatena un cortocircuito che porta il protagonista verso la deriva. Il film oscilla tra dramma esistenziale e commedia nera, senza trovare un equilibrio pieno. Alcune sequenze grottesche, come l'incidente a teatro, accentuano la confusione narrativa. Sebastian Stan offre una prova intensa, lontana dai ruoli Marvel, ben affiancato da Adam Pearson e Renate Reinsve. L'opera resta interessante, ma irrisolta. Voto: 6+

The Brutalist (Storico/Dramma 2024) - Brady Corbet firma un'opera monumentale, epica e ambiziosa, finalmente riuscita dopo anni, che richiama i grandi melodrammi americani degli anni '50 pur rivisitati in chiave moderna. Le 3 ore scorrono senza pesare, sostenute da una fotografia sontuosa e da una colonna sonora avvolgente, con colori saturi che esaltano dettagli e atmosfere. La vicenda di Laslo Toth, architetto ebreo ungherese sopravvissuto ai campi e approdato negli USA, diventa metafora del sogno americano tradito: talento e visione piegati alle leggi del capitalismo e del mecenatismo interessato. Corbet intreccia biografia e riflessione sociale con una regia classica e al tempo stesso moderna, capace di dare spessore ai personaggi e di trasformare la loro lotta in simbolo universale. Adrien Brody, straordinario, regge il film con intensità. Qualche eccesso tematico e sentimentale poteva essere limato, ma resta un cinema d'autore raro, maestoso e coinvolgente, che sfiora il capolavoro. Voto: 7,5

martedì 18 novembre 2025

I film del mese (Novembre 2025) - Prima Parte

Post pubblicato su Pietro Saba World il 18/11/2025 Qui - Ecco la prima parte della lista dei film visti questo mese. Scelte o meno, pellicole visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Mediaset Infinity (compreso Plus), Paramount Plus e RaiPlay, a infine Disney Plus, TimVision e occasionalmente YouTube. Sporadicamente anche da Apple Tv Plus, Pluto TV e siti vari (anche non legali). Il primo speciale cinematografico del mese è incentrato sull'animazione, con la quinta ed ultima parte dell'Anime Generation.

Pupille - In mani sicure (Dramma 2018) - Theo, rifiutato alla nascita, viene affidato ai servizi sociali in attesa di adozione. Nei due mesi e mezzo successivi, diverse figure si prendono cura di lui con dedizione, tra cui un "babbo provvisorio" interpretato con tenerezza da Gilles Lellouche. Il film, delicato e centrato sul bambino, affronta con compostezza un tema potenzialmente drammatico, trasmettendo fiducia e serenità. La regista segue con sensibilità le fasi dell'affidamento, mostrando il coinvolgimento emotivo degli adulti. Spicca anche Elodie Bouchez, intensa futura madre adottiva, una donna single e vulnerabile ma determinata. Pur con qualche passaggio narrativo un po' macchinoso, il racconto rassicura e celebra la cura verso chi non può ancora scegliere. Un film che commuove senza retorica, affidandosi alla forza dei gesti quotidiani. Voto: 7

Final Destination Bloodlines (Horror/Thriller 2025) - Un nuovo capitolo della saga diretto dai registi di Freaks che, pur non innovando molto, riesce a intrattenere con morti creative, ironiche e volutamente esagerate. Il tono vira verso la black comedy, con effetti speciali volutamente finti che accentuano l'aspetto grottesco. Il prologo è spettacolare, la scena dei bicchieri di ghiaccio spicca per inventiva, e il tema della maledizione familiare aggiunge un tocco di novità. Non perfetto, ma superiore agli ultimi episodi (compreso l'ultimo uscito ben 14 anni fa e visto un decennio fa, qui): semplice, splatter e godibile. Commovente l'ultima apparizione di Tony Todd. Voto: 6+

Dove cadono le ombre (Dramma/Thriller 2017) - Il film affronta con coraggio un capitolo oscuro e poco noto della storia svizzera: il programma eugenetico volto a cancellare l'etnia Jenisch. Ambientato in un ex istituto ora trasformato in casa di riposo, la trama si sviluppa attorno al confronto tra un'infermiera e l'anziana ex direttrice, sua aguzzina. La regia di Valentina Pedicini sceglie un tono sobrio e riflessivo, evitando il sensazionalismo e puntando sul rapporto tra le due protagoniste femminili, interpretate con intensità da Elena Cotta e Federica Rosellini. Tuttavia, il ritmo lento e alcune scelte narrative poco incisive penalizzano l'impatto emotivo, mentre il finale appare forzatamente conciliatorio. Nonostante i limiti, il film riesce a sensibilizzare su una pagina dimenticata di storia e stimola la voglia di approfondire. Voto: 6

