Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2023 Qui - Quattro episodi slegati fra di loro a livello narrativo, ma uniti dalla tematica della pena di morte, ancora in vigore nell'Iran (atrocità oggi in corso d'opera, mentre io scrivo e voi leggete). Lo stesso regista (anch'esso Iraniano, tale Mohammad Rasoulof) non ha potuto ritirare l'Orso d'oro alla Mostra di Berlino perché rinchiuso ai domiciliari per propaganda contro lo Stato. La costante è l'incedere della vita che prosegue nella sua ordinarietà nonostante la morte altrui lasci segni tangibili. Di grande impatto la fine del primo episodio e toccante il soldato di leva che non vuole eseguire gli ordini (in alcuni momenti sembra chiaramente ispirato da La ballata del boia). Il compleanno della fidanzata e il segreto custodito dallo zio della ragazza sono più didascalici e fanno riflettere in maniera più morbida. Un tema difficile e osteggiato dal regime con il pregio della scorrevolezza. "Bella Ciao" sta diventando un inno mondiale. Voto: 6,5
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