Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/09/2022 Qui - Commediola romantica che ha il pregio di narrare le vicende di quei trentenni dai sogni infranti, intrappolati in una quotidianità vuota e insoddisfacente. Il film affronta infatti il tema del suicidio e della disperata ricerca della felicità, ma in chiave brillante. Non per caso Emma Peeters (diretto da Nicole Palo) è una commedia smaliziata già nei titoli di testa (d'impostazione artistica), con una costruzione premeditata in ogni sua diramazione, a rischio stucchevolezza ed educata anche nello sgarbo, con tanto di musichette favoleggianti, ma costantemente esilarante, attrezzata di un invidiabile spirito d'iniziativa e ulteriormente ravvivata da una protagonista in gran spolvero (Monia Chokri, si dona alla causa con tutta se stessa, un'autentica e strabiliante mattatrice, non male è anche tuttavia la controparte maschile). Pellicola semplice ma abbastanza ben fatta, si lascia tranquillamente guardare. Un delizioso esempio di come la locuzione "Amor vincit omnia" non passi mai di moda, anche quando tutto sembra crollarci addosso. Voto: 6+
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venerdì 30 settembre 2022
mercoledì 31 agosto 2022
Zombi 2 (1979)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2022 Qui - L'hanno chiamato Zombi 2 perché Zombi non si poteva, avendolo già utilizzato, fallacemente dai titolisti italiani, un anno prima per la seconda pellicola horror della serie sui morti viventi di George A. Romero, in originale Dawn of the dead, tradotto "L'alba dei morti", e così doveva essere, spezzarono invece, tra l'altro, anche il senso dei titoli della trilogia originale, questo infatti non è un sequel. Scevro della critica sociale presente nella pellicola di Romero, si distingue difatti nell'essere il "classico" zombie movie, e divenuto ugualmente però (anche per via del nome in cabina di regia) un cult per gli appassionati del genere. Dopo aver sfiorato spesso il genere (si ricordi di Una lucertola con la pelle di donna) Lucio Fulci con Zombi 2 realizza infatti quello che può essere considerato a buon diritto il suo primo horror (successivamente verrà ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà), un horror (chiaramente di matrice splatter) peraltro ben riuscito. Chiaramente non siamo ai livelli dei film del regista statunitense/canadese, ma il risultato del primo zombie movie del regista italiano/romano è più che buono. I limiti di budget ci sono, ma l'ambientazione esotica è ottima e certe scene gore (grande lavoro nel make-up) rimangono impresse, come quella dell'occhio trafitto ed altre molto divertenti come quella che vede uno zombie "subacqueo" ingaggiare un duello fino all'ultimo morso con uno squalo (la musica del fido Fabio Frizzi, simile Goblin, non è sempre calzante, invece). Nonostante sia pieno di difetti, soprattutto a livello tecnico perché la sceneggiatura è un po' poverella e a tratti trash all'inverosimile, è difatti tra i migliori film del filone "morti viventi", non dimenticando che è del 1979. Bello ed iconico il finale. Voto: 6,5
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Ed Wood (1994)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2022 Qui - Singolare biografia di un regista assolutamente privo di talento (era definito il peggior regista del mondo) ma anche personaggio memorabile della Hollywood degli anni d'oro del cinema. Ed Wood è un atto d'amore nei confronti del cinema da parte di Tim Burton, un regista dal talento assoluto e visionario la cui capacità di creare suggestione è (anche qui) dimostrata da quest'opera che si avvale del prezioso contributo di Johhny Depp (vero alter-ego del regista) ma soprattutto di Martin Landau, valore aggiunto nei panni di un memorabile Bela Lugosi sul viale del tramonto. Un'opera che offre allorché una galleria di personaggi inverosimili ma reali, e decine di situazioni grottesche raccontate con sincera devozione. Una toccante parabola sulle aspirazioni di un perfetto incapace, reso tanto simpatico nella sua smisurata ingenuità (assimilabile per certi versi al Tommy Wiseau raccontato nella altrettanto singolare biografia The Disaster Artist) quanto convinto di poter parlare con Orson Welles da pari a pari. Adeguatissimi il bianco e nero e la musica. E tuttavia, tutto è abbastanza superficiale. Capiamo qualcosa in più solo nei titoli di coda, ma durante il film il tutto sa un po' di incompiuto. Non tra i miei preferiti, né tra i suoi migliori secondo me, ma davvero un buonissimo film, che fa venire voglia di vedere i film di Wood, pure con una certa indulgenza. Voto: 7
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