Sonic 3 - Il film (Avventura/Sci-fi 2024) - Prosegue la saga del celebre porcospino blu con un mix di azione, comicità e nostalgia videoludica. Il film, ambientato dopo la serie Knuckles, introduce Shadow come nuovo antagonista, offrendo momenti dinamici e visivamente spettacolari, grazie a effetti speciali ben curati. Jim Carrey torna con un doppio ruolo, ma la sua interpretazione, seppur energica, risulta a tratti eccessiva e poco incisiva. La trama è semplice e ricca di fan service, con un tono più infantile e caotico rispetto ai precedenti capitoli. Nonostante alcune debolezze narrative e un ritmo frenetico, il film diverte e intrattiene, soprattutto i fan storici del franchise. Voto: 6

Elio (Animazione/Avventura 2025) - Il nuovo film Pixar, racconta la storia di un undicenne orfano che, traumatizzato dalla perdita dei genitori, viene rapito dagli alieni e coinvolto in un'avventura intergalattica. Il film affronta temi come l'elaborazione del lutto, l'identità e il bisogno di appartenenza, con il consueto approccio metaforico caro alla regista Domee Shi (RedBao), qui coadiuvata da Adrian Molina, già co-regista di Coco, e Madeline Sharafian. Pur non brillando per originalità e soffrendo di una narrazione a tratti frettolosa e ripetitiva, Elio riesce a trasmettere un messaggio di accettazione e speranza, rivolgendosi soprattutto a un pubblico giovane. L'animazione è curata, il ritmo è vivace, ma manca quella profondità emotiva e quella trasversalità che hanno reso memorabili altri titoli Pixar (non l'ultimo Inside Out 2, però altrettanto emozionante). Un film piacevole, che merita attenzione nonostante qualche limite, e che conferma l'interesse dello studio per le sfide interiori dell'infanzia. Voto: 6,5

Biancaneve (Fantastico/Musicale 2025) - Il nuovo live action Disney dedicato a Biancaneve (dopo il deludente Peter Pan & Wendy) tenta un aggiornamento moderno della favola, trasformando la protagonista in una leader combattiva e il principe in un ladro dal cuore d'oro. I sette nani, quasi del tutto marginalizzati, appaiono in CGI nonostante la presenza di un attore affetto da nanismo. Visivamente curato, il film soffre però di una narrazione prolissa, canzoni invadenti e interpretazioni poco incisive. La colonna sonora offre qualche spunto emotivo, ma il risultato complessivo è disomogeneo e poco memorabile. Un prodotto per famiglie che non lascia il segno. Voto: 4,5

Il ragazzo dai pantaloni rosa (Dramma 2024) - Film di denuncia sul bullismo ispirato alla tragica vicenda di Andrea Spezzacatena, affronta un tema urgente con sensibilità ma senza la forza emotiva che ci si aspetterebbe. Nonostante un buon cast (spiccano Samuele Carrino e Sara Ciocca) la narrazione resta troppo lineare, edulcorata e priva di reale impatto (meglio comunque la seconda parte). Il dolore è suggerito più che vissuto, e l'approfondimento sull'identità e sull'orientamento sessuale resta in superficie. Più efficace come spunto di riflessione che come opera cinematografica, il film tocca ma non scuote. Importante per il messaggio, ma non abbastanza incisivo. Voto: 6

Thunderbolts* (Azione/Sci-fi 2025) - Il 36° film del MCU segna una svolta positiva dopo diversi titoli sottotono (vedasi il "nuovo" Captain America). Diretto da Jake Schreier (Città di carta), propone un gruppo di antieroi tormentati, ben caratterizzati da una sceneggiatura ironica e meno dipendente dai soliti combattimenti. La prima parte funziona meglio, mentre la seconda si appiattisce su soluzioni più convenzionali. Il cast è azzeccato: David Harbour diverte, Florence Pugh convince, e Lewis Pullman sorprende come Sentry. Pur richiedendo familiarità con l'universo Marvel, il film offre ritmo, humour e spunti emotivi, tra solitudine e redenzione. Meno giocoso e riuscito del simile ed ultimo Suicide Squad, ma più profondo, Thunderbolts è un'opera corale che prepara il terreno per Avengers: Doomsday con discreto stile. Voto: 6+

ANIME GENERATION

Angel's Egg (Animazione/Dramma 1985) - Opera breve ma densissima, "Tenshi no Tamago" è un film ermetico e visivamente ipnotico, ambientato in un mondo post-apocalittico dove una bambina protegge un misterioso uovo. La narrazione è quasi assente, i dialoghi ridotti al minimo, e ogni scena è carica di simbolismi religiosi e allegorici, senza offrire una chiave interpretativa univoca. Tecnicamente eccellente per l'epoca, il film si distingue per la regia, le musiche e l'atmosfera decadente e inquietante. Tuttavia, la sua lentezza e ambiguità lo rendono ostico per molti spettatori. Più che una storia, è un'esperienza contemplativa, aperta a infinite letture, tutte valide e tutte discutibili. Consigliato solo a chi ama l'animazione sperimentale e sa apprezzare il fascino del mistero visivo più che della narrazione. Voto: 7+

Call Me Tonight (Animazione/Horror/Commedia 1986) - Un OAV breve e curioso, classificato come horror-erotico ma in realtà più vicino alla commedia. La trama ruota attorno a Ryo, un ragazzo che si trasforma in un mostro quando si eccita. Rumi, operatrice di una linea erotica, cerca di aiutarlo a controllarsi, mentre una teppista si interessa a lui. Nonostante la premessa, l'erotismo è appena accennato e l'horror quasi assente. I disegni, firmati Kimiko Takahashi, riflettono lo stile anni '80, con personaggi semplici e capigliature voluminose. Il design dei demoni è riuscito e il finale offre una buona chiusura. Non memorabile, ma piacevole per una visione leggera. Voto: 6-

Liz e l'uccellino azzurro (Animazione/Dramma 2018) - Uno slice of life delicato e contemplativo, incentrato sul rapporto tra due studentesse unite dalla musica e da un legame ambiguo tra amicizia e attrazione. La narrazione si sviluppa su due piani: la realtà scolastica e una fiaba parallela che riflette simbolicamente i sentimenti delle protagoniste (la parte migliore). Una narrazione lenta, a tratti soporifera, ma che si riscatta nel finale emotivo. L'animazione è curata, con colori vivaci e una regia sensibile, anche se poco incisiva, ma non per questo peggiore rispetto a La forma della voce. Non memorabile, ma gradevole per chi apprezza storie intime e silenziose. Voto: 6

WXIII: Patlabor the Movie 3 (Animazione/Sci-fi 2002) - Il terzo film della saga, ma si discosta nettamente dai precedenti. I robot Patlabor sono quasi assenti, sostituiti da una trama investigativa su una creatura mutante. La regia di Fumihiko Takayama tenta di emulare lo stile di Mamoru Oshii, ma senza la sua profondità. Il ritmo è lento, l'atmosfera cupa, e le scene silenziose accompagnate dalle musiche di Kenji Kawai sembrano più imitazione che scelta consapevole. La sceneggiatura offre spunti interessanti (tra esperimenti genetici e manipolazione mediatica) ma non li sviluppa a fondo. Tecnicamente il film è ben realizzato, con animazioni solide e una fotografia plumbea, ma manca di personalità. Il finale amaro è uno dei pochi momenti davvero riusciti. Prodotto sì curato ma privo di anima, meno efficace dei precedenti. Voto: 6

Look Back (Animazione/Dramma 2024) - Storia malinconica e breve, con protagoniste due ragazze appassionate di disegno che si confrontano in una dinamica di rivalità e crescita personale. Lo stile grafico è classico nipponico, anche se l'animazione non è sempre precisa. Il tono è triste e riflessivo, con un finale criptico che simboleggia il passaggio dall'adolescenza all'età adulta. I temi trattati (competizione, insicurezza, amicizia) sono già visti, ma vengono affrontati con una certa sensibilità. Nonostante la prevedibilità e qualche forzatura emotiva, il film si lascia guardare con piacere, complice anche la durata contenuta. Non memorabile, ma gradevole. Voto: 6+

Memories (Animazione/Sci-fi 1995) - Ideato da Katsuhiro Otomo, un film antologico composto da tre episodi distinti per stile e contenuto, accomunati da una forte impronta visiva e sonora. "Magnetic Rose": fantascienza lirica e inquietante, con regia di Koji Morimoto e sceneggiatura di Satoshi Kon. Ispirato a un racconto di Otomo, è il più riuscito e coinvolgente, grazie anche alla colonna sonora di Yoko Kanno e all'inserto lirico da "Madama Butterfly". "Stink Bomb": commedia nera grottesca diretta da Tensai Okamura. Originale ma prevedibile, alterna satira e caos con una critica al sistema militare. "Cannon Fodder": distopia sperimentale firmata Otomo, raccontata con un lungo piano sequenza. Visivamente audace ed efficacemente malinconico, ma narrativamente minimale nonché incompiuto. Nel complesso, "Memories" è un'opera tecnicamente eccellente, variegata nei toni e nei generi. Non perfetta, ma consigliata agli amanti dell'animazione d'autore e delle raccolte sperimentali. Voto: 6,